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INFORM - N. 11 - 18 gennaio 2003

"Entre cuentos de nostalgias" di Filippo Vagnoni presentato ad Ascoli Piceno il 24 gennaio

ASCOLI PICENO - Sarà presentato ad Ascoli Piceno il 24 gennaio 2003 "Entre cuentos de nostalgias" (Editorial Sentido), di Filippo Vagnoni, Presidente dell'Associazione Marchigiani in Venezuela (traduzione di Paola Cecchini). Si tratta di una collana di 20 racconti inerenti episodi della vita di emigranti (stiamo parlando dell’ultima ondata migratoria italiana, quella inerente gli Anni ‘50): storie personali di marchigiani e non (l'elemento territoriale è irrilevante perché l'emigrazione è raccontata sotto il profilo emotivo, sentimentale e non storico) il cui fine è stato spesso il ritorno a casa, "verso un luogo che non esiste più, profondamente cambiato da quello che lasciarono, da parte di persone profondamente diverse da quelle che partirono".

Attraverso le pagine del libro si rivivono l'atmosfera dei collegi di provincia degli Anni '50, "che tanto ricordano l’ "Azzurro" di Paolo Conte e che costituivano il parcheggio obbligato per i bambini in attesa di raggiungere i genitori già partiti per l'estero; il bisogno di dimostrare "di aver fatto l'America", di non essere emigrati invano (nel racconto "Giovanni è tornato");i valori della solidarietà, dell’amicizia e del matriarcato marchigiano;

Soprattutto si rivive l'America, quella infinita pista da percorrere in sella ad una motocicletta da un estremo all'altro, per migliaia di chilometri; l'America dell'impegno politico, del Che Guevara, degli studenti persi nelle contestazioni universitarie; l’America degli emigranti, fatta non solo di lavoro e risparmi, ma anche di ritualità private quotidiane che si intrecciano con le liturgie delle funzioni religiose o le conversazioni domenicali, quando si aprivano gli album di fotografia o si leggeva a voce alta una lettera dall'Italia che portava gli auguri di Natale o la notizia che "qualcuno non ci avrebbe più aspettato"

E per tornare a lidi a noi più vicini: Grottammare con la sua splendida riviera di palme (nel racconto "Il collegio"), la Sibilla Picena col suo incanto e il suo profumo ( nel racconto "Che fare?" ). Ascoli Piceno, magica, con le sue chiese, le vie, Piazza del Popolo, il Caffè Meletti (nel racconto "Giovanni è tornato"), la famosa salita di San Filippo, temuta da tutti i ciclisti (nel racconto "Quando la gente andava in bicicletta"), l'idolatria per le partite di calcio. Anche chi non ha vissuto l’esperienza dell’emigrazione, non resterà insensibile, ne sono certa. (P. C. –Inform)


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