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INFORM - N. 16 - 24 gennaio 2003

Unanime cordoglio per la scomparsa di Giovanni Agnelli

ROMA - "La scomparsa del senatore a vita Giovanni Agnelli lascia un grande vuoto. Egli è stato, per oltre mezzo secolo, uno dei protagonisti della storia del nostro Paese, esprimendo, in ogni momento critico, valori fondamentali del carattere e dell'identità nazionale. I passaggi più difficili delle vicende italiane lo videro sempre presente con passione civile e impegno sociale". Così il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ricorda il Presidente onorario della Fiat che "rappresentò nel modo migliore l'Italia nel mondo rafforzandone il prestigio e la credibilità. Per inclinazione e cultura aperto ai rapporti internazionali, sentì sempre l'orgoglio di essere italiano. Fu il simbolo della grande azienda, e della sua città, con cui si identificava. si sforzò sempre di coniugare l'interesse dell'impresa con quello della Nazione."

Giovanni Paolo II, che con Agnelli ebbe diversi incontri, ha espresso le sue condoglianze affidando il suo messaggio all'arcivescovo di Torino cardinale Severino Poletto ed incaricandolo di far pervenire alla moglie Marella ed ai familiari l'espressione della sua viva partecipazione al loro dolore per il grave lutto. Per il Papa, Agnelli è stato un "autorevole protagonista di momenti importanti della storia italiana che seppe prodigarsi con generosa intraprendenza per il bene e per lo sviluppo economico e sociale del Paese".

Per il Presidente del Senato Pera, Giovanni Agnelli "aveva una visione generale del nostro Paese, non solo economica, che egli rappresentò con grande dignità ed autorevolezza sia in Italia che all'estero. E' stato uno dei più grandi interpreti della storia italiana, dell'Italia della ripresa e dell'espansione economica, dell'Italia che ha conosciuto le difficoltà ma che è sempre stata protesa a sviluppare le proprie potenzialità". Per il Presidente della Camera Casini, la sua morte "segna certamente la fine di un'epoca. Agnelli è stato senz'altro un simbolo, così come lo è stata la più grande azienda automobilistica italiana: dai momenti della grande ripresa economica e della ricostruzione del paese, agli anni bui del terrorismo, la Fiat e Agnelli hanno intrecciato la loro storia con quella dell'Italia. E' stato un uomo straordinario: ora la Fiat e la città di Torino si sentono certamente più soli". Il Presidente del Consiglio Berlusconi ha ricordato Agnelli in apertura del Consiglio dei Ministri, definendolo "protagonista per oltre mezzo secolo della vita italiana, campione di imprenditoria e protagonista regale della scena mondiale".

Grande dolore è stato espresso anche da Romano Prodi, Presidente della Commissione europea: Agnelli "non è stato solo il rappresentante più conosciuto dell'Italia industriale, ma ha accompagnato tutto il cambiamento del nostro Paese, con la sua presenza ma anche con le sue parole di stimolo, di etica. E sempre con l'idea di legare l'Italia alla parte più progredita del mondo, cioè l'Europa, agli Stati Uniti. Sempre attento a non lasciare l'Italia da sola". Per Francesco Rutelli la morte di Agnelli "è una perdita dolorosa, dal punto di vista umano e da quello degli interessi e della capacità del nostro Paese di essere ascoltato e rispettato. Agnelli - ha aggiunto - "è stato uno dei pochissimi italiani che dal dopoguerra in avanti siano stati ascoltati nel mondo". (Inform)


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