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INFORM - N. 227 - 27 novembre 2002

Nell’"aiuola della solidarietà" di Longarone anche la terra dei nostri emigranti in Sudamerica

BELLUNO - A Longarone, nei pressi della Chiesa dedicata alle vittime del tragico evento del 1963, sarà realizzata un’"aiuola della solidarietà", formata dalla terra proveniente da tutte le province d’Italia e dalle comunità italiane sparse nei Paesi del mondo che furono vicini ai superstiti del Vajont con i loro soccorsi e aiuti, dovuti spesso alla generosità dei nostri emigranti.

L’iniziativa è stata promossa dall’"Associazione Superstiti di Longarone", presieduta da Renato Migotti, d’ intesa con il Sindaco di Longarone Pierluigi Di Cesero, e sarà concretizzata nel prossimo 2003 che segna il 40° anniversario della catastrofe. Anche l’Associazione Bellunesi nel Mondo si è fatta convinta portavoce di questa iniziativa, rivolgendosi innanzitutto alle comunità bellunesi del Sudamerica recentemente visitate da una delegazione guidata dal presidente dell’Associazione Gioachino Bratti. Si è così chiesto ai bellunesi di Bariloche, Buenos Aires e Montevideo di raccogliere in un luogo significativo un pugno di terra e di consegnarlo agli ospiti. Dovunque, questo gesto ha vissuto momenti di altissima emozione e suggestione.

A Bariloche, la città fondata dal castionese Primo Capraro, indimenticabile pioniere della coraggiosa e intraprendente emigrazione bellunese, la terra è stata raccolta dai bambini della scuola italiana "Dante Alighieri" e consegnata, tra la commozione generale, al presidente Bratti e al presidente della Provincia De Bona in un cofanetto di legno, con la scritta "Bariloche-Patagonia-Argentina", accompagnata da questi versi composti da un insegnante della scuola, inneggianti alla speranza e alla vita: "Terra.../vita, forza che / l’uomo non può, / non deve dimenticare...qui/ la terra patagonica, / nuova, giovane/ cresce con i bambini / come speranza di futuro/ per chiudere le proprie cicatrici".

A Buenos Aires, la terra è stata consegnata in un sacchettino legato da un nastro tricolore nel corso della serata che ha visto il fraterno, festoso incontro tra i bellunesi d’Italia e i bellunesi d’Argentina, dal presidente della "Famiglia Bellunese" Angelo Roni. E’ stata raccolta nel "Parco Chacabuco", dove sorgeva il Bar Belluno, nel quale tutte le domeniche si riunivano gli emigranti bellunesi arrivati a Buenos Aires dopo la prima e la seconda guerra mondiale

Infine a Montevideo, nella prestigiosa Scuola Italiana della città, la terra è stata raccolta in una scatoletta con i nastri dei colori italiani e uruguayani, accompagnata dalle seguenti parole: " Che questa terra uruguayana sia per sempre ricordo dei legami che uniscono l’Italia e l’Uruguay: Questo evento acquista particolare significato provenendo dalla Scuola Italiana di Montevideo, dove si insegna, da più di cento anni, ai nostri alunni e genitori, a vivere e perpetuare lingua, tradizioni, valori e cultura che gli immigrati italiani dedicarono la loro vita a preservare. Nel suo omaggio e nel ricordo della sciagura del 9 ottobre 1963, questa terra uruguayana accanto al monumento sarà simbolo della nostra solidarietà e affetto".

Questa terra, così ricca di significati, sarà consegnata dai "Bellunesi nel Mondo" all’Associazione Superstiti e al Comune di Longarone sabato 30 novembre alle ore 17,30, in occasione della cerimonia di inaugurazione della mostra fotografica " Ogni volto...il ricordo di un sacrificio" , dedicata alla storia dell’emigrazione del Longaronese, realizzata dalla locale "Famiglia ex emigranti", presieduta da Arrigo Galli, nei locali di via Roma. (Inform)


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