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INFORM - N. 5 - 9 gennaio 2003

Calcio non giocato

Lazio, l’ora delle novità

ROMA – Un passo indietro dalla Cirio come dalla Lazio: questo chiedevano le banche a Sergio Cragnotti per sbloccare il prestito ponte alla società sportiva come all’azienda agroalimentare. E il finanziere romano ha rassegnato le dimissioni prima da presidente della Lazio (il 3 gennaio) poi, dopo cinque giorni, ha detto addio alle cariche di presidente e amministratore delegato della Cirio. Tutto in un colpo solo, pur conservando un posto nel Cda "per favorire la realizzazione del piano di salvataggio", così ha spiegato-

Nell’ora dell’addio però ha voluto precisare che questa Lazio è solo una creatura sua, che è stata solo di Cragnotti l’idea del Mancini manager (dal nuovo Cda cooptato come consigliere, ed è la prima volta che accade ad un allenatore di serie A), che questa Lazio ha inventato le plusvalenze e che, su tutto, hanno prevalso sempre i sentimenti di Sergio Cragnotti tifoso, anche quando sono stati ceduti grandi campioni-

Il bene della Lazio come concetto di riferimento, lo stesso cui si è attenuto il presidente Ugo Longo, che ha proposto e visto accettare dal Cda l’ingresso, oltre che di Mancini, anche del fiscalista Roberto Colavolpe e del professore di diritto del lavoro Pessi. In sintesi Mancini è onorato del nuovo ruolo ma reputa primario il suo compito di allenatore. A stretto contatto con Mancio il neoamministratore delegato Luca Baraldi, già direttore generale del Parma. Si è insediato spiegando che progetto realizzerà alla Lazio: vuole farne un modello gestionale ma ha subito chiarito che è stato "prestato" da Tanzi e imposto dalle banche, che sono i proprietari attuali della Lazio. (Francesco Certo-Inform)


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