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INFORM - N. 238 - 11 dicembre 2002

Aperti alla Farnesina i lavori dell’Assemblea Straordinaria del CGIE

Tremaglia: "Se l’emendamento alla Finanziaria sull’innalzamento dei minimi pensionistici per i nostri connazionali non viene approvato esco dal Governo"

ROMA - Che questo CGIE sarebbe stato del tutto particolare lo si era capito sin dalla vigilia. Le imminenti elezioni dei Comites e l’incertezza sulla riforma della legge istitutiva,come pure le questioni legate all’approvazione della legge finanziaria non facevano infatti presagire un tranquillo dibattito. Ma che i lavori dell’Assemblea Straordinaria si sarebbero aperti con una specie di "ultimatum" al Governo ed al Parlamento del Ministro per gli Italiani nel mondo pochi potevano immaginarlo.

Un’aperta minaccia di dimissioni da parte di Mirko Tremaglia che potrà essere scongiurata solo dall’inserimento nella Finanziaria di uno specifico emendamento (dopo alcune polemiche procedurali il CGIE ha deciso all’unanimità con pochi astenuti di appoggiare la proposta del Ministro) che preveda la concreta estensione agli italiani all’estero della maggiorazione della pensione sociale, sia pure legandone l’importo alla comparazione tra il potere d’acquisto in Italia e nella zona geografica di residenza.

"Adesso che l’esercizio di voto per gli italiani all’estero è divenuto realtà - ha infatti sottolineato Tremaglia ribadendo di fronte ai rappresentanti della stampa quanto aveva detto poco prima di fronte ad un’attenta Assemblea - i diritti dei nostri connazionali, sanciti dalla Costituzione, devono essere rispettati. La maggiorazione a 516 euro (il milione al mese) della pensione spetta di diritto ai nostri connazionali nel mondo. Abbiamo studiato ed inserito in un emendamento alla Finanziaria 2003, attualmente in discussione al Senato, apposite modalità di parametrazione dell’adeguamento pensionistico che tengano conto del costo della vita del Paese d’accoglienza. Su questo - ha aggiunto il Ministro ripetendo ancora una volta che è intenzionato a dimettersi nel caso di non accoglimento da parte del Senato dell’emendamento - gioco la carta definitiva. Il Governo ha detto sì alle nostre proposte, ma tra il dire e il fare…".

La relazione del Ministro Frattini: tra le priorità la promozione dell’identità italiana nel mondo

L’improvvisa "dichiarazione di guerra" di Mirko Tremaglia è giunta dopo la relazione - il primo intervento nella veste di Presidente del CGIE - del neo Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini . Dopo aver ricordato la necessità di garantire ai nostri connazionali all’estero le migliori condizioni possibili per l’esercizio del voto politico, Frattini ha sottolineato che la Farnesina ed il Governo si impegneranno a tutto campo per far sì che le ormai prossime elezioni dei Comites abbiano luogo sulla base di una nuova legge. Al fine di promuovere l’identità italiana nel mondo e di sviluppare un nuovo e moderno legame comunicativo tra l’Italia e le comunità all’estero, dal Ministro sono state inoltre illustrate una serie di iniziative, come ad esempio l’attivazione di un particolare rapporto tra la rete consolare ed i 353 parlamentari di origine italiana nel mondo, lo sviluppo di fattive collaborazioni tra gli ospedali italiani all’estero ed i centri di eccellenza sanitaria del nostro Paese e l’organizzazione della Prima Conferenza degli scienziati italiani e di origine italiana nel mondo. Un appuntamento, quest’ultimo, che potrebbe assumere cadenza annuale.

