* INFORM *

INFORM - N. 229 - 29 novembre 2002

Un commento di Bassanelli (de.it.press) che attacca Zoratto

Salta la visita di Tremaglia in Germania. Uno "schiaffo" a chi? Delusa e amareggiata la collettività

FRANCOFORTE - Ora è sicuro, e la notizia ufficiale dell’annullamento arriva solo alla vigilia, a neppure 24 ore dall’evento: è stata sospesa, o meglio "rinviata in data da stabilirsi" come recitano le tre scheletriche righe dell’Ambasciata, la prima visita di Tremaglia alla collettività italiana in Germania, almeno nella sua veste di Ministro degli Italiani nel mondo, prevista per il 29-30 novembre a Stoccarda. "Il motivo è dovuto al rinvio della soluzione definitiva dell'annosa questione dei ritardi nei pagamenti dei contributi del Ministero degli Esteri ai Comites", precisa una striminzita e non firmata comunicazione del Consolato di Stoccarda.

Resta tutta la nostra comprensione per l’improvvisa decisione di Tremaglia, ma permangono anche tutte le perplessità che abbiamo espresse nell’articolo di apertura di ieri quando la notizia del rinvio - quasi sicura ma non ufficiale - ci raggiunse in redazione.

"Schiaffo ai burocrati ministeriali per i ritardi nell’invio dei contributi ai Comites - titola un comunicato diffuso dagli Ctim Germania -. Che scrivono: "È una legittima protesta il rinvio della visita a Stoccarda del Ministro per gli italiani nel Mondo, una protesta che imbarazza e mette sotto accusa le lungaggini burocratiche ministeriali che regolarmente ritardano la concessione di finanziamenti ai Comites, che ancor oggi, a un anno dall’introduzione dell’Euro, devono avere l’assenso dell’Ufficio Cambi, come se la moneta unica europea fosse un fatto esterno alla nostra realtà. Il gesto del Ministro è la conferma evidente che egli giustamente è il Ministro del CGIE, dei Comites e quindi degli emigrati tutti senza distinzione alcuna, e non è paragonabile ad altri. Bene ha fatto Tremaglia, quindi, ad accogliere l’invito rivolto dai Presidenti dei Comites e dai Consiglieri CGIE della Germania riuniti domenica scorsa a Berlino su invito dell’Ambasciata d’Italia nella RFG a fare un gesto forte che lasciasse il segno. È scandaloso che alla fine dell’anno nessun Comites in Germania (ma anche in altre parti del mondo) abbia ricevuto l’accredito dei contributi per quest’anno sui conti correnti dei rispettivi Consolati. È uno scandalo. È un fatto di serietà, è un fatto di giustizia. Se il Parlamento ha varato una legge che istituisce i Comites come organi rappresentativi della nostra collettività, essi devono essere messi nelle condizioni di svolgere dignitosamente il loro ruolo".

Sono andato a rileggermi i comunicati emessi dai presidenti Comites e dal Cgie-Germania nei loro recenti incontri a Berlino. Così commentavo quello di venerdì: "Meraviglia che nel documento approvato non figuri la denuncia dei tragici ritardi dei contributi (non sono ancora giunti quelli del 2002)", e continuavo: "Non un segno di stizza o un minimo di protesta nell’ordine del giorno approvato, e che verrà presentato sabato prossimo al Ministro Tremaglia a Stoccarda in occasione della sua prima visita alla collettività italiana in Germania. Complimenti a coloro che hanno saputo mettere la sordina ai problemi, forse per attenzione ad un Ministro che fa anche l’impossibile per i connazionali all’estero. Ma non era questo il modo per aiutarlo nel suo lavoro. Né per fargli tastare il polso dei nostri Comitati".

Hanno ricuperato in parte nel comunicato di domenica 24, alla conclusione dei lavori della tre giorni: "Prendono atto con soddisfazione - scrivono - dell’intervento del Ministro per gli italiani nel mondo, che ha chiesto al Ministro degli Affari Esteri l’immediato a pagamento dei contributi ai Comites della Germania, la cui erogazione da quando è stata affidata alle varie Direzioni Continentali risulta dilazionata in misura scandalosa". Tutto qua, nessuna richiesta di segni clamorosi, anzi la gioia perché Tremaglia si era mosso per chiedere l’immediato pagamento.

Qualcosa non quadra. Qualcuno bara. Qualcuno che fa contemporaneamente parte dei Comites/Cgie-Germania, degli Ctim-Germania e dello staff del Ministro (almeno come consulente ed esperto), e che tenta in questa amara vicenda di far fare una bella figura a tutti, e non si accorge che alla fine, lo schiaffo, lo ha preso solo la collettività italiana in Germania; da quelli che in un giorno hanno dovuto annullare il lavoro di settimane; a chi aveva prenotato bus, treno e hotel per poter essere presente all’importante appuntamento; alle autorità tedesche che ci capiranno ben poco nelle argomentazioni ufficiali finora addotte; ai temi scottanti delle espulsioni, della chiusura delle trasmissioni radiofoniche in italiano, del blocco da parte del BW della doppia cittadinanza, che vengono beneficiati di un ennesimo e disastroso rinvio. La collettività è delusa, offesa: c’erano tanti altri modi per protestare contro le lentezze burocratiche, se questa è la motivazione del rinvio. Ma solo l’annunciato chiarimento da parte del Ministro potrà far luce su una vicenda per tanti aspetti ancora buia e inverosimile.

Sapeva o non sapeva il Ministro del mancato accredito ai Comites della Germania dei contributi per il 2002? Se non ne era a conoscenza, di chi è la colpa? Zoratto, suo stretto collaboratore ed a conoscenza della situazione in Germania, perché non l’ha informato? Ci saranno colpe burocratiche - ed i responsabili vanno individuati e puniti, loro, non chi non c’entra - ma ci sono soprattutto colpe politiche. Molto chiare. E le conseguenze vanno tirate subito, senza aspettare che sia sempre l’opposizione a chiedere provvedimenti. (Tobia Bassanelli- de.it.press/Inform)


Vai a: