* INFORM *

INFORM - N. 23 - 4 febbraio 2003

Libro Bianco sì, Libro Bianco no

Carlo Costalli (MCL): "con il Libro Bianco sul Welfare la famiglia, finalmente, al centro dell’azione politica"

ROMA - "Il Libro Bianco sul Welfare, presentato dal Ministro Maroni, fa un’analisi complessa e articolata, ampiamente condivisibile, che sembra finalmente assegnare alla famiglia quel ruolo di protagonista, ‘oggetto’ e ‘soggetto’ delle politiche sociali, che la mette giustamente al centro dell’azione politica". Lo ha dichiarato il Presidente del Movimento Cristiano Lavoratori (MCL) Carlo Costalli, commentando ‘a caldo’ l’avvenuta presentazione del Libro Bianco.

"Molto positivo - ha proseguito il leader del MCL - il principio affermato che il sostegno alle responsabilità familiari non è ‘politica di settore’, ma piuttosto il risultato di una molteplicità di interventi che ne riconoscono il vero e proprio ‘attore di sistema’".

"Ci auguriamo che le analisi si trasformino in tempi brevi in atti concreti, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto fiscale, aumentando la possibilità di deduzioni, e il tema specifico della non autosufficienza e della cura familiare degli anziani". (Inform)

Betty Leone (SPI CGIL): "il Libro Bianco è soltanto una enunciazione di principi ambigui"

ROMA - "Sono due le questioni più preoccupanti emerse dalla presentazione del Libro Bianco sul Welfare. La prima – ha dichiarato Betty Leone, segretaria generale del Sindacato pensionati della CGIL - riguarda la mancanza di impegni concreti di percorsi e di risorse. Il Libro Bianco è in sostanza una enunciazione di principi talvolta anche ambigui come la riaffermazione delle centralità della famiglia nelle politiche sociali, che finisce sempre col caricare le donne di responsabilità che vorrebbero invece condividere con la collettività".

"La seconda questione riguarda l’affermazione che la legge di riforma dell’assistenza (n. 328 del 2000) è obsoleta e superata dal nuovo assetto federalista delle istituzioni che assegna alle Regioni la potestà sulle politiche sociali lasciando allo Stato centrale solo la garanzia dei livelli essenziali di assistenza.

"I sindacati dei pensionati, che unitariamente hanno promosso e sostenuto la legge sull’assistenza – ha concluso Betty Leone -, non possono che essere preoccupati da queste dichiarazioni che annullano un lungo lavoro per garantire ai cittadini un sistema esigibile di diritti sociali". (Inform)


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