* INFORM *

INFORM - N. 230 - 30 novembre 2002

La crisi in Sud America al centro di un convegno all’Istituto Italo-Latino Americano

Gli interventi del Presidente dei Ds Massimo D’Alema e del Sottosegretario agli Esteri Mario Baccini

ROMA - Quella che emerge dal Convegno dell’IILA "L’America Latina dopo le elezioni brasiliane" è l’immagine di un continente attanagliato da una profonda crisi economica che, nonostante tutto, continua però a sperare in una possibile ripresa dell’intero sistema sociale. Una rappresentazione della crisi sud americana che, nel corso dell’incontro, è stata illustrata in tutte le sue variegate sfaccettature dal Presidente dei Ds Massimo D’Alema che si è recato in America Latina per incontrare, oltre alle nostre collettività, il neo eletto Presidente del Brasile Luis Inacio Lula da Silva ed i massimi esponenti del mondo politico, economico e sociale del subcontinente. Dopo aver ricordato le sofferenze della nostra comunità in Argentina ed il rischio che la perdurante crisi finisca con l’innescare un cospicuo flusso migratorio di ritorno, il Presidente dei Ds ha evidenziato il crescente interesse delle nuove generazioni, sempre più attente alle loro matrici d’origine, per la lingua e la cultura italiana.

"In ogni caso - ha precisato D’Alema auspicando una maggiore visibilità degli oriundi italiani - noi dobbiamo cercare di guardare alle nostre comunità con un’ampia visuale e quindi non considerare come gruppi referenti solo le persone che possiedono la doppia cittadinanza e vivono intorno ai Comites. Dobbiamo comprendere che la comunità italiana del Brasile - sono oltre 25 milioni gli oriundi residenti in questo Paese - è molto più vasta. La nostra cultura è un elemento costitutivo di quel popolo e quindi il dialogo con la comunità italiana deve essere parte integrante del nostro rapporto con il Brasile. Voglio inoltre ricordare che in questo grande Paese d’accoglienza si è costituito un club di imprenditori brasiliani di origine italiana. Fanno parte di questo gruppo, che si riunisce in virtù della comune provenienza italiana, rappresentanti d’impresa molto noti e potenti. Questi signori che, alla stregua di molti altri imprenditori non fanno parte né dei Comites né del CGIE, vogliono un rapporto privilegiato con l’Italia".

"In America Latina - ha ribadito D’Alema - la radice italiana è uno degli elementi costitutivi del continente e noi dobbiamo evitare che il nostro modo di concepire la vasta presenza italiana si limiti ai soli possessori del passaporto". Ma dal Presidente dei Ds sono state evidenziate anche le cause della perdurante crisi continentale - come ad esempio il fallimento delle politiche neo liberiste, le nuove spinte populiste e le privatizzazioni selvagge - e le principali iniziative da intraprendere per scongiurare la stagnazione economica ed evitare pericolose derive isolazionistiche ed antidemocratiche. Oltre alla creazione di una rete internazionale di garanzia per la tenuta della democrazia, da D’Alema è stata auspicata una più efficace azione del Mercosur e l’attivazione di un dinamico mercato nell’ambito del continente latino-americano che favorisca, anche attraverso la creazione di nuove ed efficaci riforme istituzionali, la ripresa delle esportazioni.

Una necessità, quella di favorire la rinascita produttiva dell’Argentina e dell’intero continente che è stata sottolineata anche dal Sottosegretario agli Esteri Mario Baccini. "Per la crisi argentina - ha ricordato il rappresentante del Governo - abbiamo riaperto la cooperazione allo sviluppo e i primi finanziamenti, per il sostegno delle piccole e media imprese, sono già partiti" Dopo aver ribadito la costante pressione del Governo italiano sul Fondo Monetario Internazionale per l’adozione di una concreta politica di sostegno in favore dell’Argentina, Baccini ha elencato le principali iniziative adottate per fronteggiare sia l’emergenza bambini - per la drammatica situazione di Tucuman sono stati già stanziati 800.000 euro che verranno utilizzati sul campo dalla Croce Rossa Italiana - sia la lotta alla povertà. In questo contesto dal Governo sono stati finora finanziati 18 progetti proposti dalle organizzazioni non governative e una specifica iniziativa delle Nazioni Unite per la formazione professionale.

Per quanto riguarda invece il rientro in Italia dei nostri connazionali all’estero, una problematica strettamente connessa alla crisi argentina, il Sottosegretario Baccini ha ribadito ancora una volta il suo punto di vista. "Il problema è quello di aiutare la comunità nel Paese d’adozione. Noi vorremmo infatti evitare questi rientri in Patria anche se il nostro Paese non chiuderà mai le braccia ai propri figli. Vogliamo comunque garantire a tutti loro una dignitosa permanenza nel Paese d’accoglienza. Quindi il Governo userà tutti i mezzi per aiutare l’Argentina affinché anche la comunità italiana rimanga in loco con pieno titolo e soddisfazione. In questo contesto - ha concluso Baccini - abbiamo effettuato, ad esempio in Perù, azioni di diplomazia preventiva finalizzate alla riconversione del debito contratto in progetti sociali, culturali e scolastici. E’ stata fatta questa scelta in piena coerenza con le nostre attitudini di pace che ci caratterizzano nell’ambito internazionale e che ci portano a dire che dove c’è l’Italia non c’è la guerra".(Lorenzo Zita-Inform)


Vai a: