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INFORM - N. 21 - 31 gennaio 2003

Carlo Costalli all’Esecutivo nazionale Mcl: "la Cgil affossa i rapporti unitari, no al referendum sull’articolo 18, sì alla riforma del mercato del lavoro"

ROMA - Intervenendo all’Esecutivo nazionale, riunitosi il 3\ gennaio a Roma, il Presidente del Movimento Cristiano Lavoratori Carlo Costalli ha duramente attaccato la Cgil: "Ancora una volta - ha detto -, anche con la guida di Epifani, la Cgil conferma il suo deragliamento verso obiettivi politici. La proclamazione unilaterale dello sciopero generale nell’industria del 21 febbraio prossimo, insieme ad altre iniziative (contratto dei metalmeccanici, crisi Fiat, ecc.) dimostrano non solo che la Cgil continua a perseguire obiettivi più politici che sindacali, ma anche che lo fa con un atteggiamento "sprezzante" nei confronti delle altre confederazioni sindacali, assumendosi tutta la responsabilità di affossare ancora di più i rapporti unitari; decisioni queste, peraltro, sicuramente non utili ai lavoratori".

Quanto al referendum sull’art.18, promosso da Rifondazione Comunista e Verdi, Costalli ha affermato che "è anche questa una scelta ideologica cui i lavoratori avrebbero fatto volentieri a meno. E’ un’iniziativa che porta allo scoperto l’ipocrisia ideologica di coloro che, per convenienza politica, hanno fatto pagare al Paese sei mesi di conflitto sociale: altrimenti non si spiegherebbe il ‘no’ di Cofferati all’estensione dell’art.18". "Se il referendum si farà noi saremo per il ‘no’ - ha detto ancora il leader del Mcl - Bisogna evitare di continuare e fare la guerra per l’art.18. L’Italia ha bisogno di ripartire, il mercato del lavoro italiano ha bisogno di profonde Riforme. Ad oggi abbiamo il peggior mercato del lavoro in Europa: non c’è bisogno di ulteriori rigidità, anzi … Tuttavia c’è da chiedersi che cosa sarebbe successo se - alla luce di un bottino di 1,5 milioni di posti di lavoro in più creati negli ultimi cinque anni (e ciò nonostante le grandi imprese continuino a perdere posizioni) e con un tasso di disoccupazione giunto a ottobre all’8,9% (il più basso degli ultimi 10 anni) -, si fossero introdotte più rapidamente nuove norme agevolative".

Costalli non nasconde quindi una certa fiducia nella ripresa: "Qualcosa già si muove sul mercato del lavoro italiano e crediamo si muoverà sempre di più. Il primo cambiamento fondamentale arriverà nei prossimi mesi, con l’abbattimento del monopolio pubblico nell’intermediazione di personale. Una specie di crollo del muro di Berlino di un collocamento statale che non funziona più, sostituito dai Servizi per l’impiego pubblici, ma soprattutto, ed è questa la novità, da operatori privati".

"La seconda grande trasformazione sarà quella della nascita di nuovi strumenti contrattuali. Contratti a progetto, contratti a chiamata lavoro condiviso, staff leasing (affitto di manodopera), rappresenteranno alcune delle novità nelle formule di flessibilità, che dovrebbero mettere un po’ d’ordine in una massa di strumenti spesso utilizzati in modo inadeguato. Ovviamente questa partita dovrà poi continuare svuotando i contratti di formazione lavoro - spesso usati abusivamente -, facendo decollare l’apprendistato, aprendo una discussione sulla funzione dei contratti nazionali e territoriali, e facendo emergere definitivamente il part-time. L’estensione del part-time potrebbe essere il vero grimaldello di un allargamento dell’occupazione". "La terza grande trasformazione, anche se probabilmente dovremo attendere qualche tempo in più, dovrà essere quella della nascita di uno Statuto dei nuovi lavori che il MCL ha sostenuto, fra i primi in Italia. Il nuovo Statuto dovrebbe, reinglobando il vecchio Statuto dei lavoratori del 1970, introdurre una diversa gradazione dei diritti e delle tutele, non più esclusivamente centrate sul modello del lavoro industriale, ma allargate ai nuovi lavoratori del terzo tipo: collaboratori, cococo, free lance, consulenti, lavoratori autonomi e così via". "La quarta innovazione, infine, sarà quella della protezione antilicenziamento, della rivoluzione degli ammortizzatori sociali. La questione dei nuovi ammortizzatori, importantissima, è stata purtroppo schiacciata dalla guerra sull’articolo 18". (Inform)


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