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INFORM - N. 239 - 12 dicembre 2002

Entra nel vivo il dibattito del CGIE: un ordine del giorno sul rinnovo dei Comites. Filomena Narducci vice segretario generale per l’America Latina, Marina Piazzi nel Comitato di Presidenza

ROMA - La seconda giornata dell’Assemblea plenaria del CGIE si è aperta con la discussione sulla riforma dei Comites. Un dibattito a tutto campo che ha evidenziato posizioni differenziate. Se da una parte infatti la maggioranza dei consiglieri, tra questi Micheloni, Silvana Mangione e Conte, si sono dichiarati favorevoli allo svolgimento delle consultazioni elettorali nei tempi massimi previsti dalla proroga, dall’altra non sono mancati interventi difformi, come ad esempio quelli dei Vice Segretari per l’Europa e l’Africa del Nord Gianni Farina e per i Paesi anglofoni extraeuropei Gino Bucchino che, pur di non votare con la vecchia legge, sarebbero disposti ad accettare il rinvio della consultazione elettorale. In questo contesto va inoltre segnalata la dura presa di posizione di Franco Fatiga che ha ribadito la necessità di assumere, sempre per quanto riguarda il nuovo disegno di legge dei Comites, azioni univoche ed unitarie che contrastino il sistematico insabbiamento della riforma operato anche nel corso della passata legislatura.

Dopo l’approvazione all’unanimità da parte dell’Assemblea di un ordine del giorno che chiede al Governo ed al Parlamento il varo della nuova legge istitutiva per i Comites e il loro rinnovo nei tempi stabiliti (giugno 2003), il Vice Direttore Generale per gli Italiani all’estero e le Politiche migratorie, Ministro Stefano Ronca, ha preso la parola per ribadire sia la piena disponibilità del MAE a discutere con i rappresentanti del CGIE eventuali modifiche al testo di legge in discussione, sia il concreto impegno a cercare di far approvare in tempo utile (proprio in questi giorni il Governo australiano ha accettato i parametri operativi del voto per corrispondenza) la nuova normativa.

Sugli sviluppi della Conferenza permanente Stato-Regioni-Province autonome-CGIE, è intervenuto Attilio Dedoni, Capo di gabinetto dell’Assessore al Lavoro della Sardegna, che ha in primo luogo auspicato la rapida traduzione legislativa del progetto per la costituzione di un Fondo nazionale. Una specifica iniziativa, nel quale lo Stato, le Regioni, le Province autonome e gli Enti locali si porranno unitariamente come interlocutori privilegiati delle nostre comunità nel mondo. Per Dedoni sarebbe inoltre opportuna, attraverso il varo di un apposito provvedimento di legge, l’istituzionalizzazione della Conferenza Permanente che potrebbe cosi divenire uno strumento agile ed operativo, capace di emanare, in materia migratoria, decisioni vincolanti per le quattro componenti della medesima struttura.

Momento saliente della mattinata è stato lo scrutino segreto che ha determinato l’elezione del nuovo Vice Segretario Generale per l’area dell’America Latina. Un atto dovuto, dopo la dolorosa perdita di Antonio Macrì, che si è concretizzato con la scelta di Filomena Narducci , componente del Comitato di Presidenza. Una votazione senza storia - la rappresentante dell’Uruguay era l’unica candidata - che si è conclusa con 51 voti a favore, 20 schede bianche e 4 nulle.

Più combattuta invece la successiva tornata per l’elezione del nuovo membro del Comitato di Presidenza in sostituzione della Narducci Con 44 voti è stata eletta la rappresentante del Centro America Marina Piazzi che ha avuto la meglio su Mario Frizzera (20 voti), Gaetano Cario (5) e Walter Petruzziello (3). Cario è il nuovo consigliere subentrato a Macrì quale primo dei non eletti in Argentina. Il posto finora tenuto da Cario come rappresentante della FUSIE nell’ambito del CGIE sarà ricoperto da Domenico De Sossi, che della stessa Federazione unitaria della stampa italiana all’estero è presidente.

Da segnalare infine l’intervento del presidente della Commissione Scuola e Cultura che, alla ripresa del dibattito nel pomeriggio, ha presentato lo stato dei lavori dell’indagine, commissionata dal CGIE, sui giovani italiani all’estero. Padre Graziano Tassello, dopo aver ricordato che l’inchiesta punta ad accertare gli aspetti qualitativi della presenza giovanile nel mondo, ha sottolineato come a tutt’oggi, nonostante lo studio interessi 16 Paesi, manchino ancora le rilevazioni di alcune importanti Nazioni d’accoglienza, come ad esempio l’Australia e gli Stati Uniti. In questo contesto ai giovani italiani all’estero sono stati sottoposti specifici quesiti, finalizzati all’accertamento del loro modo di sentirsi italiani (italianità), del loro livello di partecipazione politica (voto) e delle tematiche di interesse comune che favoriscono l’aggregazione delle nuove generazioni. Dati di estremo interesse che, secondo Tassello, dovranno essere gestiti con la massima attenzione. (Lorenzo Zita-Inform)


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