* INFORM *

INFORM - N. 246 - 22 dicembre 2002

RASSEGNA STAMPA

Corriere della Sera, 22 dicembre 2002

Tremaglia: non so se resto al governo, Tremonti mi ha ingannato

"Il ministro ha aggiunto tre righe dove si parla delle pensioni dei connazionali all’estero senza dirmelo"

ROMA - "No, Giulio Tremonti si è davvero comportato male: in tutti questi giorni non si è mai fatto vedere in Aula. Poi, di nascosto, mi ha ingannato. Rifletterò sulla mia presenza nel governo". Mirko Tremaglia va alla guerra. Dopo una notte "terribile", quella tra venerdì e sabato al Senato, dopo la battaglia per equiparare le pensioni minime dei connazionali all’estero a quelle dei residenti, il ministro per gli Italiani nel mondo è decisamente in rotta con il responsabile dell’Economia. Ma anche, "se non verranno mantenute le promesse", con tutto l’esecutivo. Ha già chiesto un colloquio con Ciampi e Berlusconi: "Poi deciderò".

Perché parla di "inganno"?

"Perché, senza dire niente a me, né al governo, ha aggiunto tre righe al passaggio della Finanziaria sulle pensioni degli italiani all’estero, limitando l’equiparazione del trattamento a chi ha più di dieci anni di contributi versati".

Sarebbero tagliati fuori molti nostri connazionali?

"Troppi. Ed è per questo che ho dato battaglia per quattro giorni di fila. Loro, gli uomini di Tremonti, hanno fatto un vero e proprio terrorismo di cifre, si figuri che parlavano di oltre 156 mila cittadini. Ma alla fine hanno dovuto ammettere che si tratta solo di 80.700 persone per una spesa di circa 60 milioni di euro".

Alla fine però è riuscito a strappare proprio questa cifra.

"Sì, ma con un procedimento tortuosissimo: si dà la precedenza a chi ha più di dieci anni di contributi, poi si scende gradualmente fino a chi ne ha per niente. E c’è sempre il rischio che qualcuno resti fuori dalla lista".

In Aula si è promesso che ciò non avverrà.

"Staremo a vedere. Intanto però io non abbasso le armi: è mai possibile che per vedere soddisfatto un diritto ogni clausola restrittiva: non possono esistere cittadini di serie A e di serie B. Ho lottato trent’anni per questo. Ho ottenuto che è già di tutti gli italiani, e cioè la pensione minima di almeno un milione di vecchie lire, si debba fare un braccio di ferro notturno in Parlamento? No, la legge deve comunque cambiare ed eliminare il voto per gli italiani all’estero, non accetterò compromessi". (R.Zuc.)


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