* INFORM *

INFORM - N. 225 - 25 novembre 2002

Seconda Conferenza dell’emigrazione italiana in Canada. "Avrete la RAI!"

TORONTO - "Avrete la RAI!". Sono queste le parole pronunciate dal Direttore di RAI International, Massimo Magliaro in apertura del suo intervento alla Seconda Conferenza dell’emigrazione italiana in Canada che si è svolta a Toronto il 17 novembre 2002.

Poche parole che racchiudono il senso profondo di una lunga storia, iniziata tanti anni fa, per cercare di dare agli italiani in Canada la possibilità di ricevere la RAI, direttamente dall’Italia. La RAI e quindi l’informazione sono gli elementi fondamentali che alimentano il rapporto, tra l’Italia e gli italiani nel mondo. L’arrivo della RAI permetterebbe agli italiani in Canada di sentirsi trattati con la stessa dignità di altre comunità etniche che, per contro, non hanno mai dovuto lottare tanto per avere l’informazione direttamente dal loro Paese di origine.

Alla dichiarazione di Massimo Magliaro replica il Presidente di TLN Aldo Di Felice che secondo quanto riportato in un articolo apparso nel Corriere Canadese dichiara: "I telespettatori di Telelatino, un milione e 200 mila ogni settimana, sarebbero dispiaciuti di apprendere che alcune persone stanno incoraggiando la Rai a rimuovere tutti i programmi italiani da Telelatino".

Francamente, ci dispiace questa reazione da parte di TLN alla quale, personalmente, credo che i programmi della RAI dovrebbero essere sempre assicurati, ma dopo che la RAI stessa avrà ottenuto la licenza di giungere in Canada, direttamente dall’Italia. Come avviene per la BBC, RFO, ed altre, rispettivamente dalla Gran Bretagna e dalla Francia ecc... E se ciò sarà possibile, a condizione che i telegiornali siano trasmessi integralmente e senza interruzioni pubblicitarie.

Siamo sicuri che la CRTC darà la licenza al partner di RAI. La CRTC non può discriminare gli italiani in Canada. Il Canada dovrà essere coerente con i propri valori sul multiculturalismo. Il Canada dovrà permettere agli italiani di conservare la loro lingua di origine e i legami con l’Italia. La CRTC non può impedire di copiare la Rai dagli Stati Uniti e, al tempo stesso, negarci la possibilità di riceverla direttamente dall’Italia. Sarebbe come censurare la lingua e la cultura italiana in Canada. Sarebbe come alimentare un pregiudizio grave nei confronti di tutti gli italiani in Canada, a giudizio di alcuni, ancora più grave dell’internamento che hanno dovuto subire i nostri connazionali in Canada durante la seconda guerra mondiale.

Siamo convinti che oltre agli italiani, anche i canadesi di origine italiana, sarebbero dispiaciuti di non poter ricevere la Rai a causa di qualcuno che sta cercando di demolire la loro legittima richiesta che è quella di avere la RAI in Canada. Siamo altresì convinti che coloro che oggi sono costretti a copiare il segnale RAI dagli Stati Uniti, quindi nell’illegalità, sono tantissimi, non sarebbero per nulla dispiaciuti, di legalizzare la loro posizione. Magari pagando di meno. Siamo ancora più convinti che i telespettatori sarebbero meno dispiaciuti, se potessero avere la possibilità di scegliere, tra la RAI proveniente direttamente dall’Italia e una stazione che trasmette solo alcuni programmi italiani, come tutti sappiamo.

Cari lettori, non sono alcune persone che chiedono la RAI, ma sono tutti gli italiani e i canadesi di origine italiana che hanno a cuore l’Italia e la sua cultura. Sono centinaia di migliaia di nostri anziani, sostenuti con grande forza d’animo dalla nostra Senatrice Marisa Ferretti Barth, e che vedono nella Rai un modo per trascorrere il loro tempo e sentirsi più vicini all’Italia. Quell’Italia che hanno lasciato da giovani. Sono i nostri giovani che chiedono la RAI, perché attraverso i programmi in italiano possano apprendere la lingua italiana.

Chi era presente a Montreal il 21 luglio 2002, quando l’On. Mirko Tremaglia, davanti ad una immensa folla di italiani ha promesso che presto avremmo avuto la RAI, si è reso conto che questa non è la richiesta di poche persone, ma dell’intera Comunità italiana in Canada, che non esiterebbe a portare la richiesta civile fino davanti al Parlamento ad Ottawa.

Il 17 novembre a Toronto la Conferenza dell’Emigrazione italiana in Canada ha approvato la linea intrapresa dalla RAI. Erano presenti, tutti i maggiori rappresentanti della comunità italiana in Canada, l’Ambasciatore d’Italia, il Corpo consolare al completo, i Comites, i rappresentanti al CGIE, i rappresentanti delle Associazioni e dei maggiori Organismi della Comunità.

Francamente, affermare che alcune persone stanno incoraggiando la Rai a rimuovere tutti i programmi italiani da Telelatino, mi sembra un tentativo di travisare la realtà, a ben vedere, piuttosto carente sotto il profilo della correttezza deontologica alla quale dovrebbero sempre tutti ispirarsi, in modo particolare, coloro che pretendono di fare informazione e controllano l’unica televisione che trasmettere su scala nazionale, in regime di monopolio, i pochi programmi in italiano.

L’accordo "RAI Canada" non ha mai ricevuto l’appoggio della Comunità italiana. Tale accordo è stato definito, fin dal principio un vero fallimento. Le dichiarazioni di questi giorni l’hanno confermato. (Giovanni Rapanà*-Inform)

* Presidente del Comites di Montreral


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