* INFORM *

INFORM - N. 23 - 4 febbraio 2003

Al Ministro per gli Italiani nel mondo il «grazie» di Berlusconi: «Tremaglia ha ridato la Patria a 60 milioni di connazionali all’estero»

ROMA - Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nel documento inviato ai rappresentanti della Casa delle Libertà riunitisi nei giorni scorsi a Todi, ha rivolto parole di sincero apprezzamento a Mirko Tremaglia ministro per gli Italiani nel mondo. «Abbiamo sostenuto - ha affermato Berlusconi - la lunga battaglia del ministro Tremaglia che ha ridato la Patria a 60 milioni di italiani nel mondo, specie in quelle Americhe dove, tra dolore, sangue e lacrime, si diresse la nostra prima emigrazione. Questa - ha aggiunto il Presidente del Consiglio - è una politica estera nuova, che nasce appunto dal carattere nazionale e laico della nostra alleanza. Questo è il profilo del nostro Governo, il cui respiro mediterraneo si fa europeo e mondiale».

Affermazioni - si fa notare - che equivalgono ad una adesione di tutto il Governo alla politica dell’italianità, ai programmi attuati da Tremaglia, e ad una corresponsione piena del Governo per quanto riguarda i rapporti che egli ha con il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero. Le parole di Berlusconi, dopo l’istituzione del Ministero per gli Italiani nel mondo e l’approvazione della legge costituzionale sull’esercizio del diritto di voto per i connazionali all’estero, rappresentano un grande riconoscimento al lavoro svolto in questi mesi da Tremaglia per la promozione e la tutela dei diritti degli italiani all’estero.

Un impegno che, per il 2003, si indirizzerà anche al rafforzamento del legame con l’Altra Italia, attraverso i convegni che, a partire dal 10 marzo prossimo con gli scienziati e i ricercatori italiani nel mondo, riuniranno di volta in volta imprenditori, ristoratori, artisti, missionari, giornalisti e, di settore in settore, rappresentanti di tutti gli ambiti in cui si è distinto il genio dei connazionali lontani. Per la stessa ragione, Tremaglia ha anche siglato una convenzione con la Rai affinché il servizio pubblico, attraverso la «televisione di ritorno», diffonda e promuova nel nostro Paese la conoscenza dell’immenso lavoro svolto, in ogni parte del pianeta, dai 4 milioni di connazionali e dai 60 milioni di oriundi che vivono all’estero. (Inform)


Vai a: