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INFORM - N. 240 - 13 dicembre 2002

Si sono chiusi i lavori dell’Assemblea Plenaria del CGIE.Votati gli "emendamenti" alla proposta di riforma del Consiglio Generale. L’intervento di Tremaglia: "Piena autonomia per il CGIE"

ROMA - Con l’approvazione della bozza di disegno di legge per la riforma del CGIE si sono conclusi alla Farnesina i lavori dell’Assemblea Plenaria Straordinaria (11-13 dicembre). Dal dibattito sono emerse importanti novità che, se saranno confermate dagli uffici legislativi dei Ministeri competenti e dal successivo iter parlamentare, daranno maggiore autonomia e potestà decisionale all’organo di rappresentanza a livello nazionale dei connazionali all’estero. Tra le innovazioni di maggiore rilievo segnaliamo la previsione di aumento delle aree geografiche e quindi dei membri del Comitato di Presidenza. Alle attuali aree verrebbe infatti aggiunta l’Africa, attualmente accorpata per il Nord all’Europa e per il Sud ai Paesi anglofoni extraeuropei. Dopo un lungo dibattito è stato invece deciso di lasciare invariato il metodo elettivo che non sarà a suffragio universale diretto ma continuerà ad essere di secondo grado (grandi elettori i componenti dei Comites e rappresentanti del mondo associativo all’estero).

La giornata conclusiva è stata caratterizzata dall’atteso intervento del Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia che ha in primo luogo sottolineato il positivo clima di collaborazione che si è instaurato con il Ministro degli Esteri Franco Frattini. "Mi auguro - ha detto Tremaglia - che i nostri rapporti siano di grande efficienza. Ho ascoltato la sua relazione e ne sono rimasto molto soddisfatto. Il Ministro degli Esteri ha capito che, dopo l’approvazione del pieno esercizio di voto da parte dei connazionali nel mondo, tutto è cambiato e bisogna ragionare sulla stagione dei diritti". A questo proposito Tremaglia ha menzionato il convegno "Dal voto alla stagione dei diritti" che si terrà nei primi mesi del 2003.

"Mio compito primario è proprio quello di garantire che gli italiani all’estero abbiano gli stessi diritti dei connazionali che vivono in Patria ", ha ribadito Tremaglia venendo a parlare dell’emendamento alla legge finanziaria 2003 sulla maggiorazione sociale per i pensionati italiani all’estero, un punto nodale della sua politica. "Se non riuscirò a realizzare questo diritto - ha infatti riaffermato il Ministro dopo aver ringraziato il Consiglio Generale per la tempestiva approvazione in apertura dei lavori dello stesso emendamento - lascerò il Governo".

Per quanto riguarda invece la riforma dei Comites e del CGIE Tremaglia ha ricordato di avere trasmesso con tempestività ai Ministeri competenti, a suo tempo, le proposte elaborate dal CGIE, del quale ha voluto sottolineare la piena autonomia: "Quanto dico che sono il Ministro del CGIE intendo dire che obbedisco al CGIE e non il contrario". Per i Comites l’obiettivo, come richiesto dal CGIE in un ordine del giorno approvato all’unanimità, è quello di arrivare alle elezioni di giugno con una nuova legge. Se questo però non dovesse avvenire allora, secondo Tremaglia, bisognerebbe andare a votare con la normativa vigente, introducendo però una modifica legislativa che consenta il voto per corrispondenza. Una modifica da apportare alla legge di riforma del CGIE sarebbe invece la soppressione della figura del Presidente, un incarico che oggi viene ricoperto dal Ministro degli Esteri. Il Ministro ha poi sottolineato la forte richiesta di cittadinanza che ha riscontrato anche nel corso della sua recente visita alla comunità italiana di Fiume.

Tremaglia ha poi ricordato la drammatica crisi argentina che si cerca di fronteggiare con specifiche iniziative di sostegno e di solidarietà. Dopo aver sottolineato le grandi potenzialità insite nel progetto "Tv di ritorno" (per garantire questo servizio uno specifico protocollo è già stato firmato con la Rai) il Ministro ha annunciato la sua prossima visita in Brasile, un Paese che accoglie circa 25 milioni di cittadini di origine italiana, e si è congratulato con Filomena Narducci, il nuovo Vice Segretario Generale per l’America Latina del CGIE.

La soluzione prospettata per l’elezione dei Comites non ha soddisfatto però Marco Fedi, membro del Comitato di presidenza. Ha infatti annunciato che proporrà alla prossima Assemblea, in caso di mancato varo della riforma, le dimissioni in massa del CGIE. Da segnalare infine l’approvazione, in chiusura dei lavori, di uno specifico ordine del giorno per la costituzione a Lima in Perù di un Consolato di prima categoria. Richiesta che è stata appoggiata dal Vice Direttore Generale per gli Italiani all’estero del MAE. Il Ministro Stefano Ronca ha infatti sottolineato come a tutt’oggi in America Latina il rapporto tra il numero degli operatori consolari ed i fruitori dei servizi sia di uno a quattromila. (Lorenzo Zita-Inform)


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