* INFORM *

INFORM - N. 8 - 14 gennaio 2003

Da "Pagine", Caracas

Venezuela - Proposta socialcristiana: "Basta con gli scioperi, modifichiamo la Costituzione"

Gli europei residenti chiedono l'intervento dell'Unione Europea, mentre si fa strada l'idea Bush di una commissione mediatrice

CARACAS - Dopo la decisione dell'opposizione di continuare lo sciopero generale, Eduardo Fernandez presidente di Copei, il partito democratico cristiano in Venezuela, già candidato alle elezioni presidenziali, ha dichiarato in una intervista televisiva che i metodi di lotta seguiti dalla opposizione sono pericolosi e autolesionisti, sottolineando che per coloro che amano la democrazia ed il proprio paese, la vita di un cittadino, sia esso chavista è oppositore, è più importante di qualunque risultato politico... Ha quindi rivolto un appello per il ritorno alla normalità auspicando il ricorso a metodi democratici per la soluzione del conflitto.

Nell’intervista Eduardo Fernandez, prendendo le distanze dallo sciopero ad oltranza proclamato dalla opposizione, ha rilevato l'assenza assoluta di un programma politico che chiami il paese all'unità, alla coerenza ed alla legalità, sottolineando come le iniziative assunte abbiano inasprito i rapporti con il Governo e causato danni al Paese che richiederanno altri sacrifici. E' stato un grave errore bloccare le esportazioni di petrolio, la distribuzione del carburante, dei generi alimentari, chiudere le banche ai risparmiatori e le scuole ai ragazzi... Non è vero che non restano vie democratiche per uscire fuori dalla crisi, si tratta di saperle cercare, magari attendendo qualche mese di più: questa è la strada giusta per allontanare i pericoli di una guerra civile. "Per fare le cose fatte bene e non ricadere negli errori del passato, errori dei quali siamo responsabili tutti - ha osservato Fernandez - a cominciare dai mezzi di informazione che a suo tempo hanno favorito l'accesso di Chavez al potere, dobbiamo seguire la via democratica del confronto politico. La stessa Costituzione Bolivariana offre le vie per arrivare ad una soluzione pacifica e democratica, se esiste realmente una maggioranza che vuole voltare pagina: si può dichiarare ultimato il periodo costituzionale, ridurre a 4 anni la durata della presidenza della Repubblica e quindi andare subito ad elezioni con la certezza però di ottenere un risultato duraturo e stabile. Il ricorso al referendum consultivo, che noi siamo disposti anche ad appoggiare, è debole, non assicura legittimità al risultato, mentre una modifica costituzionale renderebbe solido il risultato della consultazione e troverebbe d'accordo tutti, perché, è bene ricordarlo, la carenza del petrolio venezuelano sul mercato, crea squilibri nel mondo sia nel prezzo che nell'ordine della distribuzione delle risorse disponibili, senza dire delle conseguenze di natura sociale nell'intero continente". Fernandez ha rivendicato la moderazione, riaffermando i principi del credo politico cattolico, quando ha sottolineato che qualunque risultato politico non vale la vita di un solo uomo! Ha rivendicato il ruolo dei partiti, respingendo la improvvisazione: "Un paese che vuole diventare democratico - ha detto - deve fare le sue esperienze, deve passare attraverso difficoltà, pagando gli errori di percorso che sono stati commessi, senza stravolgere la realtà e ricorrere a forme di lotta improprie".

Insomma Fernandez, nel prendere le distanze, ha aperto le porte ad una alternativa, rivendicando l'interesse di Copei a risolvere il conflitto pacificamente e rilanciando il ruolo dei partiti e la professionalità ed esperienza del Partito Cristiano necessaria alla soluzione di un conflitto che potrebbe risolversi in una pericolosa guerra civile. Fernandez in definitiva, come ci si attendeva, ha proposto un terzo polo nel quale raccogliere "chi è stanco di vivere in tensione, in questa atmosfera di odio e violenza". Ha indicato in Copei un punto di riferimento politico "...per chi vuole tornare a lavorare serenamente, a sperare, a credere nella ripresa e nello sviluppo del paese" Dal canto suo, il presidente Chavez, ha inviato in questi giorni ripetuti messaggi al paese, avvertendo che sarebbero stati presi provvedimenti severi contro il sabotaggio agli impianti petroliferi, la chiusura delle scuole, contro chi crea difficoltà alla distribuzione del carburante e dei generi alimentari. Quindi ha avvertito i contribuenti che saranno comminate pene severe a quanti incitano alla disobbedienza fiscale ed al sabotaggio economico.

Infine si è rivolto anche ai mezzi di informazione, accusandoli di infierire oltre il limite consentito contro il Governo ed ammonendoli a regolarizzare le proprie posizioni fiscali che presentano esposizioni per migliaia di miliardi, ai quali il Paese non può rinunziare in questo momento di eccezionale bisogno.

Insomma è iniziata la campagna elettorale ed ognuno cerca di rettificare gli errori commessi per recuperare consensi. D'altra parte l'opposizione non può dare per superato il sacrificio imposto ai suoi sostenitori in 40 giorni di sciopero ed è comprensibile che cerchi una soluzione immediata rivolgendosi alle Forze Armate perché partecipino alla destituzione del Preidente Chavez, come è accaduto ieri con la marcia verso il comando delle Forze Armate, dispersa dagli stessi militari a colpi di lacrimogeni.

Così è comprensibile che Chavez cerchi di sfruttare gli errori dell’opposizione e che Edoardo Fernandez, rivendicando gli ideali cristiani, apra ad un terzo polo, moderato e pacifista nel quale raccogliere chi punta a soluzioni pacifiche per la crisi in atto. Preoccupati di questa situazione, dopo un anno di conflitto, anche i 5 milioni di europei residenti in Venezuela che, attraverso i propri leader, si sono rivolti all'Unione Europea per sollecitare un suo intervento. Intanto si fa strada il piano Bush che vorrebbe affiancare all'OSA (l'Organizzazione degli stati americani) una commissione composta da rappresentanti di Stati esteri allo scopo di indurre le parti ad una soluzione pacifica e democratica. (Vitaliano Vita*-Pagine/Inform)

* CGIE Venezuela, Comites Caracas


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