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INFORM - N. 235 - 6 dicembre 2002

All’ICE un convegno sulle prospettive del commercio internazionale

Urso: Tra i nodi da sciogliere la tutela dei prodotti di punta del sistema agroalimentare italiano

ROMA - Il comparto agro alimentare italiano è il terzo in termini di fatturato dopo quelli metalmeccanico e dell’abbigliamento. Il valore della produzione supera gli 85 miliardi di Euro, pari al 7,2% del PIL. Nel 2001 le esportazioni delle 80.000 piccole e medie imprese italiane, che in questo settore danno lavoro a quasi mezzo milione di persone, hanno raggiunto i 16,4 milioni di Euro. Un trend positivo, tra gennaio e giugno del 2002 le esportazioni sono cresciute dell’1,5%, che pone stabilmente l’Italia, con una quota sul commercio mondiale del 4%, al settimo posto nella classifica dei Paesi più attivi nel settore dell’interscambio agro alimentare. Questi i dati salienti che emergono del Convegno internazionale, promosso dal Ministero delle Attività Produttive e dall’Istituto nazionale per il Commercio Estero (ICE), dal titolo "L’Italia, l’Unione Europea e il WTO: denominazioni geografiche e tutele nel commercio internazionale". Un intenso dibattito finalizzato all’approfondimento delle problematiche del settore agro alimentare, come ad esempio la negoziazione di un sistema multilaterale di notifica e registrazione delle indicazioni geografiche per i vini e gli alcolici, che le trattative internazionali della IV Conferenza ministeriale di Doha, svoltasi nel novembre del 2001, ha lasciato in sospeso. Una necessità, quella di tutelare le produzioni agro alimentari di qualità, che sta particolarmente a cuore all’Italia. Attualmente infatti sono 117 i prodotti alimentari a denominazione protetta del nostro Paese che diffondono nel mondo il tipico gusto della cucina italiana. Una questione di assoluto rilievo - il nodo del pieno riconoscimento internazionale dei nostri prodotti dovrà essere risolto prima della prossima Conferenza Ministeriale che si svolgerà in Messico nel settembre 2003 - che è stato sottolineato anche dal Vice Ministro delle Attività Produttive Adolfo Urso.

"Il nostro primo obiettivo - ha sottolineato Urso - è quello di raggiungere il pieno riconoscimento e la tutela dei prodotti di origine controllata, e cioè delle cosiddette indicazioni geografiche, non solo per quel che riguarda i vini e gli alcolici ma anche per l’intera produzione agro alimentare di qualità. Tutto questo deve avvenire insieme ad una maggiore apertura dei mercati. Noi vogliamo più regole e maggiori tutele, non tanto e non solo per i produttori ma anche e soprattutto per i consumatori finali. I cittadini devono avere la possibilità di scegliere con responsabilità e consapevolezza i propri prodotti. Crediamo che l’Italia, dovendo presiedere l’Unione Europea proprio nei mesi in cui si svolgerà la V Conferenza Mondiale del WTO, debba assumere in questo contesto un ruolo da protagonista". "Noi riteniamo - ha proseguito Urso dopo aver ricordato che il vertice preparatorio della Conferenza tra i Ministri del Commercio Estero dell’UE si terrà il prossimo luglio in Italia - che l’Europa abbia intrapreso la strada giusta e stia svolgendo un ruolo di grande responsabilità presso gli organismi internazionali ed in modo specifico nell’ambito del round negoziale. Proprio per questo auspichiamo che anche gli Stati Uniti, che negli ultimi mesi hanno adottato nei settori agricoli ed industriali nuove misure protezionistiche, tornino a muoversi nella direzione degli impegni assunti nella Conferenza di Doha".

Urso ha concluso esprimendo l’auspicio che "su questa innovativa strada di apertura l’Unione Europea possa assumere quel ruolo da protagonista che le permetta di regolare in qualche modo la globalizzazione e quindi di tutelare i Paesi più deboli. L’Europa può farlo, come ha recentemente dimostrato con l’accordo sui medicinali salvavita. Un’intesa, fondamentale per la lotta all’AIDS nei Paesi più poveri, che dovrà essere attuata nei modi e nei tempi prestabiliti".

Un punto fermo, la tutela della qualità dei prodotti italiani nel mondo, che è stata ribadito anche dal Presidente dell’ICE Beniamino Quintieri. Dopo aver ricordato il positivo trend dell’export agro alimentare italiano, ha sottolineato sia la costante azione di monitoraggio internazionale svolta dall’Istituto, sia la necessità di un concreto coordinamento - al momento le risorse pubbliche del settore sono gestite da oltre 200 tra Ministeri, Istituti, Regioni ed Enti territoriali - dell’attività di promozione verso l’estero dell’intero paniere della produzione italiana. Una realtà commerciale che incontra nel mondo un crescente gradimento e che, secondo Quintieri, dovrà essere protetta con vigore dalle contraffazioni alimentari. Veri e propri inganni che ledono l’immagine dell’Italia nel mondo e finiscono per danneggiare sia i produttori che i consumatori. (Lorenzo Zita-Inform)


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