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INFORM - N. 9 - 15 gennaio 2003

Vilipendio alla Bandiera - Tremaglia: "a nome degli italiani all’estero respingo la proposta di abrogare i reati commessi contro il Tricolore e contro il Capo dello Stato"

ROMA - "La Bandiera è il simbolo della Patria. Il vilipendio alla Bandiera, l’oltraggio alla Bandiera, che proprio perché simbolo della Patria rappresenta la nostra storia, i nostri Caduti, la nostra vita, non può essere considerato a livello di contravvenzione e va pertanto punito così come previsto dal nostro Codice penale". Lo ha affermato il Ministro per gli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, esprimendo il suo "deciso parere contrario" all’iniziativa del Ministro di Grazia e Giustizia, con l’augurio che "possa essere ritirata".

"Cedimenti in questo senso - ha dichiarato Tremaglia - non sono compatibili con i sentimenti, gli ideali ed i valori a cui, in particolare, sono legati gli italiani nel mondo. Reagisco con forte determinazione alla proposta che appare formulata dalla Commissione Nordio, e respingo altresì il tentativo di togliere il reato che riguarda il vilipendio alla Nazione italiana e alle prerogative del Capo dello Stato.

"Questo dovrebbe avvenire - ha concluso il Ministro per gli Italiani nel mondo - nel momento stesso in cui viene esaltata la politica dell’italianità e il Presidente della Repubblica inneggia al Tricolore come atto formativo e di educazione delle nuove generazioni, e nel momento in cui si richiedono riforme ove si afferma un maggior prestigio e rappresentatività del Capo dello Stato. (Inform)


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