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INFORM - N. 233 - 4 dicembre 2002

Sicilia Mondo al convegno "Una Convenzione per una Europa politica"

CATANIA - Sul tema "Una Convenzione per una Europa politica", è stato organizzato a Catania un convegno-incontro dal CE.S.A.P.S. (Centro di studi e di azione politica e sociale), presieduto dall’on. Vito Scalia che ha introdotto i lavori con un disegno "quadro" su una Convenzione Europea che configuri una chiara identità, radici, diritti soggettivi, poteri e competenze della futura Europa.

Sono seguiti le relazioni dell’avv. Francesco Attaguile, rappresentante della Regione Siciliana presso le Istituzioni della UE e del sen. Filadelfio Basile, componente della Convenzione per il futuro dell’Europa. Le conclusioni sulle relazioni e sul dibattito sono state tratte dall’on. Raffaele Lombardo, europarlamentare e vice sindaco di Catania. Lombardo si è soffermato sullo scenario che seguirà l’allargamento ad Est dell’Europa e, quindi, sull’importanza di una Convenzione che scriva con chiarezza i fondamenti della coesistenza stessa nella UE, i rapporti di forza tra gli Stati e quindi l’importanza che vengano esplicitate le radici cristiane dell’UE ed i valori della solidarietà come strumento di pace e di sviluppo.

L’avv. Mimmo Azzia, presidente di "Sicilia Mondo", ha svolto il suo intervento nell’ottica di un associazionismo di emigrazione in crescita e sempre più soggetto della società civile che vuole dare il suo contributo di esperienze nel dibattito sulla Convenzione Europea prima del suo testo definitivo. La Costituzione Europea ­ ha detto Azzia ­ non può essere un contenitore di meccaniche costituzionali, di regole e di politiche comuni ma deve essere costruita sul patrimonio dei valori permanenti che vengono dalla storia e dalla cultura europea fondate sulle radici cristiane (2000 anni di vita) e sulla adozione della Carta dei diritti fondamentali. Un passo importante per passare dall’Europa dei mercati a quella dei diritti e della libertà. I padri fondatori si prefissero l’obiettivo della integrazione europea secondo i principi della sussidarietà (il federalismo) e della solidarietà (la socialità). L’Europa dei 25 Stati deve dare ai suoi 500 milioni di europei una Costituzione sulla quale costruire una identità europea in cui gli europei possano riconoscersi.

Nei 150 anni di storia del nostro Paese - ha infine osservato Azzia -, l’esperienza della "altra Italia" ancora più numerosa che vive fuori dalla penisola sparsa in tutti i continenti, c’insegna che l’identità di origine quando è fondata sui valori diventa patrimonio, punto di forza, di aggregazione e di appartenenza nella quale un popolo riconosce se stesso e la sua identità e che la "diversità" con gli altri popoli ­ allargamento ad Est ­ è sempre risorsa e motivo di arricchimento reciproco. (Inform)


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