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INFORM - N. 6 - 10 gennaio 2003

Presentato alla stampa il Convegno dei Presidenti delle Colonie Libere Italiane in Svizzera

Il 18 gennaio a Treviso si parlerà d'integrazione, immigrazione e xenofobia

ROMA - Per avviare un costruttivo dialogo con gli immigrati in Italia, con le forze politiche e sociali interessate ai temi dell'integrazione e con quanti vogliano esprimere la loro posizione su questi importanti argomenti si svolgerà a Treviso, sabato 18 gennaio, il Convegno Internazionale dei Presidenti e dei delegati delle Colonie Libere Italiane in Svizzera sul tema "Migrazioni, tra spinte xenofobe e politiche d'integrazione". L'incontro è organizzato dalla Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera (FCLIS), che quest'anno festeggia i 60 anni di attività, con la collaborazione della CGIL, dell'EPASA-CNA, della FILEF, dell'ULEV e delle associazioni degli immigrati in Italia.

"Ci dicono, spesso con discorsi retorici, che la Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera - ha commentato il Presidente della FCLIS Claudio Micheloni, che è anche componente del Comitato di Presidenza del CGIE, rispondendo alle nostre domande nel corso della conferenza stampa di presentazione del convegno - rappresenta una risorsa economica, ma noi siamo anche portatori di un immenso capitale di esperienze nel campo delle politiche dell'integrazione e quindi vogliamo dare il nostro contributo alla riflessione ed al dibattito italiano sull'immigrazione. Abbiamo infatti vissuto per decenni sulla nostra pelle le difficoltà legate alla mancanza, presso i Paesi d'accoglienza dove approdarono i nostri genitori, di un fattiva politica d'integrazione. Una lacuna che è stata pagata a caro prezzo dai nostri connazionali nelle scuole e sul lavoro. Quindi oggi, anche in considerazione del fatto che mentre in Svizzera gli stranieri rappresentano ormai il 20% della popolazione la presenza degli immigrati nel nostro Paese non supera il 3%., non possiamo restare muti e sordi davanti alle errate impostazioni della politica migratoria italiana. Scelte che vanno al di là degli schieramenti politici ed evidenziano sia un vero e proprio problema culturale, sia l'assenza di una comune consapevolezza di cosa rappresenti il fenomeno migratorio"

"A Treviso - ha aggiunto Micheloni dopo aver evidenziato la necessità di impostare una diversa politica dell'immigrazione - noi non andremo a fare un discorso 'buonista', ma porteremo avanti delle specifiche argomentazioni finalizzate al raggiungimento di una reale integrazione che non potrà essere a senso unico. Se da una parte infatti gli immigrati dovranno rispettare le leggi del Paese ospitante, dall'altra il contesto d'accoglienza dovrà recepire queste persone, creando una nuova società che rispetti le culture di ognuno e non finisca per assimilare lo straniero". Dopo aver ricordato la presenza sul territorio elvetico di 320.000 emigrati con passaporto italiano e di almeno 200.000 connazionali in possesso della doppia cittadinanza, Micheloni ha sottolineato come a tutt'oggi in Svizzera operi, in rappresentanza di 45 comunità immigrate, il Forum per l'Integrazione dei Migranti. Una specifica struttura, finanziata dallo Stato, che, sulle tematiche del settore, dialoga apertamente con le istituzioni. Il Presidente della FCLIS ha infine sottolineato i positivi riflessi che la concessione del voto amministrativo agli immigrati presenti in Italia avrebbe per l'integrazione degli italiani in Svizzera ed ha illustrato il ricco elenco delle personalità politiche - tra i tanti nomi ricordiamo quelli degli esponenti diessini Fabio Mussi, Gianni Pittella e Livia Turco - che prenderanno parte al dibattito di Treviso.

Durante la conferenza stampa, coordinata da Giangi Cretti, ha preso la parola Annamaria Cimini, dando voce alle nuove generazioni degli italiani in Svizzera. La giovane ha ricordato la spinta solidale che anima l'associazionismo italiano ed ha annunciato che le nuove leve della FCLIS organizzeranno i festeggiamenti per i 60 anni della Federazione delle Colonie Libere Italiane. E' stata poi la volta del giovane ricercatore italiano del Politecnico di Zurigo Angelo Vargas che, parlando della "fuga dei cervelli", ha sottolineato come a tutt'oggi l'Italia sia priva di un concreto modello di sviluppo nel campo della ricerca.

La necessità di una nuova politica nel settore migratorio è stata sottolineata anche dall'esponente della CGIL e del CGIE Andrea Amaro che, dopo aver richiamato alla memoria il lungo cammino in difesa dei lavoratori percorso dai sindacati al fianco dell'associazionismo, ha auspicato che il nostro Paese non dimentichi il suo passato d'emigrazione, finendo con l'adottare posizioni xenofobe. Invece, il responsabile dell'area internazionale dell'EPASA-CNA Giuseppe Brià, dopo aver sottolineato il costante aumento delle imprese italiane che trasferiscono la loro attività all'estero, ha evidenziato i positivi risultati della recente regolarizzazione dei lavoratori stranieri della piccola e media impresa. Un'operazione che ha permesso di sanare, soprattutto nelle aziende del nord est dove la presenza degli immigrati è ormai divenuta essenziale, una difficile e complessa situazione occupazionale.

E' poi intervenuto il coordinatore nazionale della FILEF e Segretario della FIEI Rodolfo Ricci che, nel sottolineare la rilevante presenza della comunità italiana in America Latina, ha annunciato l'inserimento, nell'ambito del programma del Word Social Forum che si terra nella città brasiliana di Porto Alegre dal 23 al 28 gennaio, di uno specifico seminario dal titolo "Cent'anni di migrazioni: dall'emigrazione italiana ed europea del 900 alle attuali migrazioni del sud verso il nord del mondo". Un importante momento di riflessione, organizzato dalla FIEI in collaborazione con la FILEF e l'Istituto Nazionale Fernando Santi, che cercherà di evidenziare le similitudini tra la memoria storica della nostra emigrazione e la moderna dimensione migratoria del mondo. (Lorenzo Zita-Inform)


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