Tra gli obiettivi prioritari del Governo anche l’insegnamento dell’italiano nel mondo - verrà predisposto insieme al CGIE un articolato progetto di riforma della legge 153/71 - e la valorizzazione dei progetti, finanziati dal Fondo Sociale Europeo, che coinvolgono le nostre collettività nel processo di sviluppo dell’Italia ed in particolare del Mezzogiorno. Per quanto riguarda invece la crisi argentina dal Ministro è stato elogiato il lavoro di sostegno svolto dall’Unità di coordinamento delle Regioni ed è stata sottolineata la necessità di fronteggiare la crescente domanda di cittadinanza italiana attraverso un concreto adeguamento degli organici e delle risorse della nostra rete diplomatico-consolare. In questa ottica andrà inoltre valorizzata la doppia cittadinanza - a partire da prossimo 22 dicembre i cittadini italiani che acquisteranno la cittadinanza in Germania potranno conservare anche quella italiana -. e l’immagine dei nostri uffici consolari che dovranno operare sia per migliorare l’erogazione dei servizi in favore dei nostri connazionali, sia per promuovere nel mondo l’economia e la cultura del nostro Paese.

Narducci: se c’è volontà politica, la riforma dei Comites si può ancora fare in tempo utile

Ha poi preso la parola il Segretario generale del CGIE Franco Narducci che, dopo aver auspicato l’accentramento dei finanziamenti dei Comites in un unico capitolo di spesa gestito dalla Direzione Generale degli Italiani all’Estero, ha ricordato come il progetto di riforma elaborato dal CGIE, restato fermo a lungo, oltre a subire "inaccettabili modifiche" da parte dell’ufficio legislativo del MAE, sia ancora in attesa del concerto interministeriale. Una fase di stallo che, secondo il rappresentante del CGIE, dovrà essere superata al più presto per garantire che la prossima elezione dei Comites avvenga con la nuova legge.

Da Narducci è stata inoltre invocata sia la creazione di un tavolo tecnico per la riforma della legge 153/71, sia un coinvolgimento maggiore delle nuove generazioni che si concretizzerà nella realizzazione della Conferenza dei giovani italiani e di origine italiana nel mondo. Un appuntamento che ha suscitato anche l’interesse di numerose Regioni e che il CGIE sta già preparando. A tale scopo è stato presentato all’ufficio legislativo del MAE un apposito disegno di legge ed è stata avviata la realizzazione di una specifica ricerca, presso 16 Paesi d’accoglienza. sul mondo dei giovani italiani all’estero.

Dopo aver illustrato i positivi risultati del gruppo di lavoro che ha elaborato gli obiettivi primari della Conferenza Stato-Regioni-Province autonome-CGIE, il Segretario generale ha concluso la sua relazione ribadendo che la legge finanziaria 2003, attualmente in discussione al Senato, non dovrà in alcun modo penalizzare i capitoli di spesa riguardanti l’emigrazione.

Gli interventi dei parlamentari all’Assemblea del CGIE

Il dibattito della mattinata, nonostante una breve interruzione dei lavori dovuti ad una rumorosa manifestazione di protesta dei dipendenti del MAE - sono state richieste dai manifestanti maggiori risorse per il personale ed un più efficace funzionamento della Farnesina - il presidente della Commissione bicamerale di controllo sull’attività degli Enti previdenziali, senatore Amoruso, ha auspicato la creazione di una fattiva collaborazione, tra il CGIE e l’organo collegiale da lui presieduto, che consenta l’approfondimento delle numerose problematiche previdenziali dei nostri connazionali nel mondo.

Dopo gli interventi del senatore Pellicini segretario della Commissione Esteri e del senatore Gubert che ha evidenziato la positiva simbiosi tra tradizione e modernità insita nelle nostre comunità, il segretario della Commissione Esteri della Camera Laura Cima, pur esprimendo dubbi sulla possibilità che l’emendamento alla Finanziaria sui minimi pensionistici possa essere approvato, ha ribadito pieno appoggio all’azione del Ministro Tremaglia, che si svolge ancora senza il supporto di uno specifico dipartimento. Dall’on. Bobo Craxi è invece giunto il monito a non considerare più, dopo l’approvazione del diritto di voto, gli italiani all’estero come cittadini di serie B.

