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INFORM - N. 21 - 31 gennaio 2003

Immigrazione. Zanon (Regione Veneto): "basta con i pregiudizi politici sulla legge Bossi-Fini"

VENEZIA - "E' un'indebita invasione di campo, una vera e propria ingerenza nel terreno della politica, fatta per giunta nel momento d'avvio dell'applicazione di una legge che non solo non è in contrasto con la normativa europea, ma nemmeno rovescia i principi solidaristici delle leggi precedenti; la Bossi-Fini, infatti, non annulla nessun percorso di integrazione previsto dalle precedenti normative, ma rende rigorosa la necessaria distinzione tra immigrazione regolare e clandestina".

Questo il commento dell'assessore regionale ai flussi migratori, Raffaele Zanon, in relazione alla recente sentenza della Corte di Cassazione che ha criticato la nuova legge sull'immigrazione. "La Bossi-Fini, inoltre - aggiunge Zanon - quale che sia il giudizio che se ne voglia dare, non è minimamente in contrasto con la normativa europea che da tempo auspicava (vedi la relativa Comunicazione della Commissione Europea del 22 novembre 2000) il collegamento del permesso di soggiorno al permesso di lavoro. Quel che mi pare indispensabile, invece, è che lo Stato e tutte le sue articolazioni - compresa quindi la magistratura - si impegnino al massimo per garantire l'applicazione di questa legge, con uno sforzo sempre maggiore da parte del Governo nel supporto alle Prefetture per la realizzazione delle procedure di regolarizzazione. Più veloce sarà la regolarizzazione, infatti, più rapida ed efficace sarà l'emersione del lavoro irregolare e sommerso.

A questo proposito anche agli imprenditori va chiesto un confronto sereno ed obiettivo sui risultati dell'applicazione della Bossi-Fini, fondato però su dati certi e rigorosi; anche se dovrebbe essere chiaro a tutti come il tempo trascorso dall'approvazione della legge sia troppo breve per poter consentire valutazioni serie ed oggettive sugli esiti". "Può darsi che servano in futuro ulteriori aggiustamenti alla nuova normativa - ha concluso Zanon - ma l'aggiustamento migliore sarà quello di dare un ruolo maggiore alle Regioni nel gestire alcune procedure che sicuramente possono essere gestite meglio a livello territoriale locale che non a livello centrale.

Se assistiamo paradossalmente all'espressione di critiche alla legge da parte di chi dovrebbe solo limitarsi ad applicarla, dobbiamo invece registrare, da parte delle associazioni del mondo dell'immigrazione, un oggettivo allentamento della tensione proprio in virtù dell'applicazione della legge stessa. Continuare sulla strada dell'accanimento politico nei confronti della Bossi-Fini credo non produrrà nulla di buono e di utile per i percorsi di integrazione che l'Italia deve realizzare e per il governo dei flussi che deve essere un obiettivo primario di tutta la comunità". (Inform)


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