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INFORM - N. 22 - 3 febbraio 2003

Giorgio Mauro (Paesi Bassi) scrive ai colleghi del CGIE: "Non sono d’accordo sul rinvio dell’Assemblea plenaria di febbraio…"

ROMA - "Cari colleghi, non sono d’accordo con il rinvio dell’Assemblea plenaria di febbraio. Ed aumenta la mia già ripetutamente espressa preoccupazione per la china penosa sulla quale sta scivolando il CGIE". - è quanto afferma Giorgio Mauro (CGIE Olanda) in un messaggio e-mail indirizzato a tutti i componenti del Consiglio Generale.

"Mi chiedo se a febbraio, una corale pronuncia del CGIE per la più veloce possibile riforma delle leggi del Comites e del CGIE avrebbe comportato il rischio di dare ai lavori un tono minore. Mi chiedo se una dimostrazione davanti a Montecitorio per sollecitare lo snellimento degli iter legislativi che ci stanno a cuore, avrebbe insozzato l’assemblea di oscuri toni minori. Mi chiedo se le dimissioni all’istante davanti al governo di mezzo o tutto il CGIE come atto di protesta contro la noncuranza di partiti e governanti sarebbero state viste dall’opinione pubblica italiana in patria ed all’estero come un declassamento a toni minori del ruolo dei consiglieri. A fronte badate delle questioni citate nella lettera di disdetta e che sono vecchie di anni, quindi sempre eluse o aggirate dal potere politico.

"Mi chiedo se sono stato eletto da italiani all’estero con l’invito a promuovere iniziative per risolvere problemi e vertenze o se sono al servizio di varie istanze che ripetutamente mi dicono quello che debbo fare. E’ questo asservimento che dà inequivocabili toni minori al CGIE. Mi vien da ridere a guardare i buontemponi che si dicono convinti che siano cose diverse da quelle varie istanze a causare ritardi e consolidare inadempienze.

"Mi resta solo la speranza - prosegue Mauro - che nasce dalle auspicabili aperture politiche create dall’incredibile costanza e perseveranza di Mirko Tremaglia, il ministro membro del CGIE. Le sue lettere al sottosegretario Letta ed al ministro Frattini che Franco Narducci ci ha mandato in copia, sono un formidabile esempio di riconoscimento del ruolo del CGIE e dei Comites. Sono la voce del CGIE. Se intoppi e freni non avessero bloccato il convegno sui diritti di dicembre, la voce di quattrocento rappresentanti di Comites e di tutto il CGIE convenuti a Roma avrebbe aiutato certamente l’arringa di difesa del ministro Tremaglia. E se le istanze varie non nominate non avessero stabilito - sulla base di loro proprie opportune considerazioni - il rinvio addirittura di qualche mese dell’assemblea di febbraio, l’ assemblea stessa alla quale mi ero preparato con armi ben affilate, e certamente con me anche tutti i colleghi e lo stesso ministro Tremaglia, avrebbe giocato in modo clamoroso le ultime carte per chiedere lo snellimento degli iter di legge che ci stanno a cuore.

"Voterò ormai per un Comites impossibilitato a diventare un soggetto politico - così termina il messaggio di Giorgio Mauro - . Resterà un ente di assistenza certamente meritorio, ma in fondo nient’altro che un costoso doppione di enti assistenziali sia locali che italiani, questi da decenni già trapiantati in Olanda. Per la buona pace di tutti". (Inform)


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