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INFORM - N. 22 - 3 febbraio 2003

Frattini presenta il Piano di Comunicazione del Ministero degli Affari Esteri per il 2003

Tra gli obiettivi prioritari il miglioramento dei servizi, la valorizzazione della nostra identità e la promozione del ruolo italiano durante il semestre di Presidenza europea

ROMA - Il piano di comunicazione del Ministeri degli Affari Esteri per il 2003, presentato alla Farnesina dal Ministro Franco Frattini, è in primo luogo finalizzato a migliorare l'immagine italiana nel mondo ed i servizi resi dal Ministero ai cittadini e alle imprese all'estero. A tal fine verrà infatti avviata una campagna di "customer care" che sensibilizzerà le nostre rappresentanze diplomatiche ad uno nuovo contatto con i connazionali nel mondo, i turisti, gli studenti e gli imprenditori italiani e stranieri. Per avvicinare le strutture operanti all'estero alla sede centrale e farle sentire parte di una specifica identità verrà inoltre attivata, sulla rete Intranet del Ministero, una finestra interattiva che coinvolgerà le Ambasciate ed i Consolati in un aperto dialogo con la sede centrale.

Una nuova strategia che, secondo quanto illustrato dal Vice Segretario Generale della Farnesina Giampiero Massolo, servirà a rafforzare il senso di appartenenza della rete ed a migliorare le capacità ed i servizi offerti dalle sedi nel mondo. Per preparare il personale della rete diplomatica alle relazioni con il pubblico ed i media, saranno inoltre attivati, attraverso l'Istituto Diplomatico e la stessa rete Intranet, specifici pacchetti formativi. In questo contesto, oltre all'aggiornamento e alla presentazione alla stampa delle più significative pubblicazioni del Ministero, è previsto, sia un apposito incontro di ricognizione sui temi da presentare al pubblico televisivo, sia la fattiva partecipazione del Ministero alle più significative manifestazioni che si terranno, nell'ambito della comunicazione pubblica, in tutta Italia.

La seconda linea guida del Piano di Comunicazione sarà invece finalizzata all'attivazione un "pensatoio" che coinvolgerà dei gruppi culturali nella definizione di un'identità italiana da promuovere all'estero nelle sue declinazioni storiche, culturali, imprenditoriali e tecnologiche. Un'attenta costruzione dell'immagine italiana all'estero che si fonderà sul confronto con le élites, politiche, economiche e culturali degli altri Paesi. In questo ambito la rete culturale all'estero verrà inoltre potenziata attraverso il completo inserimento in rete degli oltre 800.000 volumi custoditi dagli Istituti di Cultura.

Per valorizzare il ruolo dell'Italia durante il semestre di Presidenza dell'Unione Europea, Terzo pilastro della strategia comunicativa del Mae, saranno attivate specifiche campagne informative, con spot televisivi e radiofonici sui temi della convenzione europea, e verranno stipulate convenzioni con agenzie specializzate per la realizzazione di specifici servizi. Saranno poi distribuite due apposite pubblicazioni, realizzate rispettivamente dalla DGIE e da un'agenzia di stampa, sui temi della convenzione e sull'organizzazione del Consiglio Europeo.

In questo contesto va anche segnalata l'attesa presentazione dell'indagine sul livello qualitativo dei centralini telefonici della rete consolare italiana. Dalla ricerca - effettuata su 95 Consolati ed illustrata alla stampa dal Vice Direttore Generale per gli Italiani all'Estero e le Politiche Migratorie Stefano Ronca - è in primo luogo emerso un buon livello di automazione dei centralini (95%) che, nell'80% dei casi, hanno consentito un idoneo smistamento delle telefonate e la possibilità di parlare con l'operatore. Per quanto riguarda invece il livello della cortesia, sebbene le risposte siano state abbastanza soddisfacenti, i ricercatori hanno evidenziato un ampio margine di miglioramento sicuramente superiore al 25%. Da sottolineare infine il diffuso e corretto uso della nostra lingua: solo in sei Consolati infatti, sui 73 interpellati, è stata riscontrata una scarsa dimestichezza degli operatori con la lingua italiana.

Il Ministro Frattini ha ricordato la necessità di concretizzare in modo tangibile il principio della trasparenza nel rapporto bilaterale tra i cittadini e la pubblica amministrazione. Un valore, quest'ultimo, sancito dalla legge 150, che ora verrà applicato alla complessa struttura del Mae. In questo contesto la nuova strategia comunicativa sarà in primo luogo finalizzata alla modernizzazione delle sedi consolari. Strutture di rappresentanza, dovranno trasformarsi e divenire dei veri e propri "Uffici Italia". "Luoghi ha precisato il capo della Farnesina - in cui il nostro biglietto da visita, verso i cittadini del Paese ospitante ed i nostri connazionali ivi residenti, sarà l'immagine di un'amministrazione efficiente capace di fornire risposte adeguate ed in tempi rapidi"

Queste innovative strutture dovranno inoltre considerare ogni cittadino del mondo come un "potenziale cliente" a cui il Consolato dovrà fornire con efficienza informazioni economiche ed amministrative. "Noi abbiamo l'onere ha continua il Ministro ricordando i ripetuti attacchi di alcuni giornali stranieri all'immagine del nostro Paese - di far conoscere, anche attraverso la rete telematica dei consolati e delle rappresentanze, i valori e le eccellenze della cultura e dell'identità italiana". Inevitabile per Frattini, in considerazione degli sviluppi del nuovo progetto comunicativo, anche il potenziamento degli Istituti Italiani di Cultura. A tale scopo, tra la fine di marzo e l'inizio di aprile, avrà luogo alla Farnesina una prima riunione dei direttori di tutti gli Istituti di Cultura che cercheranno di definire quali messaggi e flussi di comunicazione, propri della cultura e dell'identità italiana, dovranno essere divulgati nel contesto internazionale. Incontri sul campo che, al fine di monitorare il corretto funzionamento dell'amministrazione, diverranno un'esperienza costante.

"L'indirizzo politico del Governo per il funzionamento del Ministero degli Esteri e la valorizzazione italiana nel mondo ha concluso Frattini dopo aver ricordato il recente invio a tutte le sedi periferiche di un apposito questionario atto ad appurare le ottimali modalità di funzionamento degli "Uffici Italia" e le reali esigenze dei clienti - si articola in una serie di tasselli che vanno dalla nostra presenza imprenditoriale nel mondo alla cultura della buona amministrazione. Una consolidata realtà, quest'ultima, che oggi può diventare un prodotto italiano da esportare. Potremo così far capire al mondo che 'la cultura della buona amministrazione', fondata sul rispetto del cittadino-cliente, è un altro tema su cui l'Italia potrà dire la sua". (Lorenzo Zita-Inform)


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