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INFORM - N. 239 - 12 dicembre 2002

Tremaglia interviene in aula al Senato per raccomandare l’approvazione dell’emendamento sui minimi pensionistici per gli italiani all’estero

ROMA – "Sono il Ministro per gli italiani nel mondo e forse qualcuno se ne dimentica": nella seduta pomeridiana dell’11 dicembre, nell’aula di Palazzo Madama dove è in corso l’esame della legge finanziaria, Mirko Tremaglia ha preso la parola subito dopo il Sottosegretario alle Finanze Vegas al quale ha ricordato che alla Camera dei deputati era stato proprio lui ad accogliere un ordine del giorno, "il quale impegna il Governo a rispettare il dettato costituzionale dell’eguaglianza dei cittadini italiani, assumendo le misure necessarie per riconoscere, secondo giustizia ed equità, la parità in materia pensionistica ai nostri connazionali residenti all’estero, corrispondendo loro la differenza, per quanto riguarda il minimo pensionistico, tra 123,77 euro e 516,46 euro mensili, a partire dal 1° gennaio 2003, tenendo conto del costo della vita nei vari Paesi".

"Io faccio parte del Governo e quindi mi sento certamente impegnato", ha aggiunto Tremaglia, rivolgendosi a tutti i senatori, "senza distinzione di parte, perché si tratta degli interessi generali degli italiani nel mondo, recepiti in un emendamento al disegno di legge finanziaria".

Tremaglia ha messo in rilievo che l’emendamento, la mattina dello stesso giorno, era stato approvato all’unanimità dal CGIE riunito in Assemblea plenaria straordinaria, e che esso era stato predisposto "adottando tutti quei criteri, tutte quelle precauzioni indispensabili per ridurne il peso di carattere generale, tenendo conto, nell'attribuzione di questa maggiorazione sociale, anche di quello che è il costo della vita per ciascuna area geografica".

"E’ un problema di diritti - ha proseguito Tremaglia -; ricordo a tutti voi, perché ne siete stati partecipi, che, nel momento in cui gli italiani all’estero hanno ottenuto il voto, sono entrati nella Costituzione della Repubblica con tutti i loro diritti, non vi può essere disuguaglianza tra gli italiani residenti all’estero e gli italiani residenti in Italia. Tra l’altro, gli italiani all’estero già percepiscono dall’INPS i 123,77 euro mensili.

"Pertanto, attenzione: il mio è un richiamo, un atto dovuto. La spesa che si determina non è quella che era stata prevista di 350 miliardi di vecchie lire, ma è di 60 milioni di euro per tutti i cittadini italiani all’estero, per ottenere la differenza tra 123,77 e 516,46 euro, tenuto conto del costo della vita; 60 milioni di euro corrispondono a circa 120 miliardi di vecchie lire.

"Ho precisato ciò al sottosegretario Vegas non per una ragione polemica, ma soltanto come indispensabile promemoria per questo, come per altri emendamenti che sono stati presentati al Senato, che prevedono pochi miliardi di lire di spesa (8-9) per i Comites e il CGIE. Vi ringrazio e vi chiedo scusa - ha concluso Tremaglia che è stato applaudito anche dai banchi dell’opposizione - ma voi mi capirete benissimo e credo che comprenderete fino in fondo i diritti sacrosanti degli italiani all’estero". (Inform)


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