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INFORM - N. 243 - 18 dicembre 2002

Una iniziativa dell’Istituto Italiano di Cultura

A Bruxelles Mostra d’arte dedicata all’Anno internazionale delle Montagne

BRUXELLES - A conclusione del 2002, proclamato dalle Nazioni Unite "Anno Internazionale delle Montagne", l'Istituto Italiano di Cultura in Bruxelles ha previsto, nel "plat pays" di Jacques Brel, una specifica mostra d'arte ad esse dedicata. La scelta è caduta su una proposta del Gruppo di artisti pittori trentini de "La Cerchia", un sodalizio sorto a Trento nel 1986, per promuovere mostre esterne al territorio, allacciare rapporti, scambi e collaborazioni con altre realtà artistiche, al fine di partecipare al dibattito culturale e stabilire una presenza qualificata nell'ambito delle problematiche delle arti figurative, non solo sul territorio ma anche in senso più generale. Si tratta di un gruppo artistico che ha, al suo attivo, oltre cinquanta iniziative espositive in Europa, negli Stati Uniti e in America Latina (Messico, Cile, Brasile, Argentina, Paraguay) e altrettante mostre in Italia.

La mostra è appunto un risultato della collaborazione di quindici artisti pittori de "La Cerchia", ognuno presente con due opere, ed è intitolata significativamente "Storie di montagna". Si tratta di una rassegna che può anche essere letta come una sorta di spaccato delle problematiche che caratterizzano oggi il settore figurativo della pittura contemporanea nel Trentino e che, per una comunanza tematica, possiede anche una propria singolarità: ogni opera è infatti specificatamente realizzata e legata ad una vicenda propria della terra trentina ed in quest'ottica ciascun lavoro è accompagnato da un testo esplicativo redatto dallo stesso artista. Il risultato è una sorta di antologia che raccoglie, riassume e offre storie, vicende, leggende, costumanze, canti, appartenenti al Trentino, una terra di confine che è stata e rimane un anello di congiunzione tra mondo latino e mondo germanico, una terra di montagne, di sole, di prati, di fiori, di laghi, di cieli aperti verso l'infinito, un "luogo" di antiche storie, di leggende e di gente di montagna.

Questo angolo a nord-est delle Alpi è anche la splendida cornice nella quale sono incastonati i "Monti Pallidi", le Dolomiti, montagne tanto amate, percorse e scalate da Alberto I Re dei Belgi. Sono montagne nate dal mare milioni di anni fa, che devono al mare la loro mitica bellezza, fatta di rocce nude che si arrossano al tramonto con colori e sfumature di incredibile drammaticità, impallidendo poi la notte in un bianco ed evanescente candore lunare. L'uomo le ha popolate, colonizzate stabilmente, aprendo, con fatica, pascoli e dissodando boschi, ma anche inserendo fra le rupi scoscese e misteriose, fiabe e leggende antichissime, tra cui quella indimenticabile del figlio del re di Ladinia, che voleva raggiungere la luna, attraverso le pallide crode della sua vallata, quella luna che appare, dopo il tramonto del sole, sopra le cime, così vicina e così irraggiungibile...

Sono queste le montagne che la mostra vuole presentare: montagne vere, forti, rinnovate ad ogni stagione, ad ogni inverno e ad ogni primavera, dopo i duecento milioni di anni della loro vita. Così grandi, imponenti e affascinanti nella loro essenzialità e nella loro solitudine, ma anche nelle loro sfide quotidiane: il sole acceso e la pallida luna, le distese di rododendri e le stelle alpine, la sfida di un attimo e le antiche leggende, la storia, il lavoro e la vita che continua. Le montagne vanno viste, guardate, ammirate, percorse, salite, conquistate, nella consapevolezza che affrontarle e raggiungere la loro cima significa spesso accettare e vincere la sfida della vita, ma anche superare "la nostalgia di un'impossibile terra" e la ricerca di "una lontana, bianchissima luna".

Le mostre servono anche per comunicare e per capire: per capire gli autori, le loro poetiche, il grado della loro creatività, la qualità delle tecniche adottate, ma anche l'anima di un territorio e la sua gente, specie quando, come in questo caso, la mostra è frutto di una comune condivisione tematica: la montagna, nella sua bellezza di contrasti e nella grandiosità delle sue sfide, ma anche nell'intensità delle sue forme e dei suoi colori, nella trasparenza dei suoi cieli azzurri e nella profondità dei suoi silenzi. (Sira Miori*-Inform)
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* Addetto Culturale dell'Ambasciata d'Italia in Belgio e Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura in Bruxelles


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