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INFORM - N. 23 - 4 febbraio 2003

La relazione di Gustavo Selva sulla visita della delegazione parlamentare italiana in Argentina ed Uruguay

I deputati hanno incontrato le massime cariche istituzionali dei due Paesi ed i rappresentanti delle nostre collettività

ROMA - Dal 9 al 14 dicembre una delegazione della Commissione Affari Esteri della Camera si è recata in Argentina e in Uruguay per accertare le motivazioni della grave crisi economica che attanaglia i due Paesi e per incontrare le nostre collettività. Il gruppo, guidato dal Presidente Gustavo Selva, era composto dai deputati Giovanni Bianchi, Giovanni Deodato, Pietro Folena e Gian Paolo Landi di Chiavenna. Per quanto riguarda la situazione argentina, dalla relazione presentata alla III Commissione dal Presidente Selva, è stato evidenziato come il disagio del Paese sia nato da una grave crisi politica che ha avuto immediate ripercussioni sull'economia e sull'assetto sociale della Nazione. Già nel 1999 infatti, quando entrò in carica di Presidente della Repubblica Fernando De la Rua, l'Argentina evidenziava un forte indebitamento estero, una disoccupazione superiore al 15% ed un pesante deficit di bilancio. Dopo i successivi crolli dei parametri economici che portarono, nel dicembre 2001, al congelamento dei depositi bancari e ad una vera e propria sommossa popolare, il neo eletto Presidente Eduardo Duhalde sciolse finalmente l’artificiosa parità tra peso e dollaro, lasciando il cambio alla libera fluttuazione.

Oggi la situazione sta lentamente migliorando ed è proprio di questi giorni la notizia del raggiunto accordo con il Fondo Monetario Internazionale. Un'intesa, ottenuta anche grazie alle pressioni dell'Italia e dell’Unione Europea, che darà all’Argentina un credito provvisorio di 2,89 miliardi di dollari. Nel corso della loro visita in Argentina i deputati italiani hanno in primo luogo incontrato il Ministro dell'Economia Roberto Lavagna che, dopo aver evidenziato una certa ripresa del sistema economico e bancario del Paese, ha sottolineato come il problema dei risparmiatori italiani coinvolti nel crollo del Nazione sudamericana potrà essere risolto solo con estrema gradualità. In questo contesto la necessità di agire con cautela è stata sottolineata anche dal Ministro degli Esteri Carlos Ruckauf che, oltre ad auspicare l'apertura di nuovi fronti economici verso la Cina e ed il continente africano, ha chiesto all'Unione Europea di eliminare i sussidi all'agricoltura. Tutele commerciali che ostacolano le dinamiche del libero mercato. Ma la delegazione ha incontrato anche numerosi esponenti della nomenclatura parlamentare. Durante un cordiale colloquio il Presidente del Senato Carlos Maqueda (PJ), ha infatti espresso compiacimento per il fatto che l'Italia sia stato il primo Paese a manifestare l'intenzione di aiutare l'Argentina. Il Presidente del Senato si è inoltre detto certo che l'Italia potrà far molto per l'Argentina sia nel campo dello sviluppo delle piccole e medie imprese, sia presso gli organismi multilaterali, come le istituzioni finanziare e la stessa Unione Europea.

