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INFORM - N. 232 - 3 dicembre 2002

La mancata visita di Tremaglia a Stoccarda. I commenti di Bassanelli (de.it.press) e dei Ds di Monaco

ROMA - "Un grave errore" la decisione di Mirko Tremaglia di disdire la visita a Stoccarda: questo il commento di Tobia Bassanelli (de.it.press, Francoforte) che mostra tuttavia comprensione nei confronti del Ministro per gli Italiani nel mondo. Eccone uno stralcio.

"Comprendiamo il suo gesto - scrive Bassanelli - ma questo non ci impedisce di dire che è stato un grave errore disdire Stoccarda, per di più all’ultimo minuto. Tremaglia non può addebitarsi colpe non sue. E se aspetta d’essere ‘pulito’ prima di venire in Germania, nel senso cioè di aver risolto tutti i problemi pendenti (legge di riforma dei Comites e del Cgie, della 153, funzionamento dei Consolati, minimi pensionistici, tanto per citare i più urgenti), allora non programmi nessuna visita. Avesse incontrato solo i Comites e i Consoli, saremmo più comprensivi, lo avremmo già perdonato. Ma se pensiamo a tutto il lavoro fatto per preparare questa visita (e a quello molto sgradevole per disdirla), se guardiamo alla fitta agenda di incontri previsti con le autorità tedesche del Land, se pensiamo agli urgenti problemi dei connazionali da queste parti (le facili espulsioni, il rifiuto del soggiorno, la soppressione delle trasmissioni radiofoniche in italiano, i corsi di lingua madre, …), temi sui quali la parola del Ministro avrebbe potuto avere un suo influsso positivo - problemi del resto molto più urgenti e sentiti dei quattro soldi ai Comites -, allora dobbiamo solo concludere che questo rinvio è stato uno sbaglio colossale. Perché non ci sono solo i Comites. Che i nostri politici abbiano con loro un rapporto privilegiato, lo esige la legge ed è giusto: sono gli organismi di rappresentanza, costituiscono il ponte ufficiale di collegamento con le istituzioni italiane. Avere un rapporto esclusivo, o predominante, questo è errato, significa avere una visione errata dei connazionali nel mondo…

"Ora che la frittata è fatta, prosegue Bassanelli, è importante far capire al Ministro - con tutto il rispetto per la sua decisione, questo è indiscutibile - che ha sbagliato. E battergli le mani, come fanno gli Ctim Germania, o dirsi in disaccordo per poi tesserne il peana, come fa Zoratto, è la cosa più sbagliata del momento, perché non lo si aiuta a capire il danno che questa improvvisa disdetta ha creato. E se si vuol dare un obiettivo alla sua ‘protesta’, perché serva a qualche cosa, si sia corretti ed onesti fino in fondo. E’ uno "schiaffo" alla burocrazia, in particolare ai burocrati della Farnesina, chiosano gli amici di Tremaglia, interpreti sicuramente ortodossi del suo pensiero. Ma chiediamoci: chi deve far funzionare gli apparati amministrativi dello Stato? Chi doveva cambiare le disposizioni vigenti adattandoli alla novità dell’Euro? O il funzionario è libero di darsi le norme amministrative che meglio crede? Berlusconi non si era presentato agli elettori - che ci hanno creduto, e sicuramente anche per questo lo hanno votato - come colui che avrebbe snellito lo Stato e le sue strutture amministrative, rendendole produttive, efficienti, liberandole da tutte le pesantezze ed i passaggi burocratici inutili? Se aveva assunto e tenuto così a lungo l’interim degli Esteri, non era forse per portare la sua rivoluzione - quella imprenditoriale - anche al MAE? I risultati sono sotto gli occhi di tutti: la burocrazia funziona peggio di dieci anni fa, quando i fondi dei Comites non arrivavano mai con i ritardi attuali, quando i consolati non erano costretti a sospendere perfino il servizio postale - come ha fatto Francoforte - per mancanza di personale.

"Questi sono fatti, altro che chiacchiere. E l’onesto Tremaglia protesta contro il suo Governo, perché non sta mantenendo gli impegni elettorali, nel caso concreto quello di far funzionare meglio gli apparati amministrativi dello Stato. Lui se lo può permettere, perché non è un cortigiano, e non gli danno fastidio le campane dei ‘sacrestani’ di periferia, della campagna: sa ascoltare anche quelle; proprio forse perché suonano fuori dal coro, come lui".

Più duro il commento dei Ds di Monaco ("Tremaglia, ovvero la comodità della retorica") di cui diamo un assaggio:

"E così - per protestare contro le lentezze e le inadeguatezze nell'azione del suo Governo e della Pubblica Amministrazione dal suo Governo gestita - questo Ministro colpisce in primo luogo gli italiani che vivono in Germania. Ci attendevamo infatti che Tremaglia usasse gli incontri programmati con i vari ministri del Baden-Wuerttembrg per attuare una forte pressione affinché questo Land la smetta con le sue politiche contro gli stranieri, italiani ompresi (espulsioni, chiusura dei programmi radio in lingua straniera, opposizione alla doppia cittadinanza, ecc.)… Che razza di Ministro è uno che solo a fine anno "scopre" che i Comites non hanno ancora ricevuto i contributi? Sa seguire le azioni del Governo di cui fa parte, o si limita alle belle parole ed alla retorica di circostanza?". (Inform)


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