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INFORM - N. 241 - 16 dicembre 2002

Un incontro su "Presenza e iniziativa dell’Ulivo tra gli italiani all’estero"

Tra i partecipanti Piero Fassino, Franco Danieli, Gianni Pittella, Dario Franceschini ed esponenti del CGIE

ROMA - Per rilanciare l’immagine e la politica dell’Ulivo nel mondo - il prossimo febbraio in un giorno ancora imprecisato i parlamentari della coalizione si recheranno all’estero per promuovere tra i connazionali la nascita di appositi centri di rappresentanza politica - si è svolto a Roma il seminario dal titolo "Presenza ed iniziativa dell’Ulivo tra gli italiani all’estero". L’incontro si è aperto con l’intervento del responsabile della Margherita per gli italiani nel mondo, senatore Franco Danieli, che ha messo in evidenza le riduzioni negli stanziamenti che la Finanziaria 2003, attualmente all’esame del Senato, apporta al bilancio del Ministero degli Esteri, con particolare riferimento ai capitoli di spesa che interessano gli italiani all’estero: Sarà colpito anche lo strumento della Cooperazione. Danieli ha poi ribadito la sua contrarietà all’emendamento presentato al Senato sulle pensioni dei connazionali residenti all’estero. Per l’ex Sottosegretario agli Esteri appaiono infatti inaccettabili sia lo slittamento della decorrenza dei termini per il nuovo calcolo previdenziale al gennaio 2003, sia l’introduzione del criterio della parametrazione. Un criterio basato sul collegamento tra importo della pensione e costo della vita dei Paesi d’accoglienza che, secondo Danieli, contrasta con il principio di parità sancito dalla Costituzione italiana. "In questi ultimi anni - ha concluso il rappresentante della Margherita - vi sono state novità rilevanti, come ad esempio la modifica costituzionale del voto, che ci spronano a lavorare tra gli italiani nel mondo per rafforzare la presenza dell’Ulivo".

Secondo Gianni Pittella, il responsabile dei Ds per gli Italiani nel mondo, il futuro dell’Ulivo si giocherà "sulla sua capacità di produrre un messaggio unificante che parta dalla lettura dei cambiamenti e collochi in un nuovo contesto una credibile politica per i diritti di cittadinanza di tutti i migranti". Un nuovo patto di cittadinanza che, secondo Pittella, andrà riscritto in Italia, in Europa e nel mondo secondo i valori della fratellanza, del rispetto reciproco e nel rifiuto di ogni discriminazione. "Sui valori della cittadinanza - ha affermato Pittella nel rilevare il grande impegno rappresentato dalla Costituente europea - i riformisti europei dovranno avere il coraggio di portare avanti le proprie idee. Solo se affronteremo questo tema con rigore e coerenza potremo infatti vincere le grandi sfide dell’immigrazione e dell’emigrazione".

Ha poi preso la parola il segretario generale del CGIE Franco Narducci che ha evidenziato, tra l’altro, la necessità di rilanciare, attraverso il rapido varo della riforma, l’attività dei Comites: preziosi organismi di rappresentanza che portano avanti sul territorio un insostituibile e capillare dialogo con le comunità immigrate. "Giunti ha questo punto - ha affermato Narducci sempre per quanto riguarda la riforma dei Comites - il Parlamento italiano deve fare la sua parte. La nostra bozza di legge è stata inviata a tutti i gruppi parlamentari ma, a tutt’oggi, non vi sono state reazioni".

Dopo l’intervento del senatore Luigi Marino dei Comunisti Italiani volto a sottolineare la necessità di riportare da dieci a cinque anni il periodo minimo di contribuzione necessario all’acquisizione della pensione all’estero, il coordinatore della Segreteria della Margherita Dario Franceschini ha posto in evidenza come la delicata fase applicativa della legge sul voto richiamerà l’attenzione di tutte le forze politiche sulle reali problematiche degli italiani all’estero. "Io credo che nell’era della globalizzazione - ha detto - sia fondamentale, per la ricostruzione dell’immagine internazionale del nostro Paese, il contributo degli italiani all’estero. Alle collettività italiane nel mondo spetta infatti il compito di mantenere viva e visibile le nostra identità culturale". Andrà inoltre formalizzato, soprattutto per quanto concerne gli aspetti legislativi, un tavolo permanente di confronto tra l’Ulivo ed i consiglieri del CGIE interessati. Una ipotesi che è stata condivisa dal senatore Giovanni Crema (Socialisti Italiani) che ha auspicato la creazione, in vista delle prossime consultazioni elettorali, di un’unitaria piattaforma programmatica, strategica e politica.

La necessità di una costante presenza dell’Ulivo all’estero è stata sottolineata anche dai alcuni esponenti del CGIE, Silvana Mangione, Elio Carozza, Marco Fedi, Gianni Farina e Gino Bucchino, che hanno portato alla riunione le loro testimonianze. L’esigenza di costruire in breve tempo una forte politica dell’immagine che si contrapponga, attraverso innovative iniziative, alle proposte governative è stata sottolineata in particolare da Silvana Mangione che ha inoltre descritto il disagio fisico e mentale dei nostri connazionali i quali, a causa del pesante clima di allarme internazionale determinatosi dopo l’attacco terroristico dell’11 settembre 2001, vengono spesso trattenuti o respinti al loro arrivo negli Stati Uniti.

In chiusura dei lavori ha preso la parola il Segretario dei Ds Piero Fassino che, pur riconoscendo a Mirko Tremaglia di essersi occupato degli italiani nel mondo da sempre e di averne fatto la bandiera della sua vita, ha affermato che la sua nomina a Ministro "è diventato un colossale alibi perché la sua popolarità copre agli occhi di milioni di nostri connazionali il vuoto totale di azione politica e di attività concrete a sostegno delle nostre comunità". Come opposizione - ha sottolineato Fassino - noi dobbiamo portare avanti sia la denuncia di quello che non viene fatto dal Governo, sia una politica attiva, basata su proposte utili e concrete. Nei prossimi anni, secondo il Segretario dei Ds, l’Ulivo dovrà battersi sia per la completa integrazione dei nostri connazionali all’estero - fondamentale in questo settore il riconoscimento dei diritti d’uguaglianza, delle pari opportunità e della piena cittadinanza - sia per la valorizzazione dell’identità italiana. Terzo cardine di questa strategia sarà il fattivo coinvolgimento e l’utilizzazione delle nostre collettività nel sistema relazionale della politica estera italiana. A tutt’oggi le potenzialità delle comunità italiane, che assolvono un ruolo strategico nell’ambito dei rapporti internazionali, non sono state adeguatamente utilizzate. (Lorenzo Zita-Inform)


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