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INFORM - N. 18 - 28 gennaio 2003

Presentati a Gualdo Tadino i primi Quaderni del Museo dell’emigrazione

PERUGIA - Un folto pubblico è intervenuto alla presentazione dei primi due volumi della collana "I quaderni del Museo dell’emigrazione" che si è tenuta, nei giorni scorsi, a Gualdo Tadino. All’iniziativa, promossa dall’amministrazione comunale di Gualdo Tadino nell’ambito delle azioni per l’istituzione di un Museo regionale dell’emigrazione (www.emigrazione.it), ha partecipato, accanto agli autori e curatori delle pubblicazioni, Alberto Sorbini e Dino Renato Nardelli dell’Isuc, anche l’antropologo Giancarlo Baronti dell’Università di Perugia.

Nell’illustrare il primo volume della Collana "Migrazioni e culture alimentari", che tratta delle trasformazioni alimentari degli italiani emigrati nelle Americhe tra la fine dell’Ottocento e la prima guerra mondiale, Baronti ha rilevato "come il valore della pubblicazione sia da individuare nella rottura di stereotipi che vedevano la diffusione della cucina italiana come diretta conseguenza del fenomeno migratorio. In realtà - ha detto - la cucina italiana è una riscoperta della terza generazione di emigrati e quindi un fenomeno relativamente recente sviluppatosi dagli anni settanta del Novecento. L’emigrante all’estero, venendo a contatto anche con cibi che nella propria patria erano considerati inaccessibili, si pensi alla carne mangiata in eventi straordinari come le ricorrenze di Natale e Pasqua, reinventa la cucina italiana utilizzando ingredienti della propria tradizione regionale, ma creando contemporaneamente nuove modalità di preparazione e ricette".

Il secondo volume "Per terre assai lontane. Dalla storia dell’emigrazione ad una nuova idea di cittadinanza", trasporta il lettore in un viaggio che, partendo dai nostri emigranti, arriva fino al fenomeno immigratorio che ha trasformato l’Italia di oggi. Nel volume, l’autore Dino Renato Nardelli invita il lettore a riflettere sul significato della parola multiculturalità, sottolineando se ciò significhi solo compresenza, pari dignità delle culture e mantenimento delle identità etniche, oppure si può prospettare in vario modo, ed in diverse misure, un percorso di integrazione. (Inform)


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