* INFORM *

INFORM - N. 242 - 17 dicembre 2002

Istituito il Comitato italiano per la campagna di informazione sui i diritti umani dei migranti

Chiesta al Governo italiano la ratifica della Convenzione ONU del dicembre 1990 sulla protezione dei lavoratori migranti

ROMA - Per promuovere la ratifica della convenzione sulla protezione dei lavoratori migranti e le loro famiglie, adottata dall'ONU nel dicembre del 1990, si è costituito a Roma, presso l'Ufficio Internazionale del Lavoro a Villa Aldobrandini, il Comitato Italiano per la Campagna di informazione e sensibilizzazione sui diritti umani dei migranti. All'iniziativa, che si prefigge di sensibilizzare l'opinione pubblica italiana sulle problematiche di questo settore, hanno aderito l'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI), la Fondazione Migrantes (CEI), la Caritas Italiana, la Casa dei Diritti Sociali- Focus, le organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL e l'Associazione Nazionale Oltre le Frontiere (ANOLF).

La nascita del comitato è stata formalizzata al termine della tavola rotonda dal titolo "I diritti umani dei migranti e l'entrata in vigore della convezione internazionale del 18 dicembre 1990". L'incontro è stato coordinato dal Direttore dell'Ufficio OIL di Roma Claudio Lenoci che ha in primo luogo sottolineato come, insieme alla ratifica della Convenzione, il Comitato cercherà di creare una vasta alleanza civile che affronti i problemi concreti degli immigrati e si adoperi per la nascita di una nuova società integrata. Secondo il rappresentante dell'OIL sarebbe inoltre auspicabile che, in vista del prossimo semestre italiano alla Presidenza europea, il nostro Paese inserisca nell'agenda sociale dell'Unione la ratifica della Convenzione ONU. " Il problema reale - ha concluso Lenoci cercando di focalizzare le ragioni del mancato accoglimento della Convenzione da parte dell'U.E. - è la messa in pratica di questi nuovi diritti che urtano la sensibilità dei Paesi più ricchi che non hanno ancora quella cultura della consapevolezza e dell'accoglienza che noi consideriamo decisivi". Per il capo missione dell'OIM in Italia Luca Dall'Oglio la costituzione del Comitato rappresenta, a causa della posizione strategica dell'Italia nel contesto migratorio, un evento che supera i confini nazionali ed assume valenza europea e mediterranea. Una realtà migratoria, quella del nostro Paese, che sta lentamente ma inesorabilmente mutando. A tutt'oggi infatti, secondo le ultime indicazioni scaturite dalla recente regolarizzazione, la presenza ufficiale degli immigrati in Italia sfiora il 4% della popolazione residente. Un'incidenza migratoria vicina alla media europea che, secondo Dall'Oglio sfata una volta per tutte, l'idea che l'Italia sia un semplice Paese di transito. Durante il dibattito la necessità di una capillare diffusione della convenzione - a tale scopo il testo integrale dell'accordo è stato tradotto anche in italiano - è stata ribadita dal rappresentante della Casa dei Diritti Sociali - Focus Manfred Bergmann. Secondo il ricercatore anche l'Italia, che oggi ha nel mondo oltre tre milioni di connazionali, potrebbe trarre numerosi vantaggi dalla ratifica della Convenzione. Dopo l'intervento del funzionario dell'OIM Ugo Melchionda volto ha ricordare i diritti umani fondamentali tutelati dalla Convenzione - dignità, libertà, uguaglianza, solidarietà, cittadinanza e giustizia - e la necessità di lavorare a tutto campo per garantire una fattiva convivenza civile tra italiani ed immigrati, il Segretario confederale della CGIL Giuseppe Casadio ha sottolineato la carenza, nell'ambito migratorio, del sistema legislativo italiano. Serie lacune normative, che limitano i diritti politici, lavorativi, familiari e di cittadinanza degli immigrati, e che trasmettono ai non nazionali un senso di precarietà. La medesima incertezza con cui, secondo Casadio, sono costretti a convivere i nostri connazionali residenti in Argentina. Spesso infatti chi vuole far ritorno in Patria per cercare lavoro deve attendere anche anni per avere un appuntamento con il Consolato italiano. Una situazione inaccettabile che, per il sindacalista, potrà essere superata solo attraverso una costante e pressante domanda finalizzata alla semplificazione ed all'innovazione legislativa.

Il Vice Presidente del Comitato Interministeriale per i Diritti Umani del Ministero degli Affari Esteri, Ministro Antonio Bandini, ha espresso pieno apprezzamento per i contenuti della Convenzione ONU. Tutele fondamentali che, salvo qualche distinguo di scarso rilievo, appaiono pienamente in linea con gli orientamenti legislativi italiani ed europei. Nonostante questo sono però pochi i Paesi occidentali che guardano con favore alla ratifica della Convenzione.

Secondo il Ministro Bandini le motivazioni di tanta diffidenza vanno ricercate sia nella dimensione europea del problema - sui temi dei rifugiati e dell'immigrazione i Paesi dell'Unione si sono impegnati a seguire un politica comune che non verrebbe favorita dalla ratifica della Convenzione da parte di singoli Stati - sia nell'evoluzione degli ultimi anni della scena politica europea che ha portato ad un aumento delle riserve nei confronti del fenomeno migratorio. La crescente preoccupazione delle popolazioni europee nei confronti delle problematiche commesse all'immigrazione sicuramente non favorisce la sottoscrizione di un accordo comune, finalizzato alla ratifica della Convenzione ONU, in seno all'Unione Europea. (Lorenzo Zita-Inform)


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