* INFORM *

INFORM - N. 247 - 23 dicembre 2002

Da "MCL Belgio Flash", un articolo di Epifanio Guarneri (CGIE)

Scuola e integrazione. La scuola belga è lontana dalla piena democratizzazione

BRUXELLES - Le dichiarazioni del presidente del partito MR (Mouvement réformateur) Daniel Ducarme secondo le quali l’integrazione degli immigrati nella società belga sarebbe un fallimento hanno suscitato molte polemiche e preoccupazioni, in quanto riduttive e fuori luogo e soprattutto suscettibili di dare corda all’estrema destra e di ravvivare le tensioni fra comunità immigrate e autoctone nel clima preelettorale in cui si trova ormai il Belgio

Se era questo l’obiettivo del presidente Ducarme, crediamo che ci sia riuscito in pieno. Se invece voleva porre con serietà il problema dell’integrazione, non c’è dubbio che i suoi propositi fanno di ogni erba un fascio, ignorando, per esempio, che anche fra le popolazioni immigrate giunte per ultime, non si è più alla prima generazione, bensì alla seconda o terza generazione.

Se sussistono problemi d’inserimento e di promozione sociale, - e noi siamo fra coloro che ritengono che ce ne siano - questi non sono da imputare al fatto di essere immigrati o di origine immigrata, quanto piuttosto all’organizzazione della società belga in generale e della Scuola in particolare che a livello elementare e inferiore non è ancora la scuola di tutti, mentre nell’insegnamento superiore e universitario non si è per niente democratizzata, come del resto dimostra una ricerca condotta recentemente dal MOC (Movimento Operaio Cristiano) e l’UCL (Università Cattolica di Lovanio). "I giovani di origine modesta incontrano sempre maggiori difficoltà per accedere e riuscire nella scuola superiore", afferma il rettore dell’UCL riassumendo la ricerca precitata.

Chi troviamo fra i giovani di origine modesta se non praticamente tutti i figli di lavoratori immigrati? A capacità uguali chi ha più possibilità di arrivare al livello scolastico ambito se non i cosiddetti figli di papà?

Questa è in ogni caso la conferma che emerge dalla ricerca MOC-UCL. Infatti, a livello universitario la proporzione degli studenti provenienti da famiglie di elevato livello sociale e professionale è passata dal 31,7% nel 1967 al 41,2% nel 1999, mentre la proporzione degli studenti provenienti da famiglie modeste è scesa dal 21,8% nel 1967 al 17,6% nel 1999.

La stessa ricerca mostra quanto il livello d’istruzione dei genitori incida sulla decisione di fare degli studi universitari e di riuscirli. La probabilità di un giovane nato nel 1981 di andare all’università 18 anni dopo (nel 1999) varia dal 3,2% al 79,6%, a seconda che i genitori hanno fatto soltanto la scuola elementare o l’università. Allo stesso modo la possibilità di superare il primo anno di università va dallo 0,8% al 44,1% a seconda che il padre abbia il diploma della scuola elementare o la laurea.

Come si vede, queste poche cifre dimostrano quanto la scuola sia a tutti i livelli lo spartiacque per eccellenza fra integrazione e non integrazione, fra promozione sociale e stagnazione sociale.

Per il MCL (Movimento Cristiano Lavoratori) Belgio è urgente democratizzare la scuola belga, particolarmente quella superiore, per renderla, a pari capacità, accessibile a tutti.

La democratizzazione passa, tra l’altro, attraverso la riforma del sistema delle borse di studio, le agevolazioni fiscali per le famiglie, un migliore orientamento scolastico e, in ultima analisi, adeguati bilanci per la Scuola affinché essa sappia valorizzare il capitale umano senza il quale non c’è sviluppo economico, sociale e culturale. (Epifanio Guarneri- MCL Belgio Flash/Inform)


Vai a: