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INFORM - N. 234 - 5 dicembre 2002

Riprende alla Camera l’esame della proposta di legge sul rientro in Patria dei lavoratori di origine italiana residenti all’estero

Il Comitato dei Pareri della Commissione Affari Costituzionali dice sì al provvedimento ma con alcune osservazioni

ROMA - Dopo una lunga pausa è ripreso il dibattito parlamentare sul provvedimento, proposto dal deputato leghista Giancarlo Giorgetti, che introduce alcune agevolazioni fiscali finalizzate al rientro in Patria dei lavoratori italiani ed oriundi residenti all’estero. L’iter del provvedimento - interrotto dopo la seduta del 24 ottobre alla Commissione Finanze che portò all’approvazione di numerosi emendamenti tra cui quello che limitava l’applicazione della normativa ai cittadini italiani e agli oriundi residenti in Paesi diversi dalla quelli della Comunità Economica Europea - è ripreso il 28 novembre al Comitato dei Pareri della Commissione Affari Costituzionali. La discussione si è aperta con l’intervento del relatore Giulio Schmidt (Forza Italia) che nell’illustrare il contenuto del nuovo testo, risultante dagli emendamenti approvati dalla VI Commissione, ha sottolineato la necessità di evidenziare, al fine di chiarire l'esatto ambito applicativo della normativa, quali siano i presupposti in presenza dei quali il lavoratore straniero possa considerarsi di "origine italiana".

Per ovviare a questa indeterminatezza dal relatore è stata quindi proposta l’introduzione di una specificazione analoga a quella utilizzata nell'articolo 21 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, così come modificato dall'articolo 17 della legge 30 luglio 2002, n. 189. Da Schimdt è stata inoltre rilevata, al fine di migliorare il coordinamento tra le diverse fonti normative che si occupano della materia, l'opportunità di inserire clausole di coordinamento anche tra l'articolo 1 del provvedimento e l'articolo 21 del decreto legislativo n.286/1998, modificato dalla legge n.189 del 2002, che, per quanto concerne la determinazione dei flussi di ingresso nel territorio dello Stato per motivi di lavoro subordinato, prevede l'assegnazione in via preferenziale di quote riservate ai lavoratori di origine italiana. Al termine del suo intervento e sulla base delle considerazioni svolte dal relatore è stata quindi avanzata la richiesta di esprimere un parere favorevole sul provvedimento con l’inserimento delle suddette osservazioni.

Una proposta che è stata condivisa anche dal deputato Sesa Amici. Il rappresentante dei Ds ha però evidenziato alcune critiche sui contenuti del testo di legge soprattutto per quanto concerne il tema delle quote riservate ai lavoratori di origine italiana su cui ha ravvisato qualche elemento di problematicità in rapporto alla legge n. 189 del 2002.

Avendo rilevato la riconducibilità delle disposizioni in discussione alle materie "sistema tributario" ed "immigrazione" - tematiche che l'articolo 117 della Costituzione riserva alla esclusiva potestà legislativa dello Stato - e ritenendo che non sussistano motivi di rilievo sugli aspetti di legittimità costituzionale, la Commissione ha quindi approvato la proposta del relatore ed ha espresso parere favorevole sulla disposizione accompagnandolo con le già citate osservazioni. (Lorenzo Zita-Inform)


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