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INFORM - N. 12 - 20 gennaio 2003

Dal Presidente della Toscana Martini l’invito alla Rai a non penalizzare "Mediterraneo"

FIRENZE - Un invito pressante a riconsiderare la decisione di cambiare l’orario di ‘Mediterraneo’ nel palinsesto di Rai Tre. Ma soprattutto una richiesta: quella di valorizzare, nella programmazione del servizio pubblico, una trasmissione che rappresenta un eccellente strumento a sostegno del dialogo fra Nord e Sud del mondo e di scambio di conoscenze fra le due sponde del Mediterraneo. E’ quanto scrive il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, in una lettera che ha inviato, nella sua veste di presidente della Crpm - la Conferenza delle Regioni periferiche marittime -, al presidente e al direttore generale della Rai, Antonio Baldassarre e Agostino Saccà.

La trasmissione - coprodotta da Rai Tgr e France 3 e diffusa in tutti i paesi del bacino oltre che, grazie al satellite, in Sud America - dovrebbe infatti subire, dal prossimo 25 gennaio, uno spostamento di orario dalle 12.30 alle 11.30 del sabato. "Il cambiamento proposto - scrive Martini - non è di poco conto. Nella fascia delle 12.30 ha ottenuto, nel corso degli anni, risultati positivi. La messa in onda alle 11.30 significa invece un diverso target di pubblico, certamente meno interessato ad un magazine giornalistico incentrato sui temi della cooperazione e della valorizzazione delle culture".

Si tratta di una scelta, secondo Martini, che, insieme all’assenza di una precisa strategia di sviluppo del Canale RaiMed, al quale le regioni del Mediterraneo sono particolarmente sensibili, pone seri interrogativi sui reali obiettivi che vuole perseguire la concessionaria pubblica, soprattutto in un momento, sottolinea, "in cui le tensioni nell’area diventano ogni giorno più preoccupanti". Di qui la sollecitazione alla Rai perché "oggi più che mai, assicuri la propria presenza e copertura della politica euromediterranea, tanto più in occasione dell’imminente semestre di presidenza italiana dell’Unione europea". Ed è proprio in questa prospettiva, conclude la sua lettera Martini, che appare quindi inopportuno lo spostamento di orario previsto: "Rimango anzi convinto che la collocazione ideale sia quella serale, anche in terza serata, in modo da permettere anche a chi lavora e ai giovani di approfondire i temi dell’integrazione e del dialogo". (af-Inform)


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