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INFORM - N. 2 - 3 gennaio 2003

Il 15 gennaio si riunisce la Consulta dell’emigrazione lombarda: una dichiarazione di Daniele Marconcini (Mantovani nel mondo)

MANTOVA - Ad un anno e mezzo dalla sua costituzione è stata convocata la Consulta dell'emigrazione lombarda. Non si può non rimarcare - dichiara Daniele Marconcini, rappresentante del Consiglio Regionale nella Consulta e presidente dell’associazione Mantovani nel mondo - il ritardo con cui si è proceduto ad insediarla. Dobbiamo infatti far osservare che, solamente per la crisi argentina, si sarebbe dovuto farlo prima e con urgenza. Ma questo non è la sola considerazione che si potrebbe fare. E' tutto il complesso delle relazioni con il mondo dell'emigrazione lombardo che si deve ridiscutere. In questi anni si è assistito ad un depauperamento dell'associazionismo lombardo sia per le scarse risorse messe a disposizione e sia per una assoluta mancanza di coinvolgimento nella politica regionale. Un esempio in tal senso è stata la Conferenza Stato-Regioni sull'emigrazione dove si sarebbe potuto certamente dare un contributo di idee per una più incisiva presenza regionale. A ciò hanno contribuito anche ritardi legislativi che a tutt'oggi escludono dagli organismi regionali, come la Consulta, l'insieme dell'associazionismo e del volontariato dei lombardi residenti all'estero. Si avverte quindi l'esigenza di una nuova legge, anche per ridefinire maggiormente quelle che sono le attività proprie delle associazioni e quelle che invece vanno delegate alle istituzioni, specialmente in campo socio-assistenziale. Ad aumentare i problemi vi è stata inoltre una divaricazione amministrativa e politica in cui il Presidente della Regione Lombardia ha la delega per l'emigrazione mentre l'attività di ordinaria amministrazione è affidata all'Assessorato all'Assistenza sociale e alla famiglia, risultando del tutto assente una politica di coordinamento con gli enti locali ,quali provincie e comuni.

Ciò nonostante - continua Marconcini - è con spirito costruttivo che mi accingo a partecipare alla riunione del 15 gennaio, nella convinzione che solo col dialogo si può dare un fattivo contributo alla causa degli italiani all'estero. L'impegno mio personale sarà quindi quello di creare una maggiore consapevolezza tra i consiglieri ed gli assessori regionali per impedire la marginalizzazione di queste problematiche. Si dovrà per questo perseguire l'obbiettivo comune di favorire la partecipazione attiva di un associazionismo, che fa riferimento ai Circoli, alle Federazioni, alle famiglie che nascono o sono presenti in tutto il mondo e che hanno il naturale bisogno di contatti e di collegamenti con le istituzioni e la società lombarda. Per realizzare ciò ci dovrà essere però una netta inversione di tendenza rispetto al passato con una più ampia partecipazione alla vita della Regione , attraverso il contributo determinante dell'associazionismo e del volontariato in Italia ed all'Estero per favorire il contatto diretto tra istituzioni e cittadini emigranti. (Inform)


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