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INFORM - N. 229 - 29 novembre 2002

Dino Nardi (CGIE): "Il milione di pensione agli emigrati tra pressioni, minacce e demagogia"

ZURIGO - È ormai quasi un anno che, nel mondo rappresentativo degli interessi degli italiani all’estero (associazioni, sindacati, patronati, enti vari, Comites e Cgie), e nella stessa stampa d’emigrazione, si discute del diritto anche dei pensionati emigrati all’ormai famoso milione di vecchie lire di pensione, previsto dall’articolo 38 della legge finanziaria 2002 per i pensionati italiani che adempiono a certi requisiti di età e di reddito. Fin dall’inizio della vicenda nessuno, in questo mondo degli italiani all’estero, e gli stessi emigrati ovviamente, ha mai dubitato che dai beneficiari di quella norma potessero essere esclusi i pensionati emigrati: tanto meno il Cgie e gli stessi patronati.

All’INPS ed al Ministero del Lavoro erano però di tutt’altro avviso. Solo grazie alle pressioni di quel "mondo" è poi cessato il loro tergiversare e l’INPS, su disposizioni del Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali, ha quindi messo in atto un compromesso per salvare, come si suol dire, capre e cavoli (un contentino ai pensionati emigrati con un piccolo sacrificio per le casse dello Satto) versando ai pensionati all’estero non i 516,46 euro mensili (il famoso milione) previsto dall’articolo 38 della Finanziaria 2002, bensì una maggiorazione limitata ad un massimo di 123 euro (cioè la differenza tra il milione e l’ammontare della pensione minima di 760'000 lire).

Il compromesso, peraltro, ha deluso i diretti interessati, tra cui i tantissimi pensionati italiani emigrati dell’America Latina che versano in un grave stato di indigenza e che riponevano in quel "milione" di lire molte speranze per una vecchiaia decorosa. Ma il compromesso, evidentemente, non ha soddisfatto neppure il Cgie e gli stessi patronati che, infatti, hanno immediatamente minacciato di ricorrere contro l’INPS. Minaccia ripresa, e fatta propria, perfino dal Ministro degli Italiani nel mondo, pronto come sempre ad erigersi a difesa degli emigrati (merito che gli va indubbiamente riconosciuto) ma assumendo, nell’occasione, un atteggiamento alquanto inconsueto poiché la sua minaccia era rivolta, di fatto, contro una disposizione del Ministro del Lavoro del suo stesso governo, sia pure applicata dall’INPS! Minaccia, peraltro, sostituita successivamente con quella più consona per un ministro e cioè delle sue eventuali dimissioni qualora il governo, prima, ed il Parlamento, poi, non avessero accolto la richiesta di pagare anche ai pensionati emigrati l’importo di 516,46 euro mensili.

In ogni caso le minacce dei ricorsi e la ferma posizione del Ministro Tremaglia hanno fatto si che il governo abbia accolto un ordine del giorno, approvato dalla Camera dei Deputati, in cui si impegna ad estendere anche ai pensionati residenti all’estero i benefici previsti dalla Finanziaria 2002. A questo punto tutto dipenderà dal Senato che, nella discussione della Finanziaria 2003, dovrà approvare un emendamento che recepisca quanto stabilito in quell’ordine del giorno.

Ma quell’ordine del giorno va nella direzione da noi tutti auspicata? No, assolutamente! Infatti nel testo vi sono due punti che non ci soddisfano proprio e che sono già stati criticati anche da esponenti dell’opposizione parlamentare, come il senatore Franco Danieli (Margherita), l’onorevole Gianni Pittella (DS) e lo stesso Norberto Lombardi, coordinatore del Forum per gli italiani nel mondo. Il primo punto riguarda la decorrenza della norma che è fissata "a partire dal 30 settembre 2002", mentre i pensionati residenti in Italia hanno già riscosso il famoso milione dal primo gennaio scorso. Il secondo punto concerne il requisito reddituale che, per gli emigrati, non sarà più quello indicato dall’articolo 38 della legge Finanziaria 2002, bensì "tenendo conto del costo della vita nei vari Paesi" di residenza dei pensionati all’estero.

Una limitazione, quest’ultima, che è evidentemente discriminatoria e che, di fatto, impedirà a quasi tutti i pensionati emigrati di poter ottenere i 516,46 euro mensili. Ma si tratta anche di una norma che, per la prima volta, introduce nel sistema previdenziale italiano una novità assoluta condizionando un diritto pensionistico ad un requisito reddituale modulato a secondo del Paese estero di residenza del pensionato. Da ciò ne deriveranno, oltretutto, una serie di problemi come, per esempio, quello di chi dovrà stabilire i limiti di reddito applicabili in ciascun Paese ove risieda un pensionato italiano. Senza dimenticare, infine, il lavoro esorbitante che ne conseguirà anche per l’INPS dovendo verificare, ogni anno, l’evoluzione del costo della vita in quasi tutte le nazioni del globo ed i redditi dei pensionati che vi risiedono.

Che dire, poi, del fatto che, mentre il governo ha accolto questo ordine del giorno di indirizzo politico della Camera dei Deputati, lo stesso ramo del parlamento ha inserito nel disegno della legge finanziaria del 2003 una norma di interpretazione autentica sull’applicazione dei benefici dell’articolo 38 della legge finanziaria 2002, praticamente a conferma di quanto già messo in atto dall’INPS nei confronti degli emigrati? Una norma che darà, così, un supporto legislativo al limite massimo di 123 euro mensili della maggiorazione versata ai pensionati all’estero e che, pertanto, bloccherà ogni possibilità futura di ricorso, come minacciato dai patronati e dallo stesso Ministro Tremaglia.

Che abbia ragione il segretario generale della UIL Pensionati, Silvano Miniati, quando, proprio in merito a questa vicenda, afferma che "una volta di più i diritti previdenziali dei nostri emigrati vengono un giorno calpestati e il giorno dopo utilizzati in maniera demagogica per cercare di acquisire consensi attorno alle politiche dell’esecutivo, che invece si stanno sempre più caratterizzando come penalizzanti per i lavoratori e i pensionati"? Gli emigrati, per quanto li concerne, cominciano ad esserne sempre più convinti! (Dino Nardi*-Inform)

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* Presidente della Commissione Sicurezza e Tutela Sociale del CGIE, Presidente Ital-Uil Svizzera


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