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INFORM - N. 17 - 27 gennaio 2003

Promosso dall'Università "La Sapienza" di Roma un convegno sulla letteratura degli italiani del Nordamerica

"Merica": quando la cultura trova alimento nell'emigrazione

ROMA - Dal 23 al 25 gennaio si è svolto, presso l'Università "La Sapienza" di Roma e l'Ateneo degli Studi di Cassino, un convegno interdisciplinare sulla cultura e la letteratura degli italiani del Nordamerica. Alla lunga kermesse dibattimentale, dal titolo "Merica", hanno preso parte scrittori, poeti, intellettuali, linguisti, scienziati ed esperti del mondo dell'emigrazione. Un lungo e complesso percorso culturale, quello intrapreso dal Dipartimento di Anglistica dell'Università di Roma e dagli Atenei di Cassino, di Siena e di New York, che secondo il coordinatore del comitato organizzatore prof. Ceramella ha avuto inizio, almeno per quanto riguarda la tessitura dei rapporti diretti, circa due anni fa. Il docente, dopo aver ricordato che questo appuntamento darà un fattivo contributo non solo alla cultura italo-americana ma anche a quella italiana, ha poi auspicato che ai nostri connazionali di ritorno in Patria venga data la concreta possibilità di integrarsi nella terra d'origine.

Da un altro esponente del Comitato scientifico, il prof Giuseppe Massara è stato invece sottolineato come, sin dalle prime battute del convegno, numerosi rappresentanti delle collettività all'estero abbiano evidenziato un diffuso disagio. "Il dibattito - ha infatti dichiarato Massara - si è subito acceso sulla questione della nazionalità e questo perché essi hanno sottolineato la posizione spesso difficile in cui si trovano le nostre collettività all'estero, soprattutto per quanto riguarda la salvaguardia dell'identità. Naturalmente il convegno non tocca questioni istituzionali ma sul piano culturale e letterario abbiamo comunque verificato come le nostre comunità che si considerano pienamente italiane vengano spesso escluse ed ignorate dalla società d'origine. Tutto questo a torto perché nella produzione artistica e letteraria e nell'ambito dei settori commerciali, finanziari e sociali del Nordamerica si registra una presenza italiana che si qualifica e si riconosce come tale. Una positiva esperienza - ha concluso il docente auspicando che le recenti mutazioni della società italiana favoriscano una maggiore attenzione verso questo settore - che in qualche modo ci appartiene e non dovrebbe essere esclusa".

Un altro protagonista dell'incontro è stato il professor Mario Mignone della State University of New York - Stony Brook che, dopo aver ricordato il proficuo scambio studentesco in atto dal 1985 tra il suo Ateneo e l'Università "La Sapienza", ha espresso piena soddisfazione per il fatto che, dopo tanti anni, l'intellighenzia e le istituzioni italiane, abbiano finalmente prestato attenzione all'esistenza dei nostri connazionali nel mondo, avviando il varo di specifici convegni e promulgando innovative iniziative normative. Un rinnovato impegno delle Istituzioni italiane che, secondo Mignone, è stato caratterizzato dal positivo varo della legge sulla doppia cittadinanza e della tanto attesa norma sull'esercizio di voto degli italiani all'estero. Il professore italo - americano ha poi ricordato come l'innalzamento del livello d'attenzione delle Istituzioni verso le problematiche dell'emigrazione sia stato confermato anche dalla creazione del nuovo dicastero per gli Italiani nel Mondo.

Nella variegata offerta culturale del convegno - da segnalare anche il conciso intervento del vice presidente del Centro Studi Americani Peter Alegi volto ha rivendicare la centralità dell'esperienza culturale italo-americana nel campo letterario, teatrale e cinematografico - non potevano mancare le ragioni della piccola e media editoria specializzata che sono state illustrate dal coordinatore del Forum degli Italiani nel mondo Norberto Lombardi. L’esponente del CGIE, dopo aver ribadito la necessità di una maggiore attenzione per la piccola e media editoria sempre più impegnata nella ricerca di innovativi percorsi culturali, ha infatti presentato le pubblicazioni per l'emigrazione dell'Editore Cosmo Iannone di Isernia. Una collana di libri che si suddivide in "Quaderni" - in queste pubblicazioni vengono approfondite le problematiche degli emigrati e le questioni della multietnicità - "Reti" - nella raccolta troviamo le significative testimonianze letterarie di autori di origine italiana di nuova generazione - e "Memoriali". Un'iniziativa editoriale, quest'ultima, ancora in via di sviluppo che raccoglie e racconta le storie e le vite in emigrazione.

Da segnalare inoltre, tra i tanti interventi di carattere storico, la relazione del docente di letteratura italiana dell'Università di Salerno Sebastiano Martelli che nel suo lavoro di ricerca ha ricostruito il complicato percorso della letteratura d'emigrazione tra la fine dell'800 e l'intero arco del 900. "Pur mancando nella letteratura italiana un grande romanzo sull'emigrazione - ha esordito lo studioso rispondendo con estrema puntualità alle nostre domande - siamo riusciti ad elaborare una variegata mappa letteraria che raccoglie prose, poesie, saggi, racconti e novelle e che ci permette sia di verificare come la letteratura abbia assorbito questo fenomeno storico, sia come la tematica sia stata rappresentata e diffusa fino all'avvento dell'era televisiva. Molti stereotipi negativi e positivi dell'emigrazione italiana sono infatti scaturiti della libera circolazione della letteratura specializzata. Tra ottocento e novecento - ha concluso Martelli - il tema dell'emigrazione, anche se grandi scrittori come Pirandello, De Amicis e Pascoli hanno affrontato queste tematiche, è stato considerato marginale e con grande sufficienza. Se infatti poniamo a confronto l'enorme rilevanza che questo fenomeno ha avuto nella storia del nostro Paese con la qualità e l'entità della letteratura specializzata notiamo subito un'evidente discrepanza".

Ma dal dibattito sono emerse anche indicazioni sulle trasformazioni linguistiche delle nostre collettività all'estero. Dal professore dell'Università degli Studi per Stranieri di Siena Massimo Vedovelli è stata infatti presentata la ricerca, diretta da Tullio de Mauro, dal titolo "Italiano 2000". Dallo studio, promosso dal Ministero degli Affari Esteri, è stato evidenziato come a tutt'oggi la divulgazione dell'italiano nel mondo sia in forte espansione. Le cause di tutto ciò vanno ricercate, secondo Vedovelli, da un lato nel complessivo avanzamento dell'intero mercato delle lingue e dall'altro dalla aumentata "spendibilità" dell'italiano nel campo della moda, della cucina, dello stile e del commercio. "Per quanto riguarda la situazione del Nordamerica - ha infine precisato Vedovelli - noi siamo di fronte ad un classico esempio di diffusione dell'italiano a pelle di leopardo. Una realtà linguistica variabile e molto sensibile ai fattori del contesto ambientale e del mercato che, quando viene adeguatamente sostenuta dalle comunità italiane all'estero, attrae un gran numero di studenti oriundi e stranieri… I dati raccolti sulla diffusione linguistica in Nord America ci spingono comunque ad affermare che, almeno per quanto concerne la fascia alta di formazione, il numero degli iscritti ai corsi di lingua italiana sono aumentati del 12%, e questo nonostante che le altre lingue, come ad esempio il francese, conoscano un momento di netto calo". (Lorenzo Zita-Inform)


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