Dagli altri incontri, come ad esempio quelli con la senatrice Sofia Escudero (PJ), il primo Vicepresidente della Camera dei Deputati, Oraldo Belitos e il deputato Carlos Alesandri (PS), è inoltre emersa la comune preoccupazione per i già citati vincoli protezionistici adottati dall'Occidente che soffocano l'esportazione argentina. Una valutazione, quest'ultima, pienamente condivisa dal Presidente della Commissione Esteri della Camera, Jorge Alberto Escobar (PJ) che, dopo aver ricordato il recente e notevole aggiornamento tecnologico compiuto dalle imprese argentine, ha auspicato, al fine di intensificare i rapporti tra il Parlamento italiano ed argentino, l'istituzione di una specifica "Agenda tematica" degli incontri. Ma durante la lunga missione in Argentina i parlamentari italiani hanno avuto dei colloqui anche con i rappresentanti dei Comites, del CGIE, dei patronati e della stampa della collettività italiana. Dagli incontri sono emersi sia alcuni rilievi, relativi alle problematiche della doppia cittadinanza e al diritto di voto, sia specifiche esigenze di carattere sociale, come ad esempio la corresponsione di un assegno agli indigenti, la possibilità di utilizzare l'autocertificazione per la denuncia dei redditi, l'accelerazione dei lavori dell'Unità di coordinamento Stato-Regioni e la definizione di un'apposita disciplina per la riforma dei patronati. Dagli imprenditori italiani presenti in Argentina è stato invece evidenziato come la mancanza di finanziamenti e di strutture adeguate impedisca di fatto lo sfruttamento delle favorevoli condizioni di competitività create dalla forte svalutazione. Un deprezzamento della moneta che ha però portato anche forti difficoltà, soprattutto per quanto concerne la redditività degli ingenti investimenti nei settori dei servizi. Un problema che potrà essere risolto, ai fini dell'ammortamento degli investimenti predetti, solo attraverso un allungamento dei tempi delle concessioni. La delegazione ha infine avuto la possibilità di visitare l'Ospedale italiano di Buenos Aires, la più antica istituzione italiana del Sud America (1853) - nella struttura operano 1050 medici - che ha recentemente stipulato una convenzione che permetterà di offrire assistenza ai cittadini italiani più bisognosi. Un accordo che darà all'ospedale, anche grazie al "Pian de salud" offerto dal Consolato d’Italia, la possibilità di curare senza ulteriori oneri un numero triplo di pazienti.

La situazione politica dell'Uruguay, dove pure si sono avuti scontri di piazza, è invece apparsa, agli occhi dei parlamentari, sicuramente più stabile. Per migliorare la situazione economica del Paese gli organismi monetari internazionali hanno infatti già versato 3,8 miliardi di dollari. Nel corso della missione, al fine di acquisire informazioni autorevoli e dirette, la delegazione ha incontrato il Presidente della Repubblica, Jorge Battle che, dopo essersi soffermato sui complessi rapporti tra Unione Europea e il Mercosur, ha rammentato come a tutt'oggi il più grande ostacolo per lo sviluppo economico dei Paesi sudamericani sia costituito dalla politica agricola dell'Unione Europea. In ogni caso per avere degli sviluppi positivi bisognerà attendere - il Presidente ha anche sottolineato la carenza degli investimenti europei nell'America Latina - la prossima tornata negoziale tra Unione Europea e il Mercosur in programma a Bruxelles nel mese di febbraio. Battle si è poi detto fiducioso sull'operato del neo eletto Presidente brasiliano, Lula ed ha auspicato, per quanto concerne la situazione del Venezuela, il rapido svolgimento di elezioni anticipate. Il Vice Presidente della Repubblica, nonché Presidente del Senato Luis Hierro Lopez ha invece rammentato le positive esperienze della Conferenza ibero-americana ed ha ipotizzato, al fine di migliorare i rapporti dell'Italia con i Paesi sudamericani, la creazione di similari forme istituzionali. La delegazione italiana ha poi incontrato il Presidente della Camera, Guillermo Alvarez, che ha evidenziato come la crisi economica e sociale dell'Uruguay possa dar vita ed un fenomeno migratorio di vaste dimensioni a cui i Paesi europei dovrebbero prestare la massima attenzione.

Presso la Camera di Commercio italiana in Uruguay, che sta per festeggiare i centocinquanta anni di attività, i nostri imprenditori hanno invece auspicato una decisa azione dell'Italia che favorisca l'erogazione di idonei investimenti e l'attivazione di apposite linee di credito, finalizzate in primo luogo all'acquisto di beni strumentali. Durante l'incontro con i rappresentanti della collettività italiana, che ancora oggi mantengono un vivo senso di appartenenza verso il nostro Paese, si sono registrate ulteriori richieste di intervento, soprattutto per quanto riguarda la materia pensionistica, il rilascio di passaporti e il sostegno alle iniziative economiche e commerciali. Presso la sede locale dell'ICE la nostra delegazione ha infine preso atto delle attività promozionali, svolte in Uruguay e in Paraguay, e delle iniziative in via di realizzazione, come ad esempio l'attivazione di un corso di formazione per manager di organismi economici e la messa a regime di un progetto formativo nel settore zootecnico. (Lorenzo Zita-Inform)


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