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INFORM - N. 234 - 5 dicembre 2002

Un intervento di Dino Nardi (CGIE): Innovo Comites: che fare? Con la nuova legge, altrimenti tutti a casa

ZURIGO - Lo scorso giugno, dopo cinque anni di legislatura, dovevano esserci state le elezioni per il rinnovo dei Comites. Invece non si sono tenute poiché il parlamento italiano, raccogliendo una richiesta in tal senso del Cgie, dei Comites e del mondo degli italiani all’estero, a tempo debito, aveva rinviato di un anno le elezioni per consentirne il rinnovo con la nuova legge di riforma.

Purtroppo è trascorso un anno dal rinvio e la nuova legge non c’è ancora e siamo, oggi, di fronte al dilemma: che fare? Andiamo a rinnovare i Comites a giugno 2003 con un anno di ritardo e sempre con la vecchia legge, oppure chiediamo al governo ed al parlamento un ulteriore rinvio al 2004? Per dare una risposta a questo quesito è opportuno, a mio avviso, fare alcune considerazioni in premessa.

  1. I Comites ed il Cgie, in quanto organismi istituzionali politici, rappresentativi degli italiani all’estero, avranno, ben presto, un ruolo ancora più importante a seguito dell’elezione di 18 parlamentari da parte dei cittadini italiani residenti all’estero, diventando dei punti indispensabili di riferimento per gli eletti nell’area geografica che li ha espressi.
  2. I Comites, peraltro, per i ben noti motivi, stanno ormai vivacchiando nell’indifferenza degli emigrati più anziani ed ancor di più delle generazioni successive che, spesso, ne ignorano addirittura l’esistenza.
  3. I Comites hanno, pertanto, un urgente bisogno di essere rivitalizzanti:

a) con energiche trasfusioni di sangue nuovo offerto da donatori giovani che, nel mondo degli italiani all’estero, non sono i ventenni (come spesso si crede erroneamente), bensì i trentenni ed i quarantenni;

b) rendendoli ancora più autorevoli ed importanti agli occhi delle comunità italiane ed in questo gioca un ruolo importante, da un lato, la qualità dei componenti dei Comitati e, dall’altro, il riconoscimento effettivo del ruolo dei Comites da parte dei Capi delle Rappresentanze diplomatiche italiane che, invece, non di rado, li trascurano o li ignorano sia in manifestazioni ufficiali che nei loro rapporti con le autorità locali.

A questo proposito, per esempio, va sottolineata l’encomiabile iniziativa del Console Generale d’Italia di Zurigo che, con una sua lettera ufficiale ha accreditato tutti i corrispondenti consolari che operano nella Circoscrizione di Zurigo presso le rispettive Amministrazioni comunali elvetiche. Viene spontaneo domandarsi perché un’analoga iniziativa non venga presa ovunque ed anche per accreditare, a maggior ragione, i Comites.

Per una rivitalizzazione dei Comites necessita, altresì, anche una scossa che dia agli italiani all’estero un segnale di novità come potrebbe esserlo la tanto attesa nuova legge di riforma di questi organismi che, laddove recepisse le proposte degli stessi Comites e del Cgie, pur non essendo rivoluzionaria, introdurrebbe comunque delle novità apprezzabili come, per esempio:

Ma la novità maggiore, tra quelle proposte, è, ovviamente, quella che prevede l’elezione dei Comites attraverso il voto per corrispondenza, conformemente a quanto ha già previsto la legge sul voto all’estero.

Ebbene, da questa premessa, sempre a mio modesto avviso, ritengo che sarebbe una vera follia andare a votare per il rinnovo dei Comites con la vecchia legge poiché si rischierebbe di avere una ridottissima partecipazione al voto con tutte le conseguenze negative che ne potrebbero derivare a livello di rappresentatività e di immagine per i nuovi Comites, con reazioni prevedibili da parte, soprattutto, di coloro che da sempre sono stati contrari al voto all’estero, ma anche di quelli che in parlamento hanno votato a favore del voto ma… turandosi il naso!

Mentre, anche solo per la grossissima novità del voto per corrispondenza, tenendo conto che mai gli italiani, né in patria né all’estero, hanno utilizzato questo sistema, se votassimo con la nuova legge, ritengo che la partecipazione sarebbe, quantomeno, più che dignitosa e certamente maggiore delle precedenti.

Cosicché rinnovando i Comites con la nuova legge e con il voto per corrispondenza avremmo anche, da un lato, dei Comites più rappresentativi e quindi politicamente più forti e, dall’altro, la possibilità di poter collaudare questo nuovo sistema di votazione con un organismo che, sia pure importante, non è certamente da paragonare con il parlamento per il quale saremo chiamati ad esprimerci nel 2006. Per cui eventuali magagne dovute magari all’anagrafe consolare o al sistema postale, oppure ad altre cause, non sarebbero, poi, così gravi e ci sarebbe tutto il tempo per porvi rimedio entro le elezioni politiche del 2006.

Alle obiezioni di chi teme che un ulteriore rinvio di un anno possa non servire ad avere la nuova legge e si pone la domanda di cosa accadrebbe in quel caso, si può rispondere che se ciò accadesse, esattamente tra un anno, nel dicembre 2003, si potrà reagire con delle forti iniziative di protesta come, per esempio, le dimissioni contemporanee di tutti i Comites e dello stesso Cgie! (Dino Nardi*-Inform)
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* Presidente della Commissione Sicurezza e Tutela Sociale del CGIE


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