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INFORM - N. 11 - 18 gennaio 2003

Si terrà a Castelgandolfo dal 25 al 28 febbraio il Convegno ecclesiale sulla pastorale degli immigrati

ROMA - Dal 25 al 28 febbraio avrà luogo a Castelgandolfo, presso il Centro Mariapoli, il Convegno Nazionale sulle Migrazioni dal titolo: "Tutte le genti verranno a te - La missione ad gentes nelle nostre terre". Un importante incontro che cercherà di favorire, oltre all'inserimento degli immigrati cristiani nelle comunità ecclesiali locali, la ricerca di una fattiva collaborazione tra le Chiese e l'individuazione delle strade più praticabili per l'annuncio della novella cristiana alle comunità straniere. Le tematiche sono state discusse ed approfondite anche nel corso del primo appuntamento annuale del Consiglio missionario nazionale. Il dibattito - dopo la parentesi introduttiva del Direttore nazionale dell'Ufficio per la cooperazione missionaria tra le Chiese, Mons. Giuseppe Andreozzi - è entrato nel vivo con la relazione del Direttore Generale della Migrantes, Mons Luigi Petris che ha in primo luogo ricordato come quest'incontro rappresenti, per la Chiesa impegnata sul fronte delle migrazioni, quasi un punto d'arrivo. Un importante traguardo di un lungo cammino che la Chiesa ha compiuto insieme ai migranti, seguendo in un primo momento l'aspetto caritatevole, poi le problematiche dell'integrazione e della pacifica convivenza ed infine, per quanto riguarda il contesto pastorale, l'assistenza spirituale degli immigrati cattolici. Un percorso che, secondo Petris, è stato caratterizzato, in forme più o meno esplicite, anche da una costante attenzione missionaria nei confronti degli stranieri non cattolici. Il Direttore Generale della Migrantes - dopo aver espresso soddisfazione per il positivo lavoro svolto nell'attività precongressuale dall'Ufficio per la cooperazione missionaria tra le Chiese, dalla Fondazione Migrantes e dall'Ufficio catechistico della CEI - ha evidenziato come a tutt'oggi le migrazioni rappresentino, la missione è un compito istitutivo della Chiesa, una grande occasione di l'evangelizzazione, anche per quanto riguarda il primo annuncio.

Da Padre Paolo Serra, l'attuale Direttore dell'Acse che ha alle spalle decenni di vita missionaria in Africa, è invece giunta la proposta di utilizzare, per seguire le dinamiche spirituali degli immigrati, il valore e la grande esperienza dei missionari che hanno fatto ritorno in Italia. Una nuova realtà, spesso gli immigrati evangelizzati divengono a loro volta evangelizzatori, che, secondo Serra, le Diocesi dovrebbero seguire con la massima attenzione.

Un nuovo fronte dell'evangelizzazione dunque che, per il Presidente della Commissione Episcopale per le Migrazioni (CEMI) e della Migrantes, Mons. Alfredo M. Garsia, rappresenterà un capitolo sostanzialmente inedito. Secondo il Vescovo di Caltanissetta, che ha presentato queste considerazioni all'Assemblea Generale della CEI di Collevanza - l'imminente convegno di Castelgandolfo cercherà infatti di delineare, nel particolare settore della mobilità umana, gli orientamenti pastorali per il primo decennio del 2000. " Si tratta di approfondire in modo sistematico e di situare nel nostro contesto italiano - precisa il Presidente della CEMI ricordando i documenti papali che sollecitano la Chiesa all'accoglienza, al dialogo, alla testimonianza e all'annuncio diretto verso i migranti - una riflessione che è già stata ripetutamente proposta dal magistero pontificio, a cominciare dall'Enciclica Redemptoris missio e che il Santo Padre ha più volte evidenziato nei messaggi per la Giornata Mondiale dei Migranti". Per Mons. Garsia stiamo dunque parlando di un deciso passo avanti verso l'inserimento della pastorale migratoria nell'ordinaria attività della Chiesa locale. I settori della famiglia, del lavoro, della catechesi, della gioventù, della carità, della cultura e del culto non possono infatti più prescindere dalla presenza degli immigrati. Tutto questo, secondo Mons. Garsia, darà alla comunità cristiana, nonostante la presenza degli stranieri sia a volte vissuta con riserve dalla popolazione, un'occasione in più per riscoprire e divulgare l'insegnamento del Vangelo.

L'incontro di Castelgandolfo sarà articolato in sei momenti salienti. Nel pomeriggio del 25 i lavori si apriranno con la riflessione del Presidente della CEI, il Cardinale Ruini affronterà il tema " I migranti: occasione per la Chiesa italiana di annuncio del Regno", a cui faranno seguito, nei giorni successivi, tre relazioni introduttive sugli aspetti numerici e sociologici della realtà migratoria, sulla possibilità dell'annuncio nel contesto plurireligioso e sulla necessità di portare avanti una fattiva cooperazione tra le Chiese. Vi sarà poi una tavola rotonda sulle "Esperienze di evangelizzazione e di annuncio" che porrà a confronto qualificati operatori della Caritas, del Centro Peirone di Torino e delle suore missionarie. Nell'ambito dei lavori saranno inoltre organizzati specifici gruppi di studio che approfondiranno le tematiche pervenute alla Segreteria Generale dai preconvegni regionali. Allo scopo di arricchire il dibattito congressuale sono stati infatti inviati a tutte le Diocesi appositi spunti di riflessione sulla reale consapevolezza ed attenzione delle comunità cristiane verso gli immigrati. Nell'ultima mattinata, dopo l'incontro del giorno precedente con gli immigrati cattolici che avrà luogo giovedì pomeriggio a Roma in San Giovanni in Laterano, saranno illustrate alcune comunicazioni sull'indagine sul catecumenato in Italia tra gli immigrati e sugli effetti della nuova legge sull'immigrazione. Al termine dei lavori, dopo la presentazione delle conclusioni operative, verrà infine sottoposto all'approvazione dell'assemblea un messaggio per le Chiese in Italia. (Lorenzo Zita-Inform)


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