* INFORM *

INFORM - N. 13 - 21 gennaio 2003

RASSEGNA STAMPA

Tribuna di Treviso, 21 gennaio 2003

Il Convegno della Federazione delle Colonie Libere

Livia Turco ha risposto agli attacchi del sindaco: "Non c'è? Che onore" "Chissà che imbarazzo per la Lega la sanatoria voluta da Bossi e Fini"

TREVISO - "Io a vedere la Turco non ci vado. E' lei che ci ha invaso di clandestini: che se ne torni nelle paludi romane". Gentilini glissa così l'invito degli emigranti italiani in Svizzera al convegno organizzato al Maggior Consiglio sul tema della xenofobia e dell'integrazione. La risposta dell'onorevole diessina non si è fatta attendere. "E' un onore per me che sia io la causa dell'assenza di Gentilini - ha esordito dal tavolo dei relatori - vorrei ricordare al sindaco che sono nata e cresciuta nel profondo Nord, precisamente a Cuneo, una città che non so se Gentilini conosca perché forse i confini della sua Padania non vanno al di là di Treviso. Mi rendo conto che lui sia adesso in grossa difficoltà e in imbarazzo per la più grande sanatoria di tutti i tempi firmata Bossi-Fini, una legge che ha regolarizzato 700.000 extracomunitari contro i 250 mila della Turco-Napolitano". "Gentilini si metta l'anima in pace - ha continuato - l'immigrazione a Treviso è destinata ad aumentare. Gli consiglio vivamente di ascoltare oltre alla Chiesa, anche gli imprenditori per garantire una casa ai lavoratori stranieri. Deve confrontarsi con la realtà se non vuole che per l'economia trevigiana siano guai...".

Il convegno a cui hanno partecipato i presidenti delle Colonie italiane in Svizzera e numerosi extracomunitari residenti in Italia, si è rivelato un'occasione importante per fare il punto sulla situazione dei flussi migratori in Italia e per comparare la realtà del Belpaese con quella di altre nazioni europee. "I veneti residenti in Regione sono 4,5 milioni - ha spiegato lo scrittore Gian Antonio Stella - contro i 5 milioni emigrati all'estero. Le storie di ordinaria disperazione coinvolgono tutti gli immigrati, di qualsiasi nazionalità: i primi emigranti italiani, tra cui anche veneti, entrarono negli altri paesi con un nome falso, come clandestini o facendo passare la moglie per la propria domestica". Per l'eurodeputato Gianni Pittella urge una cittadinanza europea che garantisca a tutti il diritto di voto, il sindacalista della Cgil Piero Soldini ha ricordato che sono più gli italiani all'estero, circa 4,7 milioni, che gli immigrati in Italia giunti a quota 2 milioni e che il 50 per cento degli italiani presenti a New York sono irregolari.

Dopo aver ricordato l'importanza della presenza degli immigrati nel territorio italiano dal punto di vista economico, la parola è tornato all'onorevole Turco. "La sinistra deve recitare una mea culpa - ha spiegato - per come ha trattato il tema dell'immigrazione, soprattutto in campagna elettorale, legandola a problemi di emergenza e a fenomeni di clandestinità. Ha oscillato tra ideologismo e subalternità, finendo con il restare schiava dei due approcci senza riuscire a far emergere tutti gli elementi positivi legati al fenomeno. Solo così sposterà in avanti il senso comune delle persone verso l'integrazione culturale". Valentina Dal Zilio)


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