Il dibattito pomeridiano su Comites e pensioni all’estero

La seduta pomeridiano dell’Assemblea è stata invece caratterizzata dagli interventi dei Consiglieri sulla relazione del Governo, sulle procedure per gli aumenti pensionistici e sulla spinosa questione del rinnovo dei Comites. La seduta si è aperta con l’intervento del membro del Comitato di presidenza Marco Fedi che, dopo aver ricordato il preoccupante blocco della riforma del CGIE e la necessità di un maggiore impegno del Governo in favore dell’Argentina, ha proposto al Consiglio l’adozione di nuove e più radicali forme di lotta, come ad esempio la presentazione di dimissioni di massa da parte del CGIE.

Preoccupazioni, quelle di Marco Fedi, che sono state condivise anche da Norberto Lombardi. Per il rappresentante dei Ds la guerra interna tra le varie Direzioni Generali del Mae sembra infatti ormai prevalente rispetto alla necessità di portare avanti una concreta riforma dei Comites e della legge 153 sui corsi di lingua e cultura. In questo contesto, secondo Lombardi, sarebbe stato comunque auspicabile la presentazione da parte del CGIE di un documento comune volto a recepire, oltre a quello sui 516 euro, tutti gli emendamenti alla finanziaria proposti dal Consiglio Generale.

Una forte ed unitaria presa di posizione, finalizzata al superamento delle problematiche comuni, è stata auspicata anche dal Presidente della Commissione Informazione e Comunicazione Bruno Zoratto. Il rappresentante della Germania, dopo aver sottolineato la necessità di percorrere ogni strada possibile per il raggiungimento di una migliore copertura pensionistica dei connazionali all’estero, ha evidenziato come a tutt’oggi sia ormai improrogabile una fattiva razionalizzazione della rete consolare italiana, sia per quanto riguarda la gestione delle risorse, sia per quanto concerne l’impiego operativo del personale. Una limitazione degli sprechi che, in vista dell’impegno comunicativo ed informativo imposto dalla legge sul voto, dovrà divenire ancora più rigoroso. Un appello per il superamento delle varie fazioni del CGIE è stato lanciato anche da Padre Graziano Tassello. Il Presidente della Commissione Scuola e Cultura ha inoltre espresso preoccupazione per l’atteggiamento delle autorità svizzere nei confronti dell’insegnamento dell’italiano, per la futura riforma della legge 153 e per le modalità di attuazione del Conferenza dei giovani italiani nel Mondo.

Dopo l’intervento del consigliere Andrea Amaro, volto ad auspicare la nascita di un forte ed indipendente CGIE che possa apertamente dialogare con le istituzioni, il Presidente della Commissione per la Sicurezza e Tutela Sociale Dino Nardi ha ribadito le sue perplessità sull’emendamento accolto dal CGIE, inerenti l’adeguamento delle pensioni all’estero a decorrere dal 1 gennaio 2003 ed il collegamento tra l’entità dell’esborso ed il costo della vita del Paese d’accoglienza. Ha poi segnalato significativi ritardi nell’applicazione della riforma dei Patronati. Sulla stessa linea l’intervento del responsabile della Margherita per gli italiani all’estero senatore Franco Danieli che ha in primo luogo evidenziato il rischio che l’emendamento Tremaglia - che tra le altre cose peserà sul bilancio del Mae per 60 milioni di euro - possa creare una reale discriminazione tra i cittadini in Patria e quelli nel mondo. Una pericolosa discrepanza che, secondo Danieli, si presenta anche in altre parti della Finanziaria con rilevanti riduzioni di investimenti in tutti i settori strategici (assistenza, attività culturali, cooperazione, censimento, insegnamento della lingua) dell’emigrazione italiana. (Lorenzo Zita-Inform)


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