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INFORM - N. 243 - 18 dicembre 2002

Grande mostra fotografica di Tony Vaccaro in Lussemburgo

LUSSEMBURGO - Il 20 dicembre, alle ore 18,30, nella città di Lussemburgo si aprirà una grande mostra di immagini del noto fotografo statunitense di origine italiana Tony Vaccaro. Il titolo della mostra è "Shots of War" (Scatti di guerra) e comprende 270 foto che coprono il periodo 1939/1945, vale a dire gli anni che intercorrono tra il ritorno di Vaccaro dal Molise in America, a causa dell’imminente conflitto, e la fine della Seconda Guerra Mondiale. Ad essa Vaccaro ha partecipato come fotografo di guerra, dallo sbarco in Normandia alla liberazione di Berlino, accumulando migliaia di immagini che oggi sono diventate un patrimonio prezioso, conteso da editori, musei ed istituti di storia contemporanea. Una sua foto, "Il bacio della Liberazione", è stata riproposta qualche anno fa, in occasione delle commemorazioni della liberazione dell’Europa dal nazismo, come uno dei simboli della riacquistata libertà. Vaccaro ha ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui la Legion d’Onore da parte del governo francese.

La mostra è organizzata dal Musée d’Histoire de la Ville de Luxembourg ed ha uno sviluppo di grande impegno e suggestione, dal momento che comprende diversi ingrandimenti di due metri per tre. Essa rappresenta un omaggio al grande fotografo italoamericano perché serve a celebrarne contemporaneamente gli ottanta anni di vita e i sessanta di professione. Vaccaro, infatti, è nato nel 1922 a Greensburg (Pennsylvania) da genitori di origine molisana, morti entrambi prematuramente ed in modo misterioso durante una visita in Molise, nel paese natale di Bonefro. Affidato agli zii italiani, Vaccaro resta in Molise finché non viene richiamato in patria, in qualità di cittadino statunitense, a ridosso della Seconda Guerra Mondiale. Approda a La Rochelle, presso gli zii, dove si può finalmente ricongiungere con le sue due sorelle, anche loro adottate da parenti. Dopo un periodo di studi, partecipa alla guerra ed ottiene di potere filmare le azioni che nel corso di diversi mesi portarono le truppe alleate, attraverso il cuore dell’Europa, dalla Normandia a Berlino.

Congedatosi dall’esercito, Vaccaro continua la sua attività di fotografo, e nel giro di alcuni anni arriva a lavorare per alcune delle più importanti riviste di attualità internazionali e a conoscere le maggiori personalità della cultura e dello spettacolo del Novecento, tra le quali Picasso, Le Corbusier, Wright, Ernst, Chaplin, Anna Magnani, Sofia Loren. Negli anni ’50 e a cavallo dei ’60 soggiorna come reporter anche a Roma, dove ritrae i personaggi della vita civile e mondana del tempo. Dalla capitale si muove per frequenti ritorni in Molise, dove scatta immagini di ambiente paesano e contadino di grande suggestione.

Oggi vive a Queens (New York) e viene con grande frequenza in Europa per partecipare alle vernici delle sue numerose mostre ed al lancio dei suoi libri, pubblicati in particolare da editori tedeschi, che negli ultimi anni si sono moltiplicati velocemente. Tra qualche settimana – segnala il Centro di Studi sui Molisani nel Mondo - tornerà in Molise per fotografare i paesi del terremoto e diffonderne le immagini nel mondo per alimentare attenzione e solidarietà per la loro condizione attuale e futura. (Inform)


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