* INFORM *

INFORM - N. 250 - 31 dicembre 2002

L’editoriale di "Corrispondenza Italia"

2003 - Sindacato e patronato alla sfida del personalismo

ROMA – "Personalismo" non è uno slogan pubblicitario inventato da qualche mago del marketing. Ma è una filosofia sociale messa a punto negli anni 30 del secolo scorso, da pensatori europei profondamente radicati negli ideali di un cristianesimo moderno, inteso come "religione civile". Era una sfida apparentemente disperata e perdente di fronte al trionfo dei più feroci totalitarismi che di lì a poco avrebbero scatenato l’apocalisse della seconda guerra mondiale.

Fascismi e comunismi sono stati seppelliti dalla storia. Ma ancora oggi, a fronte di tutte le ricette mistificatorie che la politica (intesa come arte del dominio sociale) può avanzare, noi ci ostiniamo a porre, alla base di partenza di ogni progetto, la dignità di ogni singola persona umana.

Non tocca al nostro Patronato Inas insistere e scavare sul terreno della teoria. Ma è giusto valorizzare al massimo il senso della riflessione che tutto il gruppo dirigente della Cisl ha svolto nella "tre giorni di ritiro" a Principina di Grosseto e che Savino Pezzotta ha portato a forte sintesi nelle conclusioni dei lavori.

"Lavoriamo per costruire un sindacato personalizzato e personalizzante – ha detto Pezzotta -. Personalizzato perché vuole rispondere in modo flessibile all’individualismo e alla diversificazione sociale della nuova soggettività emergente. Personalizzante perché la dinamica della libertà e del cambiamento deve valorizzare la tutela dei più deboli, tramite lo sviluppo della sussidiarietà sociale".

Sembra, ed è, il manifesto programmatico dell’Inas Nuovo. E’ comunque, per il nostro patronato, il compito che ci addossiamo nel nostro segmento operativo particolare e nel campo delle forze solidariste di cui siamo parte. Un compito in salita. Di fronte a noi infatti non ci sono più i totalitarismi brutali del secolo scorso. Ma ostacoli subdoli, fatti di passività e obliquità, purtroppo sì. L’Inas gode ormai di una ritrovata buona salute. Ma il sistema dei patronati è sotto pressione. Quotidianamente sui mezzi di comunicazione subiamo l’attacco della diffamazione. Il ministro del Lavoro non trova mezz’ora di tempo per varare i decreti che rendano applicabile la legge di riforma dei patronati (legge 152). Si aggravano i ritardi per il trasferimento delle risorse finanziarie che ci sono dovute. Si minaccia di riscrivere (naturalmente in peggio) la riforma del 2001. I consulenti del lavoro si sentono istigati a denunciarci all’Antitrust per attività di monopolio!

Non è costume del nostro sindacato né la recriminazione né il piagnisteo. Ma vogliamo reagire con forza. E la reazione dell’Inas è in atto. In questo senso il 2003, come deciso dall’ultima riunione del Consiglio Generale Confederale, sarà l’anno dell’assemblea organizzativa nazionale della Cisl: un appuntamento tutt’altro che di routine. Un modo per veramente discutere di integrazione confederale condivisa e che valorizzi il meglio di ogni patrimonio di esperienza inteso come persone, strumenti e risorse per realizzare una strategia basata su forti valori.

Un traguardo cui ci avvicineremo con tappe di marcia che da subito animeranno un confronto più pratico e fattivo sul ruolo dei servizi e dell’Inas nello specifico, nel recuperare rapporti con mondi a cui come sindacato non sempre siamo vicini. Pensiamo al disagio sociale, come ad ogni singola situazione e a ogni famiglia lavoratrice, in Italia e nei paesi di emigrazione, con le convinzioni di un sindacato personalista come il nostro e all’epoca del "Welfare comunitario". (Corrispondenza Italia/Inform)


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