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INFORM - N. 235 - 6 dicembre 2002

Una dichiarazione del Presidente nazionale delle ACLI Luigi Bobba: "Devolution, una brutta giornata"

ROMA - "Non so se l’approvazione del disegno di legge Bossi sulla devolution sarà ricordata come una giornata storica; certamente non è stata una bella giornata. Quando si vogliono cambiare le regole sul Paese a colpi di maggioranza, non c’è mai da aspettarsi nulla di buono. Così era stato con la riforma del titolo V della Costituzione da parte dell’Ulivo al termine della scorsa legislatura, così è anche per questa devolution pasticciata approvata ora dal Senato. Lo ha dichiarato il presidente nazionale delle ACLI Luigi Bobba. "Questa riforma - ha proseguito Bobba -, andando a sovrapporsi a quella già in vigore, non farà che aggravare la confusione, alimentare l’incertezza o provocare altri conflitti tra i poteri dello Stato. Infatti, con l’introduzione della riforma voluta dall’Ulivo, i conflitti tra Regioni e Stato sono cresciuti del 50%, e stanno ormai paralizzando il lavoro della Corte Costituzionale. Occorre prendere una pausa di riflessione: si fermi il percorso parlamentare della devolution e si congeli l’applicazione del Titolo quinto. E tutti insieme - maggioranza e opposizione - si dia vita ad un percorso costituzionale che corregga le norme incerte e affrettate contenute nella riforma dell’Ulivo e le integri con alcuni dei contenuti della devoluzione.

"Sarebbe auspicabile - ha concluso il presidente delle ACLI - riprendere la proposta recentemente formulata dalla Fondazione Donat Cattin: si dia vita ad una "Convenzione per le riforme", un organismo analogo a quello della Convenzione europea per scrivere le regole necessarie a risolvere le molte anomalie del caso italiano. Una Convenzione composta da rappresentanti parlamentari, del Governo, delle Regioni ma anche delle forze sociali. Un modo per guardare al Paese non con la logica dello scontro, ma all’insegna di un federalismo cooperativo e solidale". (Inform)


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