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INFORM - N. 9 - 15 gennaio 2003

Al CNEL confronto tra istituzioni e forze sociali sulla nuova Costituzione europea

Gli interventi di Fini, Buttiglione, Amato, Larizza e degli esponenti della società civile italiana

ROMA - Per offrire un fattivo contributo alla futura Costituzione europea l'Assemblea del CNEL ha elaborato ed approvato un apposito documento che sottolinea la necessità di individuare nella formazione della nuova democrazia partecipativa un modello di riferimento finalizzato alla valorizzazione delle forze sociali attraverso la concertazione ed il dialogo. Un'ipotesi di lavoro, basata sul primato della competitività, dell'equità e della solidarietà, che il CNEL, nel corso di un affollato convegno a Villa Lubin, ha sottoposto all'attenzione dei rappresentanti delle Istituzioni e dei massimi esponenti delle forze sociali. Un momento di confronto e di informazione che ha pienamente soddisfatto il Presidente del CNEL Pietro Larizza. " Questo è il primo incontro di contenuto - ha sottolineato - che permette un aperto confronto, sulle tematiche della nuova Costituzione europea, tra i rappresentanti del Governo Italiano, i membri della Convenzione e gli esponenti delle parti sociali. Stiamo parlando di problematiche estremamente importanti che sono però scarsamente seguite dall'opinione pubblica nel nostro Paese. Probabilmente i cittadini non avvertono o non si rendono che tutto questo cambierà il nostro futuro e quello dei nostri figli. Noi continueremo su questa strada - ha concluso Larizza ribadendo la necessità di proseguire sulla via del dialogo - ma credo che l'appuntamento odierno rappresenti, già di per sé, una tappa importante".

Ad illustrare lo stato dei lavori della futura Costituzione ha pensato il Vice Presidente della Convezione Europea Giuliano Amato che ha ricordato come la nuova Carta costituzionale rappresenti un ponte ideale tra l'Europa ed i cittadini, evidenziando la positiva incorporazione nel testo in via di elaborazione dei principi contenuti nella Carta dei diritti dei cittadini. Amato ha poi annunciato una fattiva semplificazione del sistema - nella nuova Europa vi sarà un unico Trattato e "l'Unione" assorbirà "la Comunità" - e degli strumenti legislativi. Nel nome della trasparenza e della semplificazione verranno infatti adottate dall'Unione, attraverso procedure standard, solo quattro fattispecie normative: le norme, le leggi quadro, le decisioni e le raccomandazioni. In uno specifico Titolo della Costituzione verranno poi collocate tutte le disposizioni che riguardano il dialogo sociale. In questo contesto, con l'ingresso dei nuovi Stati nell'Unione, si porrà il problema della riforma istituzionale. Per Amato è infatti auspicabile un aumento della legittimazione democratica della Commissione, senza però erodere i poteri attualmente conferiti a questo fondamentale organo. Per quanto riguarda il Consiglio Europeo, un struttura che con l'allargamento dell'Unione potrebbe aumentare a dismisura il numero dei propri membri, sarebbe invece necessaria un'estensione del mandato del Presidente di turno che oggi rimane in carica solo per sei mesi. Importanti innovazioni che, prima di ogni eventuale applicazione, dovranno comunque essere confermate attraverso un referendum.

Per un rafforzamento dei poteri del Consiglio Europeo si è pronunciato anche il Ministro per le Politiche Comunitarie Rocco Buttiglione. Secondo l'esponente del Governo sarebbe infatti auspicabile sia l'estensione a due anni del mandato del Presidente di turno del Consiglio, sia la concessione, al medesimo organo collegiale, della possibilità designare ed inviare al Parlamento, per il voto di fiducia, il candidato alla presidenza della Commissione Europea. Di contro, al fine di aumentare la capacità decisionale del Consiglio, da Buttiglione è stata prefigurata la possibilità di ridurre al minimo l'attuale diritto di veto dei singoli leader. Secondo questa ipotesi la nuova Costituzione, oltre ad accogliere e valorizzare il modello sociale europeo, dovrà comunque garantire il libero mercato, la tutela del lavoro e la piena mobilità di persone, merci e conoscenze.

Una certa preoccupazione per la scarsa attenzione dell'opinione pubblica nei confronti di questo storico cambiamento è stata invece evidenziata dal Vice Presidente del Consiglio dei Ministri Gianfranco Fini. Egli ha sottolineato come, paradossalmente, proprio la mancanza di dure contrapposizioni politiche - nel contesto europeo le posizioni della maggioranza e dell'opposizione sono spesso vicine - finiscano con l'oscurare gli importanti risultati ottenuti. Questa assenza di litigiosità non catalizza infatti né l'interesse dei mezzi d'informazione, né l'attenzione della pubblica opinione. Dopo aver ricordato il profondo e convinto europeismo del popolo italiano, solo in parte scalfito dalla recente impennata dell'inflazione collegata all’euro, Fini ha rilevato come la nuova casa comune europea non rappresenti solo un'importante opportunità, ma anche una sfida economica dagli alti costi. E' in questo contesto, sicuramente complesso, che si va ormai profilando il previsto allargamento dell'U.E. Un'operazione non indolore - con l'ingresso dei nuovi Stati le risorse dell'Unione andranno ridistribuite anche in base alle esigenze dei nuovi venuti - che, per avere successo, dovrà essere supportata da una Costituzione flessibile. Un armonico testo di legge che, oltre a tutelare le sovranità nazionale dei singoli Stati, dovrà garantire a tutti i membri dell'Unione la possibilità di recedere dal Trattato costitutivo in ogni momento.

Un cambiamento epocale, quello in atto a Bruxelles, che, secondo il Segretario generale della UIL Luigi Angeletti, ha tra i suoi elementi fondanti un comune modello sociale. Valori come la libertà e la giustizia sociale sono infatti pienamente condivisi da tutti i Paesi della futura casa comune europea. Dopo aver sottolineato la necessità di valorizzare il ruolo del Parlamento Europeo e di definire uno spazio per le parti sociali nella nuova Costituzione in via di elaborazione, Angeletti ha chiesto che anche l'inevitabile processo di armonizzazione tra i vari Paesi, successivo all'ampliamento dell'Unione, venga affidato alle rappresentanze sociali. La necessità di segnalare nel testo costituzionale la valenza dell'economia sociale e della rappresentanza sindacale è stata sottolineata anche dal Segretario generale del CISL Savino Pezzotta che ha chiesto con decisione sia l'inserimento nella nuova Costituzione di uno specifico ripudio della guerra, sia una maggiore partecipazione democratica dei cittadini alla fase costituente. Il sindacalista ha poi esternato la sua preoccupazione per il concreto rischio che l'allargamento dell'Europa finisca con il penalizzare il meridione del nostro Paese. Dopo un breve intervento del Vice Presidente della Confindustria Moratti volto a chiedere l'attivazione in Europa di processi decisionali più efficaci e la creazione di un'economia realmente solidale e competitiva, il Segretario generale della CGIL Guglielmo Epifani ha sottolineato come a tutt'oggi i diritti alla persona vadano considerati, nella tessitura della comune casa europea, come modelli fondamentali di unione e di sviluppo. Una realtà che potrà essere pienamente condivisa dall'opinione pubblica italiana solo se il divenire della riforma costituzionale sarà accompagnato da un fattivo percorso democratico ed informativo. (Lorenzo Zita-Inform)


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