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INFORM - N. 226 - 26 novembre 2002

A colloquio con il Direttore Generale della Migrantes Mons. Luigi Petris

Un bilancio della Giornata Nazionale delle Migrazioni. Le linee programmatiche e le iniziative future per gli italiani all’estero

ROMA - Dal 10 al 17 novembre si sono svolte in Basilicata le manifestazioni centrali della Giornata Nazionale delle Migrazioni. Convegni, tavole rotonde, dibattiti che hanno approfondito le problematiche, nell’ottica dell’accoglienza e della solidarietà, delle principali tipologie della mobilità umana. L‘iniziativa della Chiesa italiana - cui non è mancata l’alta parola del Santo Padre che nell’Angelus domenicale ha invitato i fedeli a riflettere sul complesso fenomeno sociale e sulla necessità di diffondere ed applicare lo spirito dell’accoglienza - si è conclusa con la celebrazione della Santa Messa presso la Cattedrale di Acerenza. Per un bilancio della manifestazione e per approfondire le future linee programmatiche della Fondazione Migrantes abbiamo rivolto alcune domande al Direttore Generale Mons. Luigi Petris.

"Le varie iniziative della Giornata Nazionale dell’Emigrazione - ha esordito Mons. Petris - sono state seguite da un pubblico numeroso ed hanno ottenuto una buona risonanza. Naturalmente non tutti gli incontri hanno avuto lo stesso richiamo. E’ infatti innegabile che i cinque settori della mobilità umana non riscuotano il medesimo interesse ed era quindi prevedibile, vista la collocazione regionale di quest’anno, che la risposta agli incontri sui marittimi sia stata in tono minore. Di particolare spessore invece l’incontro sugli emigrati italiani che si è svolto ad Acerenza: hanno partecipato al dibattito un centinaio di persone, grazie anche alla fattiva partecipazione dei rappresentanti della Regione, del Comune e del Vescovo, caratterizzo da un aperto confronto che ha evidenziato le problematiche della Basilicata, una regione che ancora oggi vive il dramma dell’emigrazione"

"Il nostro messaggio è risuonato in tutte le Chiese d’Italia - ha proseguito Mons. Petris rispondendo alla nostra domanda sulla reale penetrazione sociale dei temi trattati durante la celebrazioni della Giornata - e questo per noi è molto importante. Spero inoltre che abbia fatto riflettere quei cristiani e quelle comunità che sostengono solo a parole l’accoglienza dei diversi e degli stranieri. Io credo che la Chiesa italiana abbia dimostrato molto coraggio a porre in questo particolare frangente, caratterizzato dalle aspre polemiche sulla legge Bossi-Fini, l’invito ad interpretare ed a leggere la normativa italiana anche con occhio cristiano. Un imperativo categorico, quello dell’accoglienza, che il cristiano deve attuare in base alle sue forze e alle sue capacità. I risultati della nostra azione li verificheremo nel tempo perché è ovvio che le mentalità ed i comportamenti non si cambiano da un giorno all’altro".

Un interessamento a tutto campo, quello della Migrantes in favore delle comunità immigrate, che ha avuto inizio da quasi trent’anni e che, rispetto agli altri settori della mobilità, sta assumendo sempre maggiore rilevanza. "Oggi il problema dell’immigrazione - ha rilevato Petris - s’impone all’attenzione per la sua consistenza numerica e per la sua problematicità che non vogliamo enfatizzare ma che è reale. Tocca alla Chiesa italiana tenere a mente i timori e le paure della collettività, ma allo stesso tempo disinnescare certi elementi che vengono esaltati da alcuni settori. Penso quindi che sia un dovere della Chiesa dare agli immigrati presenti in Italia le medesime risposte che abbiamo conquistato, lottando duramente in tutto il mondo, per gli italiani all’estero".

Abbiamo chiesto al Direttore generale della Migrantes anche una indicazione sulla drammatica crisi dell’Argentina, che viene vissuta in prima persona dai nostri connazionali. "Al momento - ha sottolineato Mons. Petris - la CEI sta cercando di venire incontro alle primarie esigenze argentine sia attraverso la mobilitazione e la sensibilizzazione delle Diocesi italiane, sia con l’invio di specifici aiuti. In Argentina si è già recata per monitorare l’emergenza una delegazione dell’Ufficio Missionario. Anche noi della Migrantes pensiamo di intervenire presso alcune associazioni di ispirazione cristiana per sentire da loro come indirizzare i nostri aiuti che arriveranno entro i primi mesi del prossimo anno".

Un’ultima domanda ha riguardato le linee programmatiche e le future iniziative della Migrantes in favore degli italiani all’estero. "La Chiesa italiana vuole innanzitutto che questa grande realtà cristiana delle collettività all’estero non venga considerata come un fatto del passato. Questa attenzione ci deve rendere consapevoli che nel mondo sono a tutt’oggi tantissimi sia gli italiani di successo, sia i connazionali indigenti che non riescono a dare dignità alle loro famiglie e che, per il sogno sfumato e la lontananza da casa, sono doppiamente sofferenti. In questo contesto sorge inoltre la necessità di una presenza religiosa sul territorio d’accoglienza che accompagni la collettività ad un inserimento attivo, originale e corresponsabile nella società e nella Chiesa locale. Il sacerdote che assumerà questo incarico dovrà possedere spiccate doti formative ed essere particolarmente aperto, preparato e conoscitore non solo della propria gente, ma anche della variegata cultura dei Paesi d’accoglienza. Entro la fine del prossimo anno, anche per favorire l’inserimento delle giovani generazioni - ha concluso Petris -, cercheremo inoltre di organizzare un apposito seminario sugli aspetti salienti dell’integrazione e sui concreti settori di intervento della Chiesa italiana". (Lorenzo Zita-Inform)


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