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INFORM - N. 10 - 16 gennaio 2003

Luigi Sandirocco (Vice Segretario Generale del CGIE): "le attese dei nostri connazionali all’estero sono andate deluse"

ROMA - L’attività del CGIE per il 2002 si è conclusa in un clima di delusione e di profonda insoddisfazione. L’attesa per la modifica e l’aggiornamento delle leggi costitutive dei Comites e del Cgie si è conclusa negativamente. L’istituzione del nuovo ministero per le comunità italiane all’estero, che tanto interesse e molteplici speranze aveva suscitato fra i nostri connazionali all’estero, nonostante il caparbio impegno e l’orgoglio rivendicativo del ministro Tremaglia si è di fatto infranta contro il muro di ostilità e il disimpegno sostanziale della compagine governativa.

Per strappare un marginale sostegno finanziario alla giusta richiesta di allargare ai pensionati italiani all’estero l’aumento delle pensioni minime, il Cgie ha dovuto intervenire ripetutamente e duramente e lo stesso ministro è stato costretto ad attuare gesti clamorosi e ad annunciare le proprie dimissioni.

Dunque le cose, per quanto concerne le giuste sollecitazioni e le attese dei nostri connazionali nel mondo, stanno molto peggio di prima. Alle dichiarazioni troppo spesso roboanti e declamatorie, alle annunciazioni propagandistiche non fanno seguito atti concreti.

Le prospettive per il 2003 sono inquietanti. Si deve procedere, nel corso dell’anno, al rinnovo dei Comites in tutto il mondo e successivamente alla rielezione del nuovo Cgie.

Ormai da anni è stata richiesta e proposta la modifica della legge istitutiva dei Comites e una nuova legge per la elezione del Cgie. Il Cgie ha discusso ed elaborato le sue proposte mettendole a disposizione del governo e dei gruppi parlamentari. Queste proposte, in larga misura unitarie ed espressione della grande maggioranza del Cgie, puntano ad accentuare l’efficienza dei Comites facendone degli organi di rappresentanza effettiva delle nostre comunità e di partecipazione e controllo democratico dell’attività dei Consolati e sottraendoli alle beghe ed alle "camarille" locali. Solo su questa via e con un intervento finanziario più adeguato allo sviluppo della loro attività sarà possibile un rilancio effettivo del ruolo e della influenza dei Comites. Diversamente li si condannerà alla paralisi ed alla crescente consunzione.

Per quanto concerne la legge istitutiva del Cgie l’unica prospettiva auspicabile e possibile è quella di una modifica volta ad accrescere l’autonomia di questo organismo ampliandone nella misura possibile le competenze ed il ruolo. La modifica costituzionale che ha introdotto la Circoscrizione Estero con l’elezione di 12 deputati e 6 senatori in rappresentanza diretta delle nostre comunità nel mondo, non solo non assorbe il ruolo del Cgie ma lo rafforza ed esalta facendone lo strumento di sostegno, di consulenza, di aiuto della nostra rappresentanza parlamentare all’estero e di collaborazione permanente con la stessa rappresentanza, al fine di garantire un’attenzione adeguata del Parlamento italiano sulla vita, le istanze, i processi di integrazione e le speranze dei nostri connazionali all’estero che, nonostante tutto, guardano alla madrepatria ancora con fiducia.

Ebbene chiamiamo il governo e il parlamento a questa prova decisiva. La responsabilità primaria è del governo. Il Cgie si è dichiarato contrario ad altri rinvii per il rinnovo dei Comites e del Cgie. Ha detto: si vada al voto nel 2003 - ma si vada al voto con una nuova legge sia per i Comites che per il Cgie, secondo le proposte dello stesso Cgie.

Ordunque non è più tempo di incertezze. Il governo si assuma le sue responsabilità. Il Parlamento non ignori la volontà che esprimono le rappresentanze istituzionali delle nostre comunità all’estero. (Luigi Sandirocco*-Emigrazione notizie/Inform)

* Vice Segretario Generale del CGIE per la componente di nomina governativa


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