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INFORM - N. 227 - 27 novembre 2002

Da "Realtà Nuova", Svizzera

Votazioni di domenica 24 novembre, un risultato agrodolce

ZURIGO - Il Consiglio Federale, in particolare Ruth Metzler, Ministro della giustizia, è rimasto con il fiato sospeso per molte ore dopo la chiusura dei seggi domenica 24 novembre.

Diversi erano gli oggetti in votazione che ci riguardano direttamente, tra questi due a livello federale. Il primo, l’iniziativa dell’UDC/SVP (Blocher e compagni) che voleva praticamente annullare la possibilità di richiedere rifugio in Svizzera. Se questa iniziativa fosse passata, la Svizzera avrebbe perso del tutto la sua fama di paese aperto ai rifugiati e altrettanto poco credibile sarebbe stata la sua recente apertura ed adesione ai patti di Schengen. Per soli tremila voti il partito di destra non l’ha spuntata. Quindi i rifugiati possono rimanere in suolo elvetico, ma il risultato alquanto risicato obbligherà le autorità competenti, tra cui la Consigliera Metzler, ad irrigidire le condizioni di accoglimento e di permanenza dei rifugiati. Il secondo era la revisione dell’assicurazione sulla disoccupazione, passata con il 56,1% dei voti. Essa proponeva di abbreviare la durata delle indennità giornaliere in caso di disoccupazione  e il raddoppio del periodo di contribuzione. Una revisione della legge che andava decisamente contro gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori. Solo la Svizzera romanda ha capito di che cosa si trattava e ha, giustamente, votato contro.

Nel Cantone di Zurigo era inoltre in votazione la proposta di riforma e di parziale unificazione tra la scuola materna e il primo anno della scuola elementare. Ciò avrebbe permesso di far iniziare la scuola ai bambini in modo più flessibile. La città ha accettato la proposta del Direttore cantonale all’educazione, Ernst Buschor, ma i rimanenti comuni del cantone l’hanno respinta. Sarà ora più difficile continuare il processo di modernizzazione della scuola primaria avviato da Buschor (vedi introduzione dell’inglese in prima elementare). Seppure per soli 614 voti di differenza, i votanti hanno approvato il credito di quasi sette milioni di franchi svizzeri necessario alla continuazione dei corsi di integrazione per giovani stranieri tra 15 e 20 anni. Contro tale credito il solito partito SVP/UDC aveva lanciato un referendum. Ora il futuro di tali corsi è assicurato per i prossimi quattro anni.

Tali votazioni ci mostrano, una volta di più, che il partito di destra anti-stranieri sta diventando sempre più forte. È giunto dunque il momento - per chi non l’avesse ancora fatto - di acquisire la doppia cittadinanza per contrastare le destre xenofobe e aiutare ad affermare anche qui in Svizzera principi democratici ed umanitari. (Rosanna Ambrosi-Realtà Nuova/Inform)


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