Un articolo di Vito D’Adamo
Conoscere i COMITES. Problema dell’informazione e dintorni
FRANCOFORTE - Da più parti, in vista del probabile rinnovo dei Comitati degli Italiani all’Estero (COMITES) entro giugno 2003, ci pervengono inviti per una divulgazione sulla natura e sugli scopi istituzionali del solo Ente, direttamente eletto dai connazionali all’estero. Si avverte, pertanto, l’estrema necessità di rafforzare l’informazione, che pur diffusa, si riconosce carente di presa sulla parte più numerosa del pubblico e recepita per lo più dagli addetti ai lavori e dagli interessati (ed a questo punto occorrerebbe un’attenta disamina della suddetta scarsità di risultati presso siffatta platea).
Le funzioni dei COMITES sono, dunque, inadeguate ed i loro effetti non sono avvertiti dai connazionali in quanto sterili o perché insufficientemente propagandate dai media, presenti all’estero (problema dell’informazione)?
1 - Per quanto riguarda gli effetti, bisogna paragonare i COMITES alle piante dei climi caldi, le quali, trapiantate in zone sempre più fredde, cominciano a non portare a maturazione i propri frutti, perdendo via via la capacità di produrne; e stentano a crescere, fino a ridursi ad uno stato meramente vegetativo. Similmente avviene per i COMITES, pressati da taluni fattori negativi, che elenchiamo qui di seguito, senza pretesa di esaurirli.
Non è mai accaduto che elezioni fossero rinviate, si è ricorso solo talvolta al loro anticipo. In democrazia certe regole andrebbero rispettate. Nel caso, però, fosse decretata un’ulteriore proroga del mandato dei COMITES, bisognerà lottare con tutti i mezzi a disposizione a ché le elezioni per il rinnovo dei Comitati non abbiano a cadere durante le ferie estive, né immediatamente dopo, ma in tempo utile per le consultazioni e la preparazione delle liste e lo svolgimento della campagna elettorale.
2 - L’informazione non è contemplata tra i compiti dei COMITES. Si è dato il caso di pubblicazioni, edite dai Comitati, che hanno avuto vita tribolata fino alla loro cessazione, per il semplice fatto che l’esistenza di un periodico, anche se non espressamente vietata, non era prevista dalla legge istitutiva dei Comitati e da quella successiva di riforma. Altrettanta misera fine hanno fatto i vari INTERCOMITES, pur essi non previsti, e tuttavia non vietati. Si sfiorò il ridicolo, per la gestione delle spese postali dei Comitati, riconosciute valide ai fini del bilancio solo per la corrispondenza, indirizzata nell’ambito delle relative circoscrizioni consolari.
Dopo i siffatti esempi, lasciamo al lettore le considerazioni del caso, indicatrici di una chiara volontà politica di contenere l’azione dei COMITES e d’isolarli non solo tra di loro, ma con il Ministero degli Affari Esteri, con l’Ambasciata, le Associazioni nazionali, i partiti, i sindacati e con i connazionali, residenti all’estero, ma fuori circoscrizione, concedendo all’Ente solo i contatti con il referente istituzionale, in pratica con il Console, non sempre aperto alla collaborazione, nonostante meritori casi in contrario.
Per quanto riguarda, poi, la presentazione dei vari COMITES, la divulgazione circa la loro natura e scopi, la pubblicazione di critiche, benevole o scorticanti, e di lettere a favore o a sfavore dell’organismo, di articoli, comunicati stampa e via discorrendo, ebbene, bisogna onestamente riconoscere che si tratta d’argomenti abbondantemente presentati ed analizzati, sotto ogni aspetto e con diverse visioni, nelle edizioni dei media italiani, operanti all’estero, ed in modo non saltuario. Vi sarebbe solo da aggiungere che i mezzi di comunicazione italiani in madrepatria e all’estero meriterebbero maggiore considerazione da parte delle istituzioni nazionali e lettori ed ascoltatori più attenti e meno prevenuti di quanto purtroppo si riscontra; né guasterebbe una migliore comprensione, da parte dei preposti organismi e dei destinatari, per i sacrifici e gli sforzi, cui si sottopongono gli operatori del settore, che prestano, nella più parte dei casi, la loro opera per volontariato - spesso da considerare iniziativa del privato cittadino a rimpiazzo d’un’assenza di Stato -, gratis et amore Dei, e per di più pressati di continuo e presi di mira dalle fazioni politiche, interessate ad un discorso, piuttosto che ad un altro, al modo di esporre fatti, idee e concetti, ma non sempre, purtroppo, associate nella ricerca della chiarezza e della verità. (Vito d’Adamo-La Nuova Linea/Inform)