* INFORM *

INFORM - N. 18 - 28 gennaio 2003

Limiti ed opportunità di una nuova frontiera della solidarietà

Discussi per iniziativa della Caritas di Roma i contenuti, gli scenari e le prospettive del Servizio Nazionale Civile

ROMA - A due anni dall'approvazione della legge 64/2001, che istituisce il Servizio Civile Nazionale, la Caritas Diocesana di Roma ha organizzato un convegno - dal titolo "Servizio civile, società civile e comunità ecclesiale : limiti e opportunità di uno spazio di partecipazione" - per riflettere sui contenuti e gli scenari, che questa nuova proposta dello Stato offre ai giovani ed alle iniziative di volontariato. A trent'anni dalla prima legge sull'obiezione di coscienza, che dava la possibilità al giovane di leva di prestare servizio civile, gli scenari dell'assistenza volontaria stanno infatti profondamente e rapidamente mutando. Con la fine della leva obbligatoria, sancita dalla legge 331/2000 e prevista per il 2006, il nuovo servizio civile verrà di fatto a perdere il prezioso apporto (già adesso la loro presenza è in netto calo) degli obiettori di coscienza. Una nuova concezione dell'assistenza - al Servizio Civile Nazionale potranno accedere uomini e donne tra i 18 ed i 28 anni che supereranno un apposito concorso e che accetteranno la retribuzione mensile di circa 400 euro - che, se da una parte lascia invariata la durata della prestazione, dall'altra sancisce il tacito abbandono degli ideali della non violenza che ispiravano gli obiettori e la stessa obbligatorietà del servizio.

In questo contesto, che dopo due anni di sperimentazione appare in piena evoluzione, la Caritas Diocesana Di Roma presenterà, al fine di impiegare al meglio le variegate potenzialità dei ragazzi e delle ragazze che sceglieranno il Servizio Civile, specifici progetti operativi finalizzati all'inserimento dei giovani nei Centri per l'assistenza dei minori, degli immigrati, delle persone senza fissa dimora, dei malati di Aids e dei degenti stranieri. Saranno inoltre previsti progetti di solidarietà internazionale, di sensibilizzazione della comunità sui temi della pace e di animazione per le popolazioni nomadi.

Un nuovo fronte della solidarietà che, secondo il Direttore Generale dell'Ufficio Nazionale del Servizio Civile Roberto Marino, darà sostanziali vantaggi sia ai ragazzi - i giovani che aderiranno all'iniziativa avranno una piccola retribuzione e faranno la loro prima esperienza formativa in un ambiente di lavoro "accompagnato" - sia agli enti che potranno utilizzare al meglio questa importante risorsa umana. Per Marino, in definitiva, il nascente Servizio Nazionale può quindi essere considerato come un fattivo percorso di educazione alla cittadinanza attiva e solidale che si sviluppa tra le persone e tra gli individui e l'ambiente.

Secondo il pedagogista sociale della Pontificia Università Lateranense, Mario Pollo, il servizio civile dev’essere interpretato come un momento di transizione e di passaggio dalla condizione della dipendenza giovanile all'autonomia dell'età adulta. Un'assunzione di responsabilità del giovane nei confronti di sé e degli altri che oggi la società italiana tende a ritardare. Un passaggio, quello del servizio civile, che, secondo lo studioso, svilupperà l'umanità e rafforzerà l'io dei ragazzi, creando una chance in più per il percorso di crescita dei giovani.

Ma l'aspetto educativo del Servizio Civile è stato ribadito anche da Don Guerino Di Tora " Questa legge - osserva il Direttore della Caritas Diocesana di Roma rispondendo con puntualità alle nostre domande - va a toccare tutto il mondo del volontariato nella sua espressione di gratuità. Ritengo quindi che rappresenti un punto fondamentale sia per l'educazione dei giovani a questa possibilità, sia per gli educatori stessi che devono dare, a coloro che si aprono all'esperienza del lavoro o che vivono la realtà dello studio, una profonda dimensione sociale".

"Da sempre ci siamo interessati al discorso dell'obiezione di coscienza e del volontariato - continua Di Tora sottolineando le novità introdotte dalla nuova norma - e quindi sulle specificità del Servizio Nazionale stiamo avviando una grossa campagna di formazione ed informazione. Mentre infatti in precedenza l'obiezione di coscienza era un fatto prettamente maschile, legato al servizio militare, oggi questo discorso è stato aperto anche al mondo femminile. Una novità che presenta una più vasta gamma di possibilità e di realizzazioni. L'esperienza da noi maturata in questo settore - conclude il direttore della Caritas dopo aver ricordato che le risultanze del Convegno saranno discusse in successive tavole rotonde presso le prefetture e le parrocchie - potrà essere di estrema utilità per tutta la società civile e questo perché, in considerazione dei profondi cambiamenti in atto, poter dare una coscienza civica ai nuovi soggetti ed un valore propedeutico a quello che è l'inserimento nella società appare, a mio giudizio, prioritario e fondamentale". (Lorenzo Zita-Inform)


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