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INFORM - N. 238 - 11 dicembre 2002

CGIE - ASSEMBLEA STRAORDINARIA

DOCUMENTAZIONE

Franco Narducci - La relazione del Comitato di Presidenza del CGIE

Sono lieto di rinnovare al Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini le congratulazioni del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero per l’alto incarico di governo che gli è stato affidato, unitamente agli auguri di successo nell’affrontare gli snodi cruciali dell’attualità internazionale e nel portare avanti una politica estera incisiva, capace di offrire al mondo intero un contributo alle prospettive di pace, di sicurezza, di sviluppo e di rispetto dei diritti umani. Obiettivi che sentiamo profondamente nostri, perché con la nostra presenza in ogni parte del mondo abbiamo contribuito, spesso a caro prezzo e con grandi sacrifici, ad abbattere barriere, diffidenze e ostilità.

Questa assemblea plenaria sottopone all’attenzione del Governo e del Parlamento numerose questioni di grande rilievo, sicuramente non nuove perché in quest’ultimo anno hanno impegnato costantemente e con intensità il CGIE. Infatti, oltre all’organizzazione della Conferenza Stato -Regioni - Province autonome - CGIE e al lavoro successivo per la produzione del materiale utile al soddisfacimento dei dettati della Conferenza stessa, non abbiamo mai perso di vista i processi legislativi che toccano con forza le comunità italiane nel mondo. A questa categoria di attenzioni è lecito iscrivere in primo luogo i COMITES, gli organismi elettivi di rappresentanza degli italiani all’estero la cui nascita era stata accompagnata da un grande entusiasmo e dal sostegno genuino dell’associazionismo storico. Su tali sentimenti hanno preso da tempo il sopravvento frustrazioni e senso d’impotenza al cospetto dell’assoluta scarsezza di mezzi e di strumenti operativi, e qualche volta di fronte all’insensibilità o ostilità dell’amministrazione.

I COMITES soffrono di tante cose ma soprattutto dell’esiguità dei mezzi finanziari e dell’estremo ritardo delle poche risorse a loro dirette, uno stato di cose che il CGIE ha denunciato per l’ennesima volta poche settimane or sono con una lettera indirizzata ai Ministri Frattini e Tremaglia e ancor prima in sede di parere obbligatorio nella Legge Finanziaria 2003.

Legge di riforma dei COMITES

Le procedure per accelerare l’erogazione dei fondi e l’accentramento dei finanziamenti dei COMITES in un unico capitolo di spesa gestito dalla Direzione Generale degli italiani all’Estero e Politiche Migratorie potranno, se attuati, migliorare considerevolmente il funzionamento di questi organismi. Ma per assicurarne operatività e possibilità di intervenire sulle questioni di rilievo riguardanti le collettività italiane emigrate occorrono strumenti che l’attuale legge istitutiva non offre. Occorre anche ridefinirne i compiti, soprattutto alla luce dei grandi cambiamenti che hanno attraversato molte nazioni dove risiedono i nostri connazionali, dei processi d’integrazione, della forte mobilità geografica e professionale che caratterizza i mercati del lavoro.

Forti di tali convinzioni, abbiamo lavorato durante vari mesi ad un progetto di riforma della Legge istitutiva dei COMITES, attivando anche un processo di consultazione a livello mondiale. Nello scorso mese di marzo abbiamo approvato uno schema della Legge di riforma, trasmettendolo poi al Governo e ai Gruppi Parlamentari affinché fosse instradato nell’iter legislativo e portato ad approvazione in tempo utile per il rinnovo dei COMITES alla scadenza del loro mandato, prevista al 30 giugno 2003.

Il nostro impegno non ha purtroppo riscosso solerti attenzioni, visto che il testo approvato dal CGIE ha subito modifiche inaccettabili da parte dell’Ufficio Legislativo del MAE e non ha ancora superato il concerto interministeriale dei Ministeri interessati. Il Comitato di Presidenza del CGIE è fermamente convinto che le elezioni per il rinnovo dei COMITES debbano essere indette nei tempi e nei modi dettati dalla scadenza del 30 giugno 2003 ed auspica quindi che l’assemblea fornisca un’indicazione chiara al Governo che, volendo, ha ancora il tempo per portare ad una rapida approvazione il disegno di Legge.

Promuovere la lingua italiana, riformare la Legge 153/1971

Al Governo chiediamo che affronti con altrettanta decisione la riforma della Legge 153 del 1971. Dopo un avvio molto deciso, che prometteva di cancellare in un colpo solo il ritardo ventennale della riforma di questa importantissima Legge, l’Ufficio Legislativo ha bloccato l’iter del testo di riforma.

Dobbiamo ribadire ancora una volta le risoluzioni della 1^ Conferenza degli italiani nel mondo e quelle più recenti assunte in sede di Conferenza Stato - Regioni - Province autonome – CGIE, che hanno rimarcato ancora una volta la necessità di recuperare la cultura della memoria per dare visibilità alla storia dell’emigrazione, ed anche di quanto sia importante approfondire la relazione che intercorre tra la cultura e la scoperta o riscoperta delle radici, soprattutto in un contesto di uniformazione globale che coinvolge anzitutto le terze e quarte generazioni.

Con i Piani Paesi abbiamo creato uno strumento significativo per affrontare le situazioni nella loro specificità e soprattutto in una prospettiva armonica. Ma questo positivo passo in avanti rischia di essere vanificato dall’assenza di una incisiva politica culturale, adeguata al nostro grande patrimonio e alla forte domanda che si registra ovunque all’estero.

Abbiamo il dovere, infatti, di dare anzitutto risposta alla necessità più volte denunciata di nuovi strumenti normativi, di snellire le procedure contabili, di certificare gli standard qualitativi e di rendere più sicuri e rapidi i finanziamenti.

La riforma della legge 153 riveste priorità assoluta per mettere riparo a situazioni scandalose che si registrano in molti Paesi, di fronte a manifeste e gravi violazioni della legislazione del lavoro. È inaccettabile, infatti, che il personale docente degli interventi scolastici affidati agli Enti Gestori debba attendere vari mesi per la remunerazione del lavoro svolto; una situazione abnorme, imputabile ai ritardi cronici con cui lo Stato italiano eroga i contributi destinati alle attività scolastiche. Le forme ibride che disciplinano allo stato attuale l’inquadramento contrattuale dei docenti occupati negli interventi scolastici per i figli dei cittadini italiani, sono anche alla base di evidenti disuguaglianze a parità di prestazioni, che soltanto un riassetto normativo adeguato potrà eliminare. Il CGIE invita quindi il Governo e l’Amministrazione ad aprire con sollecitudine un tavolo tecnico per la riforma della 153, al quale confidiamo sarà invitato anche il CGIE.

Sul piano della promozione e diffusione della lingua e della cultura italiana abbiamo apprezzato lo spirito di apertura che molte Ambasciate hanno manifestato nella stesura dei Piani Paesi, una condizione che potrà produrre maggiori frutti e garantire più chiarezza e trasparenza se le rappresentanze dell’emigrazione e le parti cointeressate saranno consultate già in fase di impostazione ed elaborazione dei Piani Paesi. In ogni caso, vogliamo rinnovare anche in questa assemblea l’invito a completare il quadro del personale scolastico dirigente per garantire la l’efficacia e la qualità degli interventi scolastici.

Conferenza dei giovani, un impegno che dobbiamo onorare

Sempre sul versante delle iniziative che devono avere uno sbocco a livello legislativo, è continuato il nostro impegno per la realizzazione della "Conferenza dei giovani italiani e di origine italiana nel mondo", un obiettivo che rientra tra le risoluzioni della 1° Conferenza degli italiani nel mondo celebrata esattamente due anni fa. Proprio in questi giorni, infatti, abbiamo inoltrato all’Ufficio Legislativo del gabinetto del Ministro degli affari esteri e del Ministro per gli italiani nel mondo uno schema rielaborato del Disegno di Legge – invero molto semplice – unitamente alla relazione illustrativa, alla relazione tecnica e tecnico normativa, e al preventivo di spesa.

L’attenzione del CGIE verso il mondo giovanile italiano si è manifestata sul piano concreto anche con l’indagine che tre istituti di ricerca stanno realizzando in sedici Paesi del mondo, di cui parleremo nel corso di quest’assemblea, e con lo spazio di discussione e di riflessione riservato al progetto in alcune riunioni delle nostre Commissioni continentali.

D’altronde, credo che ognuno di noi abbia ancora in mente le parole straordinariamente significative pronunciate nella 1° Conferenza degli italiani nel mondo dal Presidente della Repubblica Azeglio Ciampi, con il richiamo all’impegno di vivere con intensità l’identità italiana nei valori morali e nell’unica continuità storica. "Chi è italiano, porta la propria origine con orgoglio anche a distanza di generazioni" aveva affermato il Presidente.

Il nostro progetto ha suscitato un vivo interesse anche tra le Regioni italiane: alcune di esse hanno offerto supporto per l’organizzazione della Conferenza dei giovani e disponibilità ad ospitarla.

Ci rivolgiamo allora alle delegazioni del Parlamento qui presenti affinché ci aiutino a rendere più celere l’iter di approvazione della Legge, ricordando anche che la copertura finanziaria è assicurata nella Legge Finanziaria 2003

Conferenza Stato-Regioni-Province autonome-CGIE

In tema di Conferenze, devo richiamare la grande disponibilità che molti rappresentanti delle Regioni, delle autonomie locali e dello Stato hanno offerto al CGIE fin dallo scorso mese di aprile, unitamente ad un impegno incessante per dare seguito e risposte alle risoluzioni della Conferenza Stato-Regioni-Province autonome-CGIE. Desidero ringraziarli tutti con un applauso per la collaborazione offerta.

Come noto il Gruppo di lavoro ha esaurito il proprio compito ed ha presentato all’attenzione del Presidente del Consiglio, dei Ministri, dei Presidenti delle Regioni, delle Province autonome e dell’Amministrazione la documentazione elaborata che vuole rappresentare una piattaforma operativa, secondo anche le indicazioni scaturite nell’Assemblea Plenaria dello scorso mese di luglio. Avremo modo di parlarne diffusamente durante questa assemblea, soprattutto per gli indirizzi che si vorranno dare alla Conferenza e per l’intreccio con il progetto di riforma della Legge istitutiva del CGIE che detti indirizzi indubbiamente comportano.

In questa relazione del Comitato di Presidenza all’attenzione dell’assemblea desidero richiamare in sintesi gli obiettivi della Conferenza cui il gruppo di lavoro ha adempiuto:

  1. Schema di Legge di principi, cui si dovrà attenere la competenza legislativa regionale in materia di rapporti con le proprie comunità all’estero.
  2. Schema di Legge sul Fondo Nazionale, che in ogni caso acquista carattere di urgenza dal momento che la Legge Finanziaria 2003 ha già previsto un accantonamento di fondi al riguardo.
  3. Bozza di emendamenti al DDL sullo sportello per l’internazionalizzazione, di cui si sottolinea una non maggior urgenza dovuta all’iter legislativo già avviato.
  4. Indirizzi per la Legge di riforma del CGIE e della Conferenza Permanente.
  5. Costituzione del Segretariato, un obiettivo da realizzare e soddisfatto transitoriamente dal gruppo di lavoro che aveva preparato la Conferenza.

 

Non intendo anticipare il dibattito che seguirà, ma desidero ribadire l’esigenza che molti avevano sottolineato nella fase di preparazione della Conferenza e cioè l’esigenza di una politica per l’emigrazione capace di aggredire i nodi di fondo e soprattutto di collocarsi in una dimensione prospettiva futura mantenendo forte il legame con la rete di presenze italiane nel mondo.

Signor Ministro Frattini, Signor Ministro Tremaglia, Signori Parlamentari,

Come tutti gli italiani seguiamo intensamente anche dall’estero le vicende economiche del nostro Paese e le difficoltà che sono anche delle nazioni in cui viviamo, poiché fatte salve poche eccezioni stiamo attraversando una fase recessiva mondiale. La Legge finanziaria 2003 che il Parlamento si appresta ad approvare definitivamente non può ad ogni modo penalizzare i capitoli di spesa riguardanti l’emigrazione, poiché non basta più ripetere che la comunità italiane all’estero sono una "risorsa strategica" e costituiscono un alto potenziale economico.

Nel parere espresso dal CGIE sulla Legge finanziaria 2003, avevamo richiamato che accanto ai diritti di cittadinanza e alla tutela che lo stato deve garantire a tutti gli italiani - anche a quelli residenti all’estero -, gli stanziamenti destinati alle comunità italiane emigrate devono contribuire a creare dove non esiste, e a preservarlo dove è presente, un vantaggioso sistema di relazioni con l’Italia, che però si deve configurare in un doppio binario di andata e ritorno coniugando anzitutto i valori e la storia dell’emigrazione con le capacità imprenditoriali esistenti in Italia e con il vasto patrimonio culturale italiano.

Dalla qualità e dall’intensità di dette relazioni dipendono aspetti fondamentali che incidono sulla bilancia commerciale e dei pagamenti italiana, come il turismo di ritorno, le rimesse dirette e gli investimenti, il mercato diretto e indiretto di beni e servizi italiani all’estero, l’emigrazione tecnologica.

Ho voluto concludere questo intervento richiamando l’importanza che i capitoli di spesa della Finanziaria rivestono per le nostre comunità e per l’ltalia, nella consapevolezza che la posta in gioco è alta.

Signor Ministro Frattini,

avviandomi a conclusione, devo sottolineare l’importanza della Direzione Generale degli Italiani all’Estero e Politiche Migratorie per tutte le vicende e le questioni che riguardano l’attività del Consiglio Generale.

Ringraziamo sinceramente il Ministro Ronca che da vari mesi guida la Direzione Generale ed ha mantenuto il costruttivo rapporto con il CGIE.

Vogliamo augurare che sia ufficializzata al più presto la nomina del Direttore, prendendo in considerazione anche l’esperienza diretta dell’intera materia emigrazione. (Franco Narducci, Segretario Generale del CGIE)

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