* INFORM *

INFORM - N. 6 - 10 gennaio 2003

L’Altra Sicilia: costruiamoci noi le nostre "ali"

BRUXELLES - L’Altra Sicilia, associazione di diritto internazionale, nell’avviare la sua attività del 2003, fa gli auguri più sinceri a tutti i Siciliani "di qua e di là dal faro". E proprio pensando a loro, inizia il nuovo anno lanciando l’ennesima proposta che, si spera, farà riflettere. Già in passato, non ci stancheremo mai di ripeterlo, altre nostre proposte sono state assunte dai "politici" e tramutate in leggi. Non ci ha mai ringraziato nessuno né mai qualcuno, siamo certi, lo farà in futuro, ma l’orgoglio di essere un pungolo doloroso, ci ripaga ampiamente di ogni finto disconoscimento.

Torniamo, dunque, a farci sentire per riannodare i fili degli ultimi tragicomici mesi del 2002: il problema del trasporto aereo. N'abbiamo già ampiamente parlato, ma qui davvero diamo una sterzata alla nostra battaglia per la dignità della Sicilia: le compagnie nazionali sono fuggite davanti alla cenere lavica? Bene, se ne vadano; e per sempre.

Si costituisca, invece, una compagnia aerea che sia al servizio dell'Arcipelago sscilia: per tutti i Siciliani residenti dell’Isola e all’estero. Ma, per carità, lasciamo da parte gli esperimenti alla Crispino; ripercorrere le strade di fallimenti altrui non avrebbe senso.

Quindi, via al progetto. Come? Attraverso un capillare azionariato diffuso tra tutti i Siciliani "di qua e di là dal faro", affinché siano loro i padroni dei loro aerei e non avventurieri di ogni genere. La Regione e tutti gli enti locali avrebbero, a nostro avviso, di fare loro quest'iniziativa, ma sappiamo benissimo che non lo fanno perché troppo distratti dalla "mala politica".

Con la costituzione di piccole quote pro capite, ci si affrancherebbe da tutte le schiavitù sin qui patite, ma a patto che la politica resti appannaggio dei politici. In giro ci sono molti (ed in Sicilia troppi) incapaci messi ai posti di comando. Quello che si chiede alla politica è un dignitoso passo indietro per dare spazio ai "migliori" nella gestione della cosa pubblica, evitando la solita "mala politica".

A qualcuno questa proposta piacerà chiamarla, come altre volte è successo, provocazione. L'Altra Sicilia è certa che le provocazioni sono ben altre. Invece di avventurarci in faraonici progetti che resteranno dei palliativi per la creazione di impiego e per la rinascita dell'Isola faremmo bene ad occuparci degli acquedotti, dell'abusivismo e di un controllo serio dei fenomeni vulcanici che sono propri della nostra Isola.

Del resto la natura stessa sembra rifiutare con i suoi propri sommovimenti ogni eventuale faraonico progetto che ne deturperebbe le caratteristiche. L'Etna e lo Stromboli ci sembrano, a questo punto, i soli custodi del nostro restare Isola. (L’Altra Sicilia/Inform)


Vai a: