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INFORM - N. 231 - 2 dicembre 2002

Calcio - La Lazio prima ringrazia la Roma

C’è un filo stretto che lega il primato in classifica della Lazio alla Roma. E’ esattamente il frutto dei risultati combinati della dodicesima giornata del campionato di serie A: 3-2 dei biancocelesti in casa del Piacenza, al termine di una gara pesantemente condizionata dalla nebbia; 2-2 casalingo dei giallorossi di fronte alla Juventus capace di rimontare due reti di svantaggio. Così la Lazio dei miracoli ringrazia la Roma che ha fermato la corsa bianconera, mentre un plauso la banda di Mancini lo rivolge anche all’Empoli che sul suo campo ha imposto l’1-1 al Milan.

Sotto di due gol a Piacenza, la Lazio non si è scomposta: troppo abulica all’inizio, furibonda nella reazione sul finire del primo tempo (pareggio rimediato in extremis); ripresa a senso unico con un gol annullato ma regolare a Corradi e il sigillo dello stesso bomber nel recupero. Sesta vittoria esterna consecutiva, passo da grande, 25 gol all’attivo (tanti per una formazione etichettata come priva di un cannoniere) applicazione scientifica del turnover, spirito di gruppo eccezionale. Per il momento è della Lazio il miglior gioco di tutta la serie A.

E’ anche sfortunata la Roma di Capello, che incanta con Totti (e Cassano) ma spreca per amnesie difensive quanto di buono ha costruito. Le reti di Del Piero da corner (colpo di testa sul primo palo incontrollato) e di Nedved chiamano in causa i troppo frequenti cali di tensione di una squadra che nella ripresa ha poco attivato il contropiede e, per farlo, ha fatto affidamento su uno spento Batistuta. Per il resto scadente per la gestione complessiva la direzione di Bertini, che ha espulso Totti per una scomposta reazione verbale, dando l’idea di non leggere bene il momento della gara, divenuta nel finale a rischio per le espulsioni di Birindelli e Candela. Ma la Roma deve riflettere su se stessa. (Francesco Certo-Inform)

